Difesa
L’Ucraina, in un mese e mezzo, ha riconquistato più di 400 Km di territorio
“Nel sud del nostro Paese, nell’ultimo mese e mezzo” le forze ucraine “hanno condotto una serie di importanti azioni difensive e, in alcune aree, offensive. Le azioni erano mirate esclusivamente a sventare i piani della Federazione Russa. Riteniamo che abbiano avuto un discreto successo: abbiamo ripristinato il controllo su circa 400-435 km”. Lo ha affermato l’8 marzo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un briefing congiunto con il primo ministro olandese Rob Jetten a Kiev, secondo quanto riportato da “Ukrinform”. Zelensky ha in ogni caso sottolineato che la situazione nel sud rimane difficile, ma “lo dirò, con molta cautela, tutti sono più positivi rispetto alla fine del 2025”. A fine febbraio, l’esercito ucraino aveva riferito di aver riconquistato nel sud circa 400 chilometri di territorio e otto insediamenti. Secondo il leader di Kiev, l’obiettivo principale dell’offensiva primaverile russa resta “l’est del nostro Paese, la conquista delle regioni di Donetsk e Lugansk. In linea di principio, i loro piani non sono cambiati, vengono rinviati perché non sono in grado di farlo con i mezzi e le forze di cui dispongono attualmente e a causa delle azioni delle nostre forze armate”.
L’Ucraina afferma di aver ripreso il controllo quasi completo della regione orientale di Dnipropetrovsk e di aver riconquistato diverse centinaia di chilometri quadrati di territorio in recenti contrattacchi.
Il respingimento delle forze russe mina i tentativi di Mosca di stabilire zone cuscinetto lungo tratti del confine e potrebbe ostacolare i piani russi per nuovi attacchi in primavera e in estate.
I dettagli dell’operazione sono emersi martedì, quando Oleksandr Komarenko, capo della direzione operativa principale dello stato maggiore delle forze armate ucraine, ha dichiarato ai media locali che le truppe d’assalto aviotrasportate e le brigate meccanizzate ucraine avevano già liberato oltre 400 chilometri quadrati di territorio.
Il generale di divisione Oleksandr Komarenko è a capo della Direzione Operativa Principale dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina dal 2024. In precedenza, insieme al Comandante in Capo Oleksandr Syrsky, prestava servizio presso il Comando delle Operazioni Speciali di Khortytsia.
La Direzione Operativa Principale è responsabile della pianificazione delle operazioni e dell’organizzazione delle offensive delle Forze di Difesa al fronte. In un’intervista, Komarenko ha parlato dei risultati delle azioni operative delle truppe ucraine nel 2025, ha rivelato alcuni dettagli sulle recenti avanzate delle Forze Armate ucraine nella direzione di Oleksandrivka, al confine tra le regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhia, e ha anche illustrato i piani del nostro esercito per il 2026.
“Ad esempio, nell’operazione di Kharkiv del 2022, abbiamo monitorato e studiato a fondo la situazione del nemico, il suo numero, le sue modalità operative e abbiamo individuato una falla nella zona di Balakliya. Di conseguenza, in meno di una settimana sono stati liberati 8.500 chilometri quadrati. Successivamente, ne sono stati liberati quasi altri 4.000.” ha affermato il generale
E quando gli è stato chiesto, alla luce di questi ultimi avvenimenti come vede la situazione al fronte in generale Komarenko ha risposto : “La situazione è difficile, naturalmente, ma è sotto controllo. Stiamo facendo tutto il possibile, e anche qualcosa in più, per contenere e distruggere il nemico. Le direzioni di Pokrovsky e Oleksandrivsky rimangono le più difficili: è lì che si concentrano i principali sforzi del nemico. Ma grazie alle nostre azioni concrete stiamo gradualmente appianando la situazione. Ora il numero di attacchi nemici nelle aree di Pokrovsky e Myrnograd è diminuito un po’ grazie al riorientamento delle sue truppe verso la direzione di Oleksandrivsky.”
Nella sua valutazione del 9 marzo, l’Istituto per lo Studio della Guerra (ISW) ha affermato che i contrattacchi ucraini stanno generando effetti tattici, operativi e strategici che potrebbero ostacolare l’offensiva russa pianificata per la primavera-estate del 2026.
Ciò è importante perché i comandanti russi speravano che i precedenti successi in queste direzioni avrebbero consentito un’avanzata convergente verso la città di Zaporizhzhia, aprendo potenzialmente la strada a ulteriori offensive nell’Ucraina meridionale. I contrattacchi ucraini lanciati all’inizio di quest’anno sembrano aver complicato questi piani prima che potessero essere consolidati.
L’ISW ha valutato che Mosca potrebbe ora dover abbandonare o rivedere sostanzialmente le operazioni pianificate a Zaporizhzhia, Donetsk o in entrambe. Allo stesso tempo, la Russia continua a esercitare pressioni sull’Ucraina anche in altri ambiti, ma la sua avanzata assomiglia secondo molti esperti alla estenuanti battaglie di trincea della prima guerra mondiale
Interrogato martedì sull’intensificarsi dell’attività russa vicino alla regione di confine di Sumy, nell’Ucraina nord-orientale, Zelensky ha dichiarato ai giornalisti tramite una chat WhatsApp che Mosca mira ancora a stabilire una zona cuscinetto lì e nella vicina regione di Kharkiv, ma che le forze ucraine stanno tenendo la linea.
Ecco allora che a fronte di questi dati, sembrano assai veritiere le affermazioni che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, da sempre tra i più convinti sostenitori della Ucraina nella maggioranza, fece a dicembre al Corriere della sera quando disse a proposito della supposta vittoria sul campo della Russia “Io penso che l’unica guerra che sta vincendo la Russia è quella della disinformazione. Mosca ha subìto una sconfitta storica in Ucraina e non si riprenderà più perché da che nel 2022 era una superpotenza ormai è ridotta a poco più di un Paese del Terzo mondo”
You must be logged in to post a comment Login