Economia
Maire Tecnimont: tegola dall’India. L’Alta Corte di Bombay blocca gli asset su richiesta di EuroChem
L’Alta Corte di Bombay accoglie il ricorso di EuroChem: bloccati trasferimenti e asset di Maire Tecnimont in India. A rischio 300 milioni di euro. La guerra legale sulle sanzioni colpisce l’industria italiana fuori dall’UE.

La guerra legale tra il colosso russo dei fertilizzanti e l’azienda italiana si sposta nei BRICS. Bloccati beni per 300 milioni di euro in attesa dell’udienza del 19 gennaio.
Avevamo avvertito da tempo, su queste pagine, che la questione EuroChem contro Tecnimont (Gruppo Maire) non si sarebbe risolta con una semplice alzata di spalle o trincerandosi dietro le sanzioni europee. La vicenda, che trae origine dalla contestata interruzione del progetto Kingisepp-2 in Russia, ha smesso da tempo di essere una disputa locale per trasformarsi in una vera e propria guerra legale globale. E ora, come prevedibile, il fronte si è spostato dove le sanzioni occidentali non fanno legge: in India.
Il 13 gennaio 2026 si è tenuta un’udienza cruciale presso l’Alta Corte di Bombay (Mumbai), e le notizie che arrivano non sono rassicuranti per il gruppo italiano. La società russa EuroChem Severo-Zapad 2 (ECSZ-2) ha infatti presentato domanda per il riconoscimento e l’esecuzione della sentenza del Tribunale Arbitrale di Mosca. Ricordiamo che tale sentenza condanna Tecnimont a pagare la cifra monstre di oltre 171 miliardi di rubli (circa 2,2 miliardi di dollari al cambio attuale).
Il blocco degli asset: cosa ha deciso l’Alta Corte
Mentre in Europa le aziende si sentono spesso protette dagli scudi normativi UE contro le pretese russe, nel resto del mondo la musica cambia. L’Alta Corte di Bombay ha accolto le argomentazioni preliminari di EuroChem, rappresentata dall’avvocato Prateek Bagaria di Singularity Legal.
Il tribunale indiano ha emesso un ordine che impone a Tecnimont di mantenere lo status quo. In termini pratici e privi di legalese, significa che l’azienda italiana ha le mani legate sui propri beni in India. Ecco i punti salienti della decisione:
- Divieto di trasferimento: A Tecnimont è ordinato di non trasferire i propri asset fuori dai confini indiani.
- Blocco dei fondi: È vietato effettuare trasferimenti di fondi che esulino dalla “ordinaria attività aziendale”.
- Azione anti-esecuzione: L’ordine implica che Tecnimont non possa procedere efficacemente con azioni legali “anti-esecuzione” a Londra per bloccare il procedimento indiano.
L’ingiunzione rimarrà in vigore almeno fino alla prossima udienza, fissata a strettissimo giro per il 19 gennaio 2026.
Perché l’India fa paura (economicamente parlando)
Non stiamo parlando di una giurisdizione marginale. L’India rappresenta per il Gruppo Maire un mercato fondamentale, ricco di commesse e di operatività reale. Secondo quanto emerso, il valore degli asset di Tecnimont attualmente “congelati” o comunque a rischio di esecuzione forzata in territorio indiano ammonta a oltre 300 milioni di euro.
La strategia di EuroChem è chiara e tecnicamente ineccepibile dal loro punto di vista: se non posso riscuotere in Italia o in Europa, vado a riscuotere dove l’azienda debitrice lavora e fattura. E l’India, paese chiave dei BRICS e attento a mantenere buone relazioni commerciali con Mosca, non ha alcun automatismo che la obblighi a ignorare le sentenze arbitrali russe. Tecnimont, che realizza engineering di qualità in tutto il mondo, resta quindi esposta a queste azioni legali in più paesi.
La prospettiva legale
Il commento dell’avvocato Bagaria non lascia spazio a molte interpretazioni: “La fase interlocutoria del procedimento giudiziario è così conclusa e la causa continua a essere esaminata nel merito […] Temna dell’articolo: come abbiamo detto al questione Euroche Techinont è tutt’altro che chiusa”.
Nella prossima udienza del 19 gennaio, il tribunale esaminerà l’istanza di ECSZ-2 per le misure cautelari provvisorie e il sequestro dei beni. Se la corte dovesse confermare la linea dura, per Tecnimont si aprirebbe uno scenario complesso: il rischio concreto di vedere aggrediti i propri cantieri, conti e proprietà in uno dei mercati asiatici più importanti.
Conclusioni: il boomerang delle sanzioni
Questa vicenda ci insegna, ancora una volta, che l’economia globalizzata ha regole che la politica spesso ignora. La tesi per cui le cause di forza maggiore legate alle sanzioni UE siano un “lasciapassare” universale per rescindere contratti senza penali regge finché si resta nel “giardino” occidentale.
Ma le aziende italiane di ingegneria, come Maire, sono eccellenze che lavorano in tutto il mondo. Quando un tribunale arbitrale di Mosca emette una sentenza, e questa viene portata all’incasso in giurisdizioni “non ostili” alla Russia (India, Cina, Golfo), il problema diventa finanziario e reale.
Siamo di fronte a un precedente pericoloso. Se il principio del recupero crediti “transfrontaliero” su basi russe passa in India, quanti altri asset di aziende italiane ed europee sono al sicuro nel “Global South”? La partita è aperta, e il prossimo round è lunedì 19 gennaio.
Domande e risposte
Quali sono le conseguenze immediate per Maire Tecnimont in India? L’immediata conseguenza è il congelamento operativo di una parte significativa del capitale. L’azienda non può spostare i suoi asset fuori dall’India né trasferire denaro se non per la stretta ordinaria amministrazione. Con oltre 300 milioni di euro di asset in gioco, questo limita la flessibilità finanziaria del gruppo nel subcontinente e pone un’ipoteca pesante sulle operazioni future, rischiando di paralizzare commesse in corso se l’esecuzione forzata dovesse procedere.
Perché un tribunale indiano dà ascolto a una richiesta russa? L’India, pur essendo una democrazia vicina all’Occidente, mantiene una posizione di neutralità strategica e fa parte dei BRICS. Il sistema giuridico indiano valuta le sentenze arbitrali straniere (anche russe) in base a convenzioni internazionali (come la Convenzione di New York) e non applica automaticamente le sanzioni unilaterali decise da UE o USA. Se la sentenza arbitrale moscovita è ritenuta valida proceduralmente, l’India tende a garantirne l’esecuzione.
Cosa succederà nell’udienza del 19 gennaio 2026? L’udienza del 19 gennaio sarà decisiva per il breve termine. La Corte esaminerà nel merito la richiesta di sequestro dei beni presentata da EuroChem e le contro-istanze di Tecnimont. Se il giudice confermerà le misure cautelari, il blocco degli asset diventerà più stringente e potrebbe avviarsi l’iter per l’esproprio o la liquidazione dei beni per soddisfare parte del credito di 2,2 miliardi di dollari vantato dai russi.








You must be logged in to post a comment Login