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Malvezzi: «Il 70% delle aziende chiuderà, ma non interessa a nessuno»

Per mesi il Professore Valerio Malvezzi ha tentato di mettere in guardia il Governo: dopo il lockdown le possibilità di sopravvivenza per le piccole e medie imprese italiane sarebbero state bassissime. Unica via, sospendere le tasse nei mesi estivi. E qual è stata la risposta del Governo? Gli imprenditori sono stati costretti a pagare e ciò a fronte di entrate pari a zero dovute al blocco nazionale. Oggi uno studio McKinsey, che avete già avuto occasione di sentire nominato su scenari,  conferma i timori del Professore: “Se dovessimo avere una perdita del 30% del fatturato nei prossimi mesi – sostiene la ricerca – la metà delle piccole e medie imprese, quindi una su due, rischia di saltare”. Il futuro dell’economia italiana, insomma, pare andare incontro al disastro.

L’economista Valerio Malvezzi lo ha spiegato nel dettaglio ai nostri microfoni. Ecco cosa ha detto in diretta a Francesco Vergovich e Fabio Duranti. “Ho una serie di dati di 20 casi aziendali che dimostrano che non è vero quanto ci dicono giornali e televisioni sul tema della pressione fiscale delle piccole e micro imprese italiane, che ricordo sono il 99% del campione e tutta la politica economica del Governo invece è fatta per le grandi imprese. È uscito uno studio  McKinsey che dice che da un 50% a un 70% delle piccole e medie imprese europee sono a rischio fallimento. Se dovessimo avere una perdita del 30% del fatturato nei prossimi mesi, cosa che è assolutamente possibile, quello che succederà è che la metà delle piccole e medie imprese, quindi una su due, rischia di saltare. Però attenzione, le piccole e medie imprese italiane sono un concetto ancora diverso. Quando si fanno questi studi i parametri di piccole e medie imprese parlano di ‘fino a 250 addetti’, un’impresa italiana magari ne ha 10 o 15. Quindi la mia paura è che si stia largamente sottostimando il problema italiano”.

“Noi con un Governo che non sta facendo niente, niente, niente per il sistema imprenditoriale delle piccole e micro imprese, stiamo serenamente andando incontro a un disastro. Poi in quel disastro la pressione fiscale non è al 40% e questi pazzi quest’estate hanno applicato quella pressione fiscale che è ampiamente superiore al 50% ben sapendo che avrebbero fatto cassa. Gran parte delle imprese non apriranno più, potete capire quindi quante tasse avremo con queste imprese morte, senza parlare dei licenziamenti e persone a casa nella disperazione. Però nel frattempo si fanno leggi che si occupano di altro. E a quelli che in modo dispregiativo dicono ‘ah ma lei vorrebbe tornare alla Liretta’ io rispondo: cari imbecilli: la Lira ha fatto stare bene tante persone, è quella che ha consentito il miracolo italiano”.


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