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L’Europa tratta la Grecia come se fosse un Paese africano sotto la morsa del debito.

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In queste ore si stanno consumando una delle pagine più drammatiche della storia greca e più tragicomiche per l’Europa che fino a 10 anni si era spacciata come portatrice di pace e prosperità. Con il caso greco, viene gettata un’altra maschera. Ovvero il trattamento riservato ad Atene come se fosse uno Stato africano indebitato e ricattato dall’occidente tra la fine degli anni 90 e primi anni 2000. Non a caso oggi, la maggior parte dei Paesi africani, detengono i debiti pubblici tra i bassi del mondo, grazie alle “riforme” ed enormi misure d’austerità e cessioni di assets statali, come richiesto oggi dall’Eurogruppo per la Grecia, che consisterebbe in un fondo per conferire 50 mld di assets statali greci a titoli di garanzia per gli “aiuti”
In questo quadro già desolante, la cosa più triste che i “compagni di sventura” di questo naufragio europeo, come Spagna, Irlanda, Portogallo e Italia, i cosidetti PIIGS non hanno mostrato nessuna solidarietà bei confronti della Grecia, malgrado essi stessi hanno in un modo o nell’altro subito gli stessi trattamenti della TROIKA.
Paradossale invece il comportamento della Germania, tramite il ministro delle finanza Schauble, il quale proponendo il grexit per 5 anni per gestire e rendere sostenibile il debito greco, di fatti ammette indirettamente, che l’euro è una moneta “debitogena” in cui non è possibile una monetizzazione dei debiti e quindi l’unica via è la sovranità monetaria. Ovviamente siamo anni luce dalla posizioni tedesche sulla gestione greca.
Ma la Germania, leader de facto dell’UE si trova ora ad un bivio: grexit per evitare che la Grecia ammali l’intera eurozona oppure questa viene considerata il cancro dell’eurozona, ma nello stesso tempo l’uscita di Atene dall’euro farebbe crollare il mito dell’eurozona come sistema irreversibile.
Staremo a vedere cosa accadrà in questi giorni, ma in quest’articolo vorrei solo mostrare il famoso discorso di Thomas Sankara sul debito come mezzo moderno per schiavizzare interi Stati, l’argomento è dunque di grande attualità e dovrebbe destare una certa vergogna per chi ancora difende il sistema europeo monetario.

 

Ma, signor presidente, vogliamo continuare a lasciare i capi di stato cercare individualmente delle soluzioni al problema del debito col rischio di creare nei loro paesi dei conflitti sociali che potrebbero mettere in pericolo la loro stabilità ed anche la costruzione dell’unità africana ? Questi esempi che ho citato, e ce ne sono altri, meritano che i vertici dell’OUA portino una risposta rassicurante a ciascuno di noi in quanto alla questione del debito.Noi pensiamo che il debito si analizza prima di tutto dalla sua origine. Le origini del debito risalgono alle origini del colonialismo. Quelli che ci hanno prestato denaro, sono gli stessi che ci avevano colonizzato. Sono gli stessi che gestivano i nostri stati e le nostre economie. Sono i colonizzatori che indebitavano l’Africa con i finanziatori internazionali che erano i loro fratelli e cugini. Noi non c’entravamo niente con questo debito. Quindi non possiamo pagarlo.Il debito è ancora il neocolonialismo, con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici anzi dovremmo invece dire «assassini tecnici». Sono loro che ci hanno proposto dei canali di finanziamento, dei «finanziatori». Un termine che si impiega ogni giorno come se ci fossero degli uomini che solo «sbadigliando» possono creare lo sviluppo degli altri [gioco di parole in francese sbadigliatore/finanziatore, bâillement/bailleurs de fonds ].Questi finanziatori ci sono stati consigliati, raccomandati.Ci hanno presentato dei dossier e dei movimenti finanziari allettanti. Noi ci siamo indebitati per cinquant’anni, sessant’anni anni e più. Cioè siamo stati portati a compromettere i nostri popoli per cinquant’anni e più.

Il debito nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, è una riconquista dell’Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo tout court, di quelli che hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l’obbligo di rimborso. Ci dicono di rimborsare il debito. Non è un problema morale. Rimborsare o non rimborsare non è un problema di onore.

In questo link, il video del discorso intero.
Thomas Sankara fu ucciso durante un colpo di Stato nel 1987 e dimenticato proprio dai buonisti nostrani.

Pertanto per una Grecia più europea, Atene non deve accettare le condizioni dell’Europa, altrimenti sprofonderà al rango di Paese africano in via di sviluppo e con un debito al 200%  a causa di un ulteriore crollo del pil, condizione necessaria per ottenere altri debiti che si sommeranno ad altri ancora.

 

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