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L’esaltazione del modello spagnolo simile a quello tedesco ora in crisi…

recortes mariano rajoy

Il pensiero unico dell’informazione pro Europa, visto i “risultati” inerenti all’economia spagnola, (risultati che a mio parere saranno a breve termine) esalta per tali motivi le politiche economiche adottate da Madrid dettate ovviamente dalla Germania e dall’UE.
Senza che nessuno si renda conto che le politiche economiche e del lavoro adottate dalla Spagna, sono analoghe a quelle anch’esse attuate in Germania dieci anni fa a partire dalla riforma del lavoro Hartz, quella dei minijob per intendersi, esaltate in questi anni in tutta Europa ed ora visto i risultati dell’avvitamento dell’economia tedesca, incominciano ad essere criticate ponendo questioni su quello che realmente sia il “modello tedesco”.
Notizia di ieri che le vendite al dettaglio in Germania, sono crollate, sintomo che l’austerità per ottenere il pareggio di bilancio l’anno prossimo, sta travolgendo i tedeschi, inoltre per vincere la concorrenza degli altri Paesi, Berlino prosegue con la strada della contrazione salariale, ma ciò non è addirittura sufficiente visto l’ultimo dato legato al calo dell’export tedesco in agosto  di un ben 5.8% rispetto al mese precedente.
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Calo dovuto alla distruzione della domanda proveniente dal sud Europa, il famoso ramo segato cui poggiava fino ad ora la Germania.
Tornando alla Spagna, la sua presunta  parabola ascendente della sua economia, presto seguirà quella discendente di quella tedesca, economia, quest’ultima perfino di gran lunga superiore rispetto a quella iberica.
Entrambe le nazioni, hanno solamente adottato una politica di svalutazione del lavoro visto la non alternativa alla rigidità del cambio, per ottenere competitività sui mercati internazionali, ovvero esportando in misura maggiore, ma al costo di tagliare la domanda interna, quindi facendo ridurre i consumi.
Pertanto sia in Germania che Spagna la deflazione ha fatto il suo ingresso “trionfante” con tutti i problemi annessi e connessi che questa reca.
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Inoltre, il lieve aumento del pil spagnolo, il calo della disoccupazione e l’ aumento dell’occupazione, oltre a non essere destinato a durare per il lungo periodo, rimane solo il frutto delle esportazioni e non proveniente dal domanda interna, che come già citato questa viene sacrificata proprio per ottenere miseri risultati sul breve periodo.
I lavoratori spagnoli, come quelli tedeschi sono stati solamente scorporati in più lavoratori ma con contratti part time, sottopagati e con meno tutele https://scenarieconomici.it/spagna-principio-dellart-18-i-risultati/, analogamente a quello che si sta delineando in Italia, e che i dati ieri non hanno smentito, ovvero un aumento dell’occupazione precaria e giovanile ma a scapito di un aumento della disoccupazione https://scenarieconomici.it/dati-occupazione-precaria-crea-disoccupazione/ .
Inoltre il modello tedesco come quello spagnolo se seguito dal resto d’Europa, rappresenta per il continente un pericolo per le fondamenta dello stato sociale e per un ulteriore diffusione della deflazione (ora già in atto). Gli Stati dell’eurozona rispondendo al modello spagnolo (tanto esaltato) e quello tedesco (ora criticato) del Beggar-thy-neighbor, per non trovarsi fuori mercato , attuerebbero anche loro una gara al ribasso salariale per incrementare le esportazioni, che queste diminuiranno proprio perchè dall’altro lato la domanda sia interna che internazionale verrebbe tagliata proprio per far aumentare le loro altrettante quote di export, una vera e propria spirale autodistruttiva per il mercato europeo, che già sta avvenendo. Inoltre la fine del QE da parte della FED potrebbe portare ad un calo domanda americana verso l’Europa, aggravando lo stupido processo mercantilista europeo.
In sostanza, stiamo assistendo nell’eurozona ad una gara darwiniana a chi esporta di più senza rendersi conto che dall’altro lato ci sarebbe bisogno di chi importa e quest’ultimo per la logica mercantilista, viene in principio autosoppresso distruggendo la propria domanda interna per logiche di competitività in assenza di un mancato riallineamento dei cambi, come del resto ammesso in questa intervista http://www.youtube.com/watch?v=A02A4Kk48nQ .
Fattori illogici scaturiti da un assetto monetario altrettanto illogico che si riveleranno una spirale autodistruttiva per l’intero continente a partire dalle già citate politiche mercantiliste adottate in Germania ed ora prese come esempio per il caso spagnolo, senza che nessuno si sia accorto delle forti analogie di questi due modelli che vi sono tra i due Paesi…

 

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