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L’INPS dice che la classe dell’80 andrà in pensione a 75 anni: vista la speranza di vita media italiana a circa 82 anni a costoro si pagheranno solo 7 anni di pensione. Boeri, questo si chiama furto!

I periodi che stiamo vivendo sono contraddistinti da una mancanza di vergogna generalizzata da parte del corpo dirigente dello Stato. Un po’ come diceva Davigo la scorsa settimana… Non per il fatto della mera corruzione, dei furti, de’ delitti e delle pene, no, ma per l’assoluta assenza di vergogna nel prendere in giro gli italiani, vedremo dopo la declinazione suggerita.

Prendiamo l’esempio di Tito Boeri: il presidente INPS ha affermato pubblicamente, a causa dello squilibrio delle pensioni, che la classe dell’ottanta andrà in pensione a 75 anni. Vediamo un po’, 75 anni sono tanti, subito ho avuto questa impressione. Ma la realtà ci dice ancora di più ossia che in base alla speranza di vita media tra maschi e femmine dell’ISTAT pubblicata in questi giorni, tale età media si attesta a tra 82 ed 83 anni per la generalità della popolazione, conto della serva. Ossia una persona vivrà mediamente 82 e rotti anni senza distinzione di sesso e di titolo di studio, elemento tragico che approfondiremo dopo. Dunque mediamente Boeri ci sta dicendo che verranno pagate pensioni dallo Stato a questa gente SOLO dell’80 per circa 7 anni! Facendo un rapido calcolo e parlando esclusivamente in termini reali in termini di versato, una persona che abbia percepito mediamente 30-33’000 euro lordi annui durante la sua vita lavorativa fatta (che corrisponde a circa 2’000 euro netti mensili per capirci) in 45 anni di lavoro avrà pagato contributi circa da 440 a 490 mila euro. Considerando che costoro potranno percepire non più di circa 25’000 lordi annui di pensione la proposta del presidente INPS significa che, malcontati, i soggetti dell’ottanta citati da Boeri dopo aver versato tale enorme mole di contributi percepiranno poco più di un terzo di quanto versato. E, notasi bene, tutto questo accadrà ricordando che il Governo oltre a ritardare costantemente la data di percezione della pensione sta anche cercando di eliminare e comunque ridurre la reversibilità ai superstiti, oltre al danno di una vita relativamente breve ed una pensione che arriverà tardissimo c’è anche la beffa per i superstiti.

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Lascio perdere che ad andare a vedere le varie classi sociali, quelli che saranno più svantaggiati dalle pensioni nella vsita di Boeri saranno come al solito i più deboli, gli illetterati: caro Boeri il vizio non si perde, chi è di sinistra si accanisce maggiormente con i propri sodali! Infatti l’ISTAT ci dice che i senza titoli scolastici hanno una vita media di circa 77 anni per gli uomini: ossia costoro percepiranno se nati nell’ottanta SOLO due anni di pensione! E tutto questo senza dimenticare che la speranza di vita rischia di scendere in futuro anche a causa dei tagli alla sanità (io i miei genitori non li farò mai andare nei reparti di geriatria se non con una scorta medico-militare, temo che l’affare ormai sia liquidarli, rammento il caso dell’infermiera di Piombino incarcerata e poi rilasciata la quale ha affermato che era stata lei stessa ad aver denunciato morti sospette*…).

Caro Boeri, questo a casa questo mia si chiama furto! Sinceramente sono arrivato a pensare che il piano sia di fregare i vecchietti tanto essendo deboli non faranno la rivoluzione; ma, parallelamente, bisogna evitare di fare troppo baccano affinchè i “benedetti” delle prestazioni attuali di fatto non versate come contributi dalla nostra “casta” continuino a prendere emolumenti spesso non dovuti il più a lungo possibile….

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Ed ora le soluzioni proposte. Semplicemente, bisogna tagliare le pensioni per chi non ha versato i contributi in base a quanto percepisce, facendo il calcolo con il contributivo. Ma, ad uso di Boeri, voglio fare una raccomandazione: bisognerà tagliare le pensioni senza rendere indigenti le classi più basse. Ciò significa semplicemente che per tutte le pensioni superiori per la quota eccedente a 1800/2000 euro bisognerà comprovare se i contributi sono stati effettivamente versati usando come metro il contributivo. Ossia, sotto i 1800/2000 euro lordi non ci saranno modifiche, sopra ci sarà un taglio tanto maggiore quanto più ricchi sono i trattamenti (eh si Boeri, lo so, per la casta è una mazzata…).

E qui non posso non collegarmi a quanto affermato da Piercamillo Davigo, che per inciso rispetto come persona: il giudice milanese ci dice che i politici non hanno smesso di vergognarsi. Tali affermazioni possono avere un fondamento, ma la realtà è che Davigo dimentica assolutamente di dirci che nel mondo competitivo e basato sui risultati che tutti sembrano auspicare la vergogna non dipende solo dalla corruzione dei politici ma anche e soprattutto considerando quanto il sistema remuneri soprattutto i dipendenti dello Stato per il lavoro compiuto in relazione ai risultati ottenuti. E non parlo solo dei politici romani, quelli in proporzione sono pochi. Purtroppo anche i giudici possono essere coinvolti nello scandalo: parlo delle pensioni medie erogate alla magistratura che superano abbondantemente i 120’000 euro lordi su 13 mensilità (la magistratura è l’apparato statale che percepisce di più), poi i notai in seconda posizione a circa 75 mila anni e via dicendo (al 2013, base dati INPS)**.

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Tornando alla proposta, ca va sans dire che quanto sopra suggerito andrebbe applicato prima di tutto a partire dalle pensioni alte! E sempre rammentando che i magistrati oggi se sbagliano creando un danno  non pagano – ritengo ingiustamente, ndr – ossia non rifondono i danni causati; non smetto di rammentare il caso del giudice corrotto della procura Diego Curtò, collega di Davigo a Milano, che dietro tangente affossò nella fase finale l’impero di Gardini ovvero il più grande gruppo privato italiano di fatto senza rifondere gli enormi danni causati, ed anzi andando in carcere ma in cella singola e TV a colori come ebbe a scrivere la stampa del tempo… Chiedo a Davigo quanti posti di lavoro ha fatto perdere il Curtò con la sua mazzetta, sua e di sua moglie che ironia della sorte si chiamava Antonia Di Pietro… E non smetto di pensare all’articolo di ieri de La Stampa, leggasi quanto costa allo Stato mettere in cella persone innocenti a partire dagli anni ‘90***, con danni non solo economici da rifondere alle vittime: perché in un mondo basato sul merito ed i risultati i responsabili di tali errori non pagano di tasca propria?

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Caro Davigo, caro Boeri, il vero problema dei nostri tempi è l’ipocrisia interessata, non la vergogna. Invece di parlare di massimi sistemi anche giusti cominciamo a restituire, a partire dalla casta statale, quanto non dovuto o a rifondere i danni causati, ad esempio le pensioni corrisposte a soggetti statali senza che i contributi siano stati versati in misura intera (o quasi) rispetto al percepito. E questo DEVE accadere oggi, visto che i nostri genitori magari dell’80 sono destinati a fare la fame….

Jetlag per Mitt Dolcino

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* http://video.repubblica.it/edizione/firenze/l-infermiera-di-piombino-avevo-denunciato-due-delle-morti/234944/234626

** https://scenarieconomici.it/la-classifica-monca-delle-pensoni-pagate-dallo-stato-pubblicata-dal-fatto-quotidiano-indovina-chi-manca/

*** http://www.lastampa.it/2016/04/24/italia/politica/ogni-anno-in-italia-mila-persone-arrestate-e-poi-giudicate-innocenti-ox7juyQHJGetMA6aNRp65L/pagina.html

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