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Logistica militare 2.0: l’US Army testa il drone cargo TRV-150 per i rifornimenti in prima linea

L’US Army testa il drone cargo autonomo TRV-150 a Fort Stewart. Un velivolo capace di trasportare 68 kg di rifornimenti a 108 km/h, riducendo i rischi per i convogli terrestri e supportando le truppe isolate in prima linea.

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La logistica è sempre stata il tallone d’Achille di ogni grande esercito. Se si suole dire che un esercito marcia sul proprio stomaco, oggi potremmo tranquillamente aggiungere che marcia sulle proprie batterie e munizioni. L’US Army ha ben compreso la lezione, ma, invece di continuare ad affidarsi esclusivamente ai pesanti e vulnerabili mezzi su gomma, sta guardando al cielo. Il 12 febbraio 2026, presso Fort Stewart in Georgia, i soldati americani hanno condotto test approfonditi sul TRV-150, un drone cargo autonomo progettato per rivoluzionare i rifornimenti delle unità combattenti. Questa base è stata scelta perché ha un’aviosuperfice militare.

Sviluppato dall’azienda britannica Malloy Aeronautics, il Tactical Resupply Vehicle 150 è già una realtà operativa nel corpo dei Marines e nella Royal Navy (con la sigla T-150), ma ora l’esercito americano vuole valutarne l’integrazione strutturale a livello di brigata. Non si tratta solo di far volare un apparecchio, ma di snellire una burocrazia logistica che spesso rallenta le operazioni sul campo.

Specifiche Tecniche TRV-150 (Malloy Aeronautics)
Tipologia eVTOL (Decollo e atterraggio verticale elettrico)
Carico utile massimo 68 kg (150 libbre)
Raggio d’azione Circa 70 km (43 miglia)
Velocità massima 108 km/h (67 mph)
Autonomia di volo Fino a 36 minuti (in base al carico e al meteo)
Navigazione Autonoma tramite Waypoint

Il declino dei convogli terrestri: frammentare il rischio

Il vero cuore strategico di questa sperimentazione riguarda il superamento di un problema tattico divenuto ormai insostenibile: la vulnerabilità dei convogli logistici tradizionali. Nei teatri operativi odierni, saturati da sensori a basso costo, sorveglianza satellitare e droni kamikaze (le famigerate loitering munitions), nascondere una colonna di mezzi ruotati è diventato praticamente impossibile. I convogli, lenti e vincolati a percorsi prevedibili, rappresentano il ventre molle di qualsiasi forza armata. L’artiglieria a lungo raggio nemica può paralizzare un’offensiva distruggendo i camion dei rifornimenti molto prima di uno scontro diretto.

Sostituire parte dei trasporti terrestri con una flotta di droni cargo significa, essenzialmente, frammentare il rischio. Un velivolo autonomo può muoversi in modo molto più discreto, a bassa quota, ed evitare del tutto le arterie stradali congestionate o minate. Inoltre, l’impiego del TRV-150 elimina l’esposizione umana durante la fase di transito. Se un drone viene abbattuto, si perde un pezzo di hardware e del materiale, ma non si perdono vite umane. Un risparmio inestimabile in termini morali, ma anche prettamente economici: lo Stato investe cifre enormi nella formazione e nell’addestramento di un singolo soldato, ed esporlo al fuoco nemico solo per consegnare una cassa di munizioni è, dal punto di vista dell’efficienza sistemica, un pessimo affare.

Malloy T150 , dal sito aziendale

Rifornire le unità avanzate e isolate

La dottrina militare moderna degli Stati Uniti, e in generale della NATO, enfatizza la mobilità estrema e la manovra rapida. Le unità operative tendono a disperdersi su aree molto più vaste rispetto ai conflitti del dopoguerra, ma questa dispersione tattica crea un incubo logistico. Come si fa ad alimentare un plotone isolato a decine di chilometri dalla base principale?

Il TRV-150 risponde puntualmente a questa esigenza. Grazie alla navigazione autonoma, le truppe possono programmare la rotta e lasciare che il sistema esegua il compito. Le ricadute positive per le unità isolate sono molteplici:

  • Versatilità del supporto: Il drone può trasportare munizioni, razioni, kit medici o pezzi di ricambio critici, atterrando sul punto designato o rilasciando il carico dal cielo.
  • Estrazione di materiale: Il sistema può operare “in retromarcia”, recuperando equipaggiamento sensibile da aree troppo esposte al fuoco nemico, senza rischiare l’invio di squadre di recupero.
  • Mantenimento del ritmo operativo: Ricevere 68 kg di proiettili o plasma medico in mezz’ora può fare la differenza tra il mantenere una postazione o dover cedere terreno.

La valutazione della 3a Divisione Fanteria a Fort Stewart non si è limitata all’aerodinamica, ma ha analizzato la pianificazione delle missioni e l’impatto sui flussi di lavoro. L’obiettivo dell’US Army è chiaro: trasformare l’uso dei sistemi autonomi da affascinante esperimento a noiosa, ma vitale, routine quotidiana. Se il TRV-150 diventerà dotazione standard, avremo la conferma che il futuro della logistica si sta definitivamente staccando dalle vecchie strade asfaltate. Un grosso passo avanti sul terreno degli interventi militari e di sicurezza moderni.

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