Difesa

L’Esagono di Netanyahu: la nuova architettura geopolitica tra il Mediterraneo e l’Indo-Pacifico

Netanyahu lancia l’alleanza dell'”Esagono”: un nuovo asse tra India, Grecia e Israele per ridisegnare gli equilibri mondiali e contenere l’estremismo.

Pubblicato

il

Mentre il mondo osserva con il fiato sospeso i confini caldi del Medioriente, Benjamin Netanyahu sembra muovere i pezzi su una scacchiera decisamente più ampia. Non si tratta solo di tattica militare, ma di una visione strategica che il Primo Ministro israeliano ha battezzato “L’Esagono”. Un sistema di alleanze che punta a unire i puntini tra Grecia, Cipro, India e il mondo arabo moderato, con l’obiettivo dichiarato di contenere le spinte dell’estremismo religioso, sia esso di matrice sciita o sunnita.

Una geometria contro il radicalismo

L’annuncio arriva in un momento cruciale, a pochi giorni dalla visita ufficiale del Primo Ministro indiano Narendra Modi in Israele. L’idea di Netanyahu è quella di creare un asse di Stati che condividano non solo interessi economici, ma una visione comune sulla sicurezza regionale. L’Esagono non è un circolo chiuso, ma un sistema di contrappesi volto a neutralizzare due minacce specifiche:

  1. L’asse sciita: a guida iraniana, che Israele continua a colpire duramente per limitarne l’influenza regionale.
  2. L’asse sunnita emergente: un riferimento, nemmeno troppo velato, ai tentativi di Turchia e Pakistan di attrarre paesi come Egitto e Arabia Saudita in un fronte che potrebbe isolare Gerusalemme.

In questo scenario, la partecipazione di Grecia e Cipro non è casuale. Atene e Nicosia rappresentano il ponte naturale tra l’Europa e il Levante, rendendo il Mediterraneo orientale il fulcro di questa nuova dorsale difensiva e commerciale. Netanyahu parla poi di altri apesi “Arabi, africani e asiatici”, senza però fare nomi, anche se qualche sospetto,  potrà accendere il lettore più attento.

Tecnologia e Difesa: i pilastri dell’alleanza

Se la politica traccia le linee, è l’economia (e la tecnologia) a fornire il collante. La visita di Modi non è solo simbolica; si parla di programmi di co-produzione nel settore della difesa e di una cooperazione spinta nei settori di frontiera che definiranno il prossimo decennio.

Ecco i punti chiave della cooperazione prevista:

  • Difesa: Sviluppo congiunto di equipaggiamenti militari avanzati.
  • High-Tech: Trasferimento di know-how israeliano verso il gigante indiano.
  • Intelligenza Artificiale: Collaborazione su algoritmi e sistemi di analisi dati.
  • Quantum Computing: Ricerca condivisa sulle tecnologie di calcolo del futuro.

In questa alleanza Israele fornisce la tecnologia avanzata, l’India la massa industriale, Cipro e la Grecia basi nel Mediterraneo e il controllo di grandi giacimenti di gas naturale. Siamo a quattro paesi, gli altri due potrebbero disporre di risorse e posizioni molto peculiari.

Il corridoio IMEC e la centralità indiana

L’India, dal canto suo, guarda con estremo interesse al corridoio IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor). Per Nuova Delhi, consolidare l’asse con Israele, Grecia e le monarchie del Golfo significa stabilizzare le rotte commerciali verso l’Europa, bypassando le instabilità croniche dell’Asia centrale.

Certo, costruire un esagono richiede che tutti i lati siano solidi e che gli angoli non siano troppo smussati dalle ambizioni dei singoli attori. Ma la convergenza di interessi tra la democrazia più popolosa del mondo (l’India) e l’avamposto tecnologico del Mediterraneo (Israele), con il supporto logistico di Grecia e Cipro, delinea una realtà che potrebbe cambiare gli equilibri di potere per i prossimi anni.

Resta da vedere se questa architettura geometrica saprà resistere alle scosse sismiche di una regione che, storicamente, preferisce il caos alla simmetria.

Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento

Annulla risposta

Exit mobile version