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L’Oro frantuma il muro dei 5.000 dollari: la corsa al bene rifugio tra tensioni geopolitiche e il tramonto del Dollaro
L’oro supera i 5.000 dollari tra tensioni USA-UE e crollo del Dollaro: bolla speculativa o unica salvezza per i risparmiatori nel 2026?

Non è più solo una tendenza, è una fuga vera e propria verso la sicurezza. Il metallo giallo ha deciso di riscrivere la storia finanziaria proprio all’inizio di questo 2026, sfondando per la prima volta la barriera psicologica e tecnica dei 5.000 dollari per oncia troy (circa 4.217 euro). Ecco dal sito Tradingeconomics il la quotazione odierna del metallo prezioso:
Se qualcuno pensava che il rally del 2025 – un anno in cui l’oro ha segnato oltre 50 massimi storici e un rendimento superiore al 60% – fosse un fuoco di paglia, si sbagliava di grosso. Siamo di fronte alla corsa più imponente dagli anni ’70, un movimento che fa impallidire persino i guadagni visti dal 2019 ad oggi. Ma cosa sta spingendo gli investitori, dai piccoli risparmiatori alle grandi Banche Centrali, a liberarsi della valuta fiat per accumulare lingotti? La risposta giace in un mix esplosivo di incertezza geopolitica e debolezza strutturale del Dollaro USA. La cifra è enorme se pensiamo che, quando il sistema monetario USA era ancora parzialmente aureo, nel 1973, un’oncia d’oro valeva 40 dollari, mentre ne valeva 18,93 per quasi tutto ilo XIX secolo, cioè poco più di 600 dollari attuali.
Il fattore Trump e la geopolitica “creativa”
L’idea che l’oro sia il porto sicuro per eccellenza non è nuova, ma il contesto attuale fornisce carburante ad alto numero di ottani per questa tesi. Le recenti, e per certi versi surreali, minacce del Presidente USA Donald Trump di annettere la Groenlandia – con tanto di promessa di dazi contro chiunque in Europa osi opporsi – hanno gettato nel panico le cancellerie del Vecchio Continente e, di riflesso, i mercati, anche se poi queste provocazioni sono rientrate.
Non è solo retorica. Questa mossa segue l’intervento diretto in Venezuela, culminato con la rimozione di Maduro da parte delle forze speciali USA. Se aggiungiamo al calderone le tensioni mai sopite in Ucraina e a Gaza, il quadro è chiaro: il rischio geopolitico è fuori controllo. Come ha ironicamente sottolineato Dan Coatsworth di AJ Bell: “Gli investitori si tengono stretta la loro coperta di sicurezza, nel caso Trump si svegli con un’altra idea controversa”.
Il declino del Dollaro e la sfiducia nel debito USA
Mentre l’oro brilla, il biglietto verde sbiadisce. Il Dollaro ha vissuto la sua settimana peggiore dal maggio 2025, confermando la correlazione inversa da manuale: quando la fiducia nella valuta di riserva vacilla, l’oro decolla. Nel 2025 il dollaro ha perso il 9,5% contro un paniere di valute globali, il calo più ripido dal 2017.
Potremmo quasi dire che vale più che altro la svalutazione del dollaro rispetto alla valutazione dell’oro.
Le cause sono strutturali ed economiche:
- Dubbi sul debito USA: Il livello di indebitamento federale inizia a spaventare i detentori di Treasury.
- Diversificazione: Molti paesi, Cina in testa, stanno vendendo titoli di stato americani per comprare oro fisico.
- Tassi di interesse: La prospettiva di ulteriori tagli da parte della Federal Reserve rende il dollaro meno attraente in termini di rendimento reale.
Anche lo Yen giapponese, storico rifugio alternativo, sta perdendo colpi a causa dei timori sulla tenuta fiscale di Tokyo, lasciando all’oro il monopolio della “sicurezza”.
Chi sta comprando? Non solo le Banche Centrali
C’è un elemento nuovo in questo rally: la democratizzazione della paura. Non sono solo le Banche Centrali a riempire i caveau. La domanda di ETF garantiti in oro è esplosa, raddoppiando gli asset in gestione a 559 miliardi di dollari alla fine del 2025. È il fenomeno del momentum buying: si compra perché sale, e sale perché si compra, in un circolo virtuoso alimentato dalla svalutazione monetaria.
Ecco una sintesi dei rendimenti comparati nell’ultimo anno (dati al 26 Gennaio 2026):
| Asset Class | Rendimento a 1 anno | Note |
| Oro & Mining (SVS Baker Steel Fund) | ~200% | Forte leva operativa delle miniere |
| Oro Fisico (Spot) | ~100% | Raddoppiato da agosto 2024 |
| Indice MSCI World (Azionario) | 18,4% | Buono, ma lontano dai metalli |
È troppo tardi per entrare? Uno sguardo ai fondamentali
Con un prezzo di 5.100 dollari, l’oro è caro? Se guardiamo al potere d’acquisto della famiglia media americana, i segnali di allarme ci sono. Attualmente, un’oncia d’oro costa il 7,6% del reddito disponibile annuo di un americano medio. Un anno fa, eravamo al 4%. Storicamente, quando questa percentuale sale troppo, il mercato potrebbe essere vicino a un picco.
Tuttavia, l’oro non segue sempre le regole della logica finanziaria classica. Durante la crisi del 2008, l’oro crollò insieme alle azioni nelle fasi iniziali, per poi recuperare. Oggi, invece, funge da hedge (copertura) quasi perfetto contro l’inflazione “appiccicosa” e l’instabilità politica.
Cosa aspettarsi nel 2026
Il World Gold Council prevede che il 2026 sarà ancora dominato dall’incertezza. Ci sono due scenari principali:
- Scenario “Soft Landing”: Se la crescita economica rallenta moderatamente e i tassi scendono, l’oro vedrà guadagni moderati, per poi fermarsi. Non esiste la crescita perpetua.
- Scenario “Hard Landing”: Una grave recessione o un’escalation militare spingerebbero l’oro ancora più in alto. Solo che qualsiasi crescita fortissima è destinata poi comunque ad una caduta.
Attenzione, però: una risoluzione positiva delle politiche di Trump (crescita economica accelerata e dollaro forte) potrebbe invertire bruscamente la rotta. Ma per ora, con il mondo che trattiene il respiro ad ogni tweet presidenziale e le stampanti delle banche centrali pronte a ripartire, il metallo giallo sembra l’unico asset che non ha bisogno di promesse politiche per mantenere il suo valore.









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