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Mercoledi Fitto presenta la nuova strategia per le regioni europee ai confini

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La politica di coesione avrà un ruolo centrale nel rafforzamento delle regioni europee al confine orientale, più esposte agli effetti della guerra in Ucraina. Lo ha scritto il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto in un contributo pubblicato venerdì 6 sul Foglio europeo, annunciando che Bruxelles adotterà mercoledì 18 febbraio una nuova strategia dedicata a questi territori. “Le regioni al confine orientale non sono i confini di alcuni Stati membri: sono i confini dell’Europa”, ha sottolineato, definendo il loro sostegno “una scelta strategica europea”. Secondo Fitto, investire nella tenuta economica e sociale di queste aree significa trasformare il confine “da linea di frattura a spazio di solidità europea”, rafforzando sicurezza e coesione dell’intero continente.

L’impegno di Fitto che non a caso aveva scelto la Finlandia, nel gennaio del 2025 come primo paese da visitare in qualità di commissario, proprio per rappresentare la vicinanza della commissione alle regioni piu direttamente coinvolte, fortunatamente solo indirettamente per mere ragioni geografiche dalla guerra in corso in Ucraina. E proprio per questo Fitto ha voluto visitare il valico di frontiera di Nuijamaa, al confine tra Finlandia e Russia. Mercoledi Fitto e la commissione presenteranno a Bruxelles la nuova strategia per le regioni ai confini, dopo un lavoro durato quasi tre anni e cominciato 14 settembre 2023, con una risoluzione  del Parlamento europeo, in cui sottolineava la persistenza di ostacoli giuridici e amministrativi che incidono sulle economie e sulle società delle regioni transfrontaliere. 

Il 12 dicembre 2023, poi la Commissione ha adottato una proposta modificata di regolamento sulla facilitazione delle soluzioni transfrontaliere. Il 28 gennaio 2025, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico e il 7 maggio 2025 è stato adottato il regolamento (CE) n. 2025/925 relativo a uno strumento per lo sviluppo e la crescita delle regioni frontaliere (BRIDGEforEU). Il regolamento prevede l’istituzione volontaria di punti di coordinamento transfrontaliero in ogni Stato membro per la segnalazione degli ostacoli transfrontalieri e la valutazione dei fascicoli presentati dagli iniziatori, ovvero soggetti pubblici o privati ​​coinvolti nella fornitura, gestione, istituzione o funzionamento di un servizio pubblico o di un’infrastruttura transfrontaliera.

A tal proposito l’impegno di Fitto, è quello di arrivare all’obiettivo di valorizzare le specificità locali, perché “ogni territorio ha caratteristiche specifiche e una propria vocazione produttiva”. Ed è per questo che Martedì 3 febbraio a Bruxelles  Fitto ha chiesto che si adotti una modernizzazione della politica di coesione, sottolineando che “non è immaginabile iniziare a spendere nel 2024 le risorse decise nel 2019-2020 in un mondo che è profondamente cambiato”. Ricordando che i programmi sono stati definiti prima dell’invasione russa dell’Ucraina, Fitto ha avvertito che “da allora ad oggi tutto questo ha comportato una serie di problematiche”, spiegando che Bruxelles ha già avviato interventi per adeguare bilanci e priorità. Per il commissario, usare meglio i fondi regionali può “dare un contributo sostanziale alla riduzione delle barriere interne” e al rafforzamento del mercato unico europeo.

Il lavoro che sta facendo il commissario italiano sulla coesione e sulla sua riforma si basa sulla necessita di adattare la coesione alle nuove sfide che l’Europa deve affrontare. Una politica di coesione basata sulla semplificazione e sulla minore burocratizzazione. Il suo messaggio si basa anche sulla esperienza da ministro del governo Meloni, dove la sua azione sia sulla rimodulazione del Pnrr e sia sulla scelta di introdurre la misura della Zes unica si sono rivelate assolutamente vincenti, come riconosciuto anche dalle stesse opposizioni.

“I nostri sforzi si sono concentrati su due parole chiave: semplificazione e flessibilità. Semplificazione per rendere il mercato interno più competitivo, flessibilità per utilizzare le risorse in modo più efficiente ed efficace. È proprio sulla base di questa consapevolezza che in un solo anno abbiamo approvato e applicato e sottolineato principio applicato, la revisione della politica di coesione”. Così il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, aveva detto in  un videomessaggio inviato a alla seconda edizione dell’Annual Meeting di Connact – che si è svolto a Bruxelles la settimana scorsa.

“All’inizio di aprile la commissione ha adottato la proposta. L’iter legislativo urgente si è concluso a settembre e già tra settembre e dicembre gli stati membri hanno iniziato ad applicarla – ha spiegato – . In questi mesi stati membri e regioni hanno potuto riorientare le risorse del ciclo 2021-2027 verso nuove priorità strategiche. Competitività, politiche abitative, difesa, transizione energetica, gestione delle risorse idriche. Una evoluzione per chi era rassegnato a dover spendere le risorse su progetti pensati per il mondo pre-guerra in Ucraina”. Per Fitto, “anche sul dispositivo per la ripresa della resilienza, abbiamo lavorato per approvare le revisioni presentate dagli Stati membri con l’obiettivo di semplificare i piani nazionali di ripresa e resilienza, rafforzare le sinergie con i fondi della coesione e rendere l’azione europea più pragmatica, coerente ed efficace”.

“Nelle regioni al confine orientale la guerra ha prodotto una brusca riduzione degli investimenti, il crollo dei flussi commerciali e turistici, nuove barriere economiche e la perdita di posti di lavoro. In molti casi, a queste difficoltà si è aggiunta la pressione legata all’accoglienza dei rifugiati ucraini e alla strumentalizzazione dei flussi migratori da parte di Russia e Bielorussia come forma di guerra ibrida” si legge ancora nel contributo di Fitto sul “Foglio europeo”  evidenziando come la questione della difesa e del rafforzamento delle regioni orientale al confine con il gigante russo, siano diventate una priorità per tutta l’Europa.

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