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#Mes: i 5Stelle hanno abolito la povertà (la loro) e si preparano a distruggere la democrazia (di G. PALMA)

Del contenuto della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità, e sugli aspetti di criticità della stessa, ho già scritto questo articolo, a quattro mani con P. Becchi, su Libero di qualche giorno fa. Ve ne consiglio una propedeutica lettura per comprendere i meccanismi del Mes vigente e di quello che verrà dopo la riforma: https://scenarieconomici.it/la-riforma-del-mes-e-un-pericolo-per-la-democrazia-un-ritorno-della-ue-matrigna-di-p-becchi-e-g-palma-su-libero/amp/?__twitter_impression=true

Ora vorrei soffermarmi su un altro aspetto, non tecnico ma politico. Nel suo programma elettorale del 2018 il M5S aveva, tra i punti fondamentali, il superamento definitivo del Mes. Sono passati poco più di due anni e mezzo da quelle elezioni politiche, eppure il 9 dicembre il MoVimento voterà a favore della risoluzione parlamentare di maggioranza – che il Mes lo rafforza e lo rende più violento – per far sì che Conte vada al Consiglio europeo del 10-11 dicembre e dica un sì definitivo per l’Italia alla riforma del Meccanismo.

Sta accadendo, con tutti i distinguo del caso, ciò che accadde nel 2012 con Fiscal compact e di nuovo col Mes. L’allora maggioranza PdL-Pd-Udc (cioè l’asse ABC Alfano-Bersani-Casini) voto’ acriticamente per l’autorizzazione alla ratifica di quei due trattati tra gli applausi scroscianti dei media. Pochi mesi prima (aprile) quella stessa maggioranza aveva approvato nell’ultimo passaggio della seconda deliberazione anche il pareggio di bilancio in Costituzione.

Misure necessarie – dissero all’epoca Alfano, Bersani e Casini – che sarebbero servite ad abbassare lo spread, mettere i conti in ordine ed essere più credibili suo mercati. In realtà si trattava di misure liberiste in grado di distruggere l’economia di un intero Paese. Misure ancora oggi vigenti, una delle quali – il Mes – diverrà molto più invasivo dopo la procedura di ratifica dell’anno prossimo (2021).

Il M5S, entrato in Parlamento nel 2013, fece una campagna elettorale tutta contro il Fiscal compact, il Mes e l’euro. Passano gli anni e, dopo i 15 mesi di governo con la Lega, Di Maio e Conte – terrorizzati dalle elezioni anticipate che avrebbero consegnato il Paese a Salvini – passano col Pd, quindi diventano il “braccio operativo” del partito che otto anni prima aveva votato il Mes e che ora vuole rafforzarlo.

Perché questo cambio incredibile di posizione? Di Maio e gli altri capi bastone del MoVimento devono garantire a tutti i costi la continuità del governo Conte in modo da evitare il rischio delle elezioni anticipate. Il semestre bianco scatta alla fine di luglio 2021 e occorre fare carte false per arrivare a quella data. Dopo di che le Camere non potranno essere sciolte fino all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, nel gennaio 2022.

È successo però che qualche parlamentare pentastellato si sia ribellato ed abbia annunciato il suo no al voto del 9 dicembre sulla risoluzione di maggioranza, col rischio di far andare Conte sotto al Senato e creare una crisi di governo. Pronta la stampa di regime a mettere in riga i dissidenti: la solita falsa velina dal Quirinale secondo cui Mattarella – in caso di crisi di governo – scioglierà le Camere e manderà il Paese alle urne. Ciò è falso, infatti in caso di crisi di governo non ci saranno le elezioni anticipate perché nessuno – nemmeno Mattarella – consentirà che il Quirinale finisca con l’essere eletto dal centrodestra, evenienza che si verificherebbe in caso di elezioni politiche anticipate. Elezioni che non potranno esserci nel breve periodo anche perché occorre prima ridisegnare i collegi dopo il referendum sul taglio dei parlamentari. Ma la falsa velina è servita a spaventare una parte dei parlamentari grillini dissidenti, terrorizzati dal mutuo da pagare nel caso si tornasse al voto e loro non fossero rieletti.

Insomma, il MoVimento 5 Stelle è diventato il partito dell’establishment, della conservazione: prima l’alleanza col Pd, poi la sospensione dei diritti fondamentali con Dpcm, ora l’ok alla riforma del Mes. Il Pd, cioè il partito degli interessi stranieri, brinda soddisfatto. Il golpe bianco si è compiuto esautorando gli esisti del voto del 4 marzo 2018 e aver portato a casa i principali strumenti tecnico-economici capaci di distruggere il Paese.

Il più vile dei tradimenti è servito. A farne le spese milioni di inermi cittadini e le future generazioni. Ma di questo non interessa nulla a nessuno, né ai 5Stelle né tanto meno al Pd. La conservazione illegittima del potere si realizza anche attraverso la peggiore svendita della democrazia.

Giuseppe PALMA 

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Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni, aprile 2020.

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