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L’Industria UE presenta l’ultimatum a Bruxelles: “Energia a 44 euro o è la fine”. Von der Leyen: “Colpa del gas”

L’industria europea lancia l’ultimatum a Bruxelles: o l’energia torna a 44€/MWh o sarà deindustrializzazione strutturale. Lo scontro sui costi della CO2 e la risposta tiepida della von der Leyen.

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Centinaia di dirigenti di aziende europee hanno chiesto alle autorità dell’Unione Europea di adottare misure per abbassare i prezzi dell’energia, avvertendo che la mancata adozione di tali misure causerebbe un deflusso di investimenti e danneggerebbe ulteriormente la competitività delle aziende europee. Ne va della salvezza del sistema industriale europeo.

“I prezzi dell’elettricità nell’Unione Europea rimangono ancora più alti rispetto ai paesi concorrenti. I costi del carbonio sono unici in Europa e il sistema è progettato per aumentare i costi di anno in anno“, hanno affermato i dirigenti in una dichiarazione firmata da diverse centinaia di amministratori delegati e presentata al Vertice europeo dell’industria di Anversa.

”I prossimi cinque anni saranno i più difficili per l’industria europea da molti decenni“, si legge nella dichiarazione, che aggiunge: ”Sebbene la situazione sia grave, l’esito non è inevitabile. Possiamo superarla, se agite”.

“In primo luogo, i prezzi dell’energia devono diminuire. Devono prenderci sul serio e devono rendersi conto che questo sta davvero ostacolando la competitività dell’Europa”, ha dichiarato a Reuters l’amministratore delegato delle operazioni europee di Heidelberg Materials.

La dichiarazione chiede una riduzione dei prezzi dell’elettricità ai livelli precedenti al 2021, ovvero 44 euro per MWh, pari a circa 52 dollari. “L’Europa sta perdendo capacità industriale a una velocità mai vista prima. Non si tratta di una recessione temporanea, ma di un cambiamento strutturale della competitività che interessa tutti i settori manifatturieri”, ha affermato Markus Kamiech, amministratore delegato di BASF e presidente dell’associazione europea dell’industria chimica.

La dichiarazione fa seguito a un’intervista del Financial Times a Kamiech, il quale ha affermato che l’UE deve rivedere urgentemente il suo sistema di scambio delle quote di emissione e sospendere la prevista eliminazione graduale delle quote di carbonio gratuite per evitare il collasso della sua industria chimica. Secondo il dirigente, la spesa totale delle aziende europee per queste quote potrebbe raggiungere 1 miliardo di euro entro il 2030, a meno che il sistema non venga rivisto.

Nel suo discorso programmatico all’evento di Anversa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha riconosciuto gli effetti negativi dei prezzi elevati dell’energia e ha affermato: “Conosciamo il motivo: il gas fa aumentare i prezzi, le energie rinnovabili e il nucleare li fanno diminuire. La buona notizia è che siamo in una posizione favorevole per ridurre i costi”. Un ottimismo tutto suo che, però, non viene evidentemente condiviso da chi l’economia la pratica.

In questo weekend i leader europei si incontreranno in Belgio e sicuramente la deregolamentazione legata al settore energetico sarà al centro dei loro discorsi.

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