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LODE AI CERVELLI CHE RIMANGONO

Oggi racconto una storia locale, di quelle vissute nel quartiere, nell’ombra del caos omogeneizzante di Torino, dove centinaia di migliaia di vite si confondono sul grigio macadam nel quale si specchiano palazzi a loro volta di colori tenui.

Nella circoscrizione dove abito gli effetti del globalismo si fanno sentire nei più diversi modi, negozi storici che abbassano per sempre la serranda, edifici della Telecom sui quali si scorge solo il simbolo grigio rimasto sulla parete, denudata dell’insegna rossa, chilometri quadrati di Fiat abbandonati al bordo di una città.

Anche la scuola è ormai ridotta a chiamare artisti di strada per dipingere le pareti esterne, costruite con italico orgoglio quando il popolo contadino affrancato dalle fatiche correva in città per nuovi incarichi,  tuttavia, non si sa bene come, resiste ed ancora forma eccellenze culturali materializzate nei nostri studenti.

Ebbene da poche ore una ragazza di cui conosco bene il padre, si è diplomata al liceo con 100 e lode, e dichiara al giornale locale (La Stampa) che il suo futuro lo vorrebbe compiere in Italia.

Questo si che è un diritto che deve essere rispettato, è un diritto di costituzione, altro che jus soli concesso pur che sia ed in contrasto col sentir comune, ogni sforzo di un popolo e della sua classe dirigente deve essere volto a garantire il migliore futuro immaginabile per le generazioni a venire.

Prima di parlare di immigrazione, banche, vaneggianti pareggi di bilancio, urge pianificare la strategia per la nostra continuità Italica, di democrazia e libertà.

Per Ilaria e per tutti gli altri giovani che lottano e salgono sulla scala della conoscenza, abbiamo il dovere di cacciare al più presto l’intera compagine governativa e riprendere il controllo di questo paese.

Sono stufo di cervelli in fuga, è il peggior errore che possiamo fare, morire e scappare da un giardino così fecondo e pieno d’arte, lasciando questa terra in mano ai nuovi colonialisti e ai loro vicerè, a capo di una sterminata schiera di disperati sottopagati e sfruttati.

Il progetto di impoverimento globale, non tarderà ad essere percepito da un numero crescente di persone, ed i vicerè del commercio hanno già avvertito il pericolo.

Abbiamo il dovere di raccogliere queste coscienze e farne massa critica, per liberare questo paese.

Il vostro malvagio regno sarà cancellato e non abastanza breve sarà stato.

 

Roberto Alice

 

 

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