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Leonardo fa la storia: vola “Proteus”, l’elicottero autonomo da una tonnellata che cambierà la guerra navale
Leonardo fa volare Proteus: il primo elicottero autonomo capace di portare siluri e carichi pesanti. Una rivoluzione per la Royal Navy e l’industria della difesa.

Dimenticate i piccoli droni da ricognizione o i “giocattoli” volanti. Quello che ha preso il volo nei cieli della Cornovaglia è un vero e proprio “peso massimo” dell’aviazione non pilotata. Leonardo ha segnato un punto fondamentale nella storia dell’aviazione militare con il primo volo del Proteus, un elicottero a grandezza naturale completamente autonomo, capace di trasportare carichi pesanti e destinato a rivoluzionare le operazioni della Royal Navy.
Non è un drone, è un elicottero senza pilota
Il volo inaugurale, avvenuto presso l’aerodromo di Predannack, nella penisola di Lizard, non è stato un semplice test di routine. Proteus è un dimostratore tecnologico sviluppato da Leonardo a Yeovil (la storica casa degli elicotteri britannici) nell’ambito di un programma da 60 milioni di sterline (circa 80 milioni di dollari).
La differenza sostanziale rispetto ai sistemi attuali, come gli ottocotteri Malloy o il Peregrine, sta nella “stazza” e nell’intelligenza:
- Carico utile: Proteus può trasportare oltre una tonnellata di equipaggiamento.
- Autonomia decisionale: Non è semplicemente telecomandato da terra; i computer di bordo elaborano i dati ambientali e prendono decisioni in tempo reale.
- Resistenza: Progettato per operare in condizioni di mare agitato e venti forti, dove i droni più leggeri resterebbero a terra.
A cosa serve un gigante autonomo?
La logica dietro Proteus è squisitamente operativa ed economica. Le marine occidentali hanno bisogno di moltiplicare le forze in mare senza rischiare vite umane e senza usurare le costose piattaforme pilotate per compiti di routine. Proteus si inserisce nella strategia Atlantic Bastion e nella visione Maritime Aviation Transformation (MAT X) della Royal Navy.
Ecco le sue funzioni principali:
- Guerra antisommergibile (ASW): Grazie al carico utile, può trasportare boe acustiche e, potenzialmente, siluri leggeri.
- Missioni “Dull, Dirty and Dangerous“: Può svolgere compiti noiosi (sorveglianza prolungata), sporchi (ambienti contaminati) o pericolosi (zone contese) senza mettere a rischio l’equipaggio.
- Modularità: La stiva è progettata per ospitare due pallet NATO standard, permettendo di cambiare configurazione rapidamente (dal trasporto merci alla sorveglianza radar).
Un successo industriale, anche un po’ italiano
Sebbene il progetto sia guidato dalla divisione UK di Leonardo e dalla Royal Navy, il successo ricade interamente sotto l’ombrello del gigante aerospaziale guidato da Cingolani. Il programma sostiene circa 100 posti di lavoro altamente qualificati a Yeovil e utilizza tecniche avanzate come il Digital Twin (gemello digitale), che ha permesso di simulare migliaia di ore di volo e algoritmi di intelligenza artificiale prima ancora di accendere i motori reali.
Diciamocelo chiaramente: in un mondo dove la massa combattente scarseggia e i costi del personale esplodono, avere un mezzo “sacrificabile” (o quasi) che estende il raggio d’azione di una fregata è il Santo Graal della pianificazione navale. Proteus non sostituisce l’uomo, ma lo toglie dalla linea di tiro, permettendo agli equipaggi di concentrarsi su missioni dove l’intelletto umano è insostituibile.
Domande e risposte
Cos’è esattamente il Proteus e in cosa differisce dai droni comuni? Proteus è un elicottero a grandezza naturale (VTOL) a pilotaggio remoto o autonomo, sviluppato da Leonardo. A differenza dei comuni droni militari più piccoli, Proteus ha una capacità di carico superiore alla tonnellata e un’architettura robusta che gli permette di operare in condizioni meteo marine avverse, equiparandosi per dimensioni e capacità agli elicotteri leggeri tradizionali, ma senza equipaggio a bordo.
Quali missioni svolgerà principalmente? Il suo ruolo primario è supportare la trasformazione della guerra navale, occupandosi delle missioni definite “Dull, Dirty and Dangerous” (noiose, sporche e pericolose). Sarà cruciale nella guerra antisommergibile (ASW) per sganciare boe sonar e sorvegliare vaste aree oceaniche, nel trasporto logistico tra navi e nella sorveglianza marittima, riducendo il rischio per i piloti umani.
Perché questo progetto è importante per Leonardo? Rappresenta un posizionamento strategico nel futuro mercato dei sistemi “uncrewed” ad alte prestazioni. Dimostra la capacità di Leonardo di integrare intelligenza artificiale, modularità (uso di pallet NATO) e ingegneria aeronautica tradizionale. Inoltre, il successo del programma Proteus consolida il rapporto con il Ministero della Difesa britannico e apre prospettive di export verso altre marine NATO che necessitano di estendere le proprie capacità operative a costi sostenibili.









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