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L’Australia si dota della sua arma più avanzata: arriva l’MC-55A Peregrine, lo “scudo invisibile” contro l’espansione cinese
L’Australia potenzia la sua difesa con l’MC-55A Peregrine, il nuovo jet super tecnologico per la guerra elettronica mirato a contenere l’espansione cinese nell’Indo-Pacifico.

L’Australia ha appena compiuto un passo decisivo nel suo vasto programma di ammodernamento militare, con l’arrivo alla base RAAF di Edinburgh del primo MC-55A Peregrine. Se da lontano può sembrare un lussuoso jet privato – si tratta infatti di un Gulfstream G550 ampiamente modificato – la realtà è ben diversa: ci troviamo di fronte a una delle piattaforme più avanzate al mondo per la guerra elettronica, la sorveglianza e l’intelligence.
In un’ottica puramente keynesiana, il governo di Canberra ha compreso che la spesa militare non è solo un deterrente, ma un motore fondamentale per lo sviluppo tecnologico. Con il Progetto AIR 555, del valore di 1,6 miliardi di dollari, l’Australia ha acquisito quattro di questi velivoli modificati dal colosso americano L3Harris. Un investimento massiccio, certo, ma necessario in un Indo-Pacifico sempre più turbolento.
Un ufficio volante per la guerra elettronica
L’MC-55A è configurato per missioni AISREW (Airborne Intelligence, Surveillance, Reconnaissance and Electronic Warfare). A differenza dei jet della Marina USA, che sfoggiano ingombranti carenature laterali, il Peregrine australiano nasconde i suoi “occhi e orecchie” in un’enorme “canoa” ventrale e in un cono di coda bulboso, fitti di antenne e sensori passivi e attivi.
Questo velivolo non sgancia bombe, ma controlla il campo di battaglia. Grazie alla lunga autonomia del G550 e alla capacità di volare ad altissima quota, l’MC-55A fungerà da nodo centrale – un vero e proprio “modem volante” – all’interno della rete di combattimento australiana, collegando caccia di quinta generazione, navi e truppe di terra.
Caratteristiche chiave della piattaforma:
- Piattaforma base: Gulfstream G550 (costi operativi ridotti rispetto ai velivoli militari tradizionali, manutenzione semplificata).
- Autonomia: Circa 15 ore di volo continuo.
- Quota operativa: Fino a 51.000 piedi (oltre 15.000 metri).
- Funzione: Guerra elettronica (EW), intelligence dei segnali (SIGINT) e sorveglianza (ISR).
- Grande “canoa” ventrale per radar AESA/GMTI o sensori RF.
- Antenna dorsale per comunicazioni multibanda/collegamento dati.
- Antenna a lama per la raccolta dei segnali.
- Carenatura dell’antenna sullo stabilizzatore verticale per SIGINT/COMINT/ELINT posteriore.
- Torretta EO/IR per la sorveglianza ottica.
Questo aereo è una grande centrale radar / di ascolto volante in grado di sorvegilare ampie aeree, ascoltare e , se necessario, disturbare ogni tipo di comunicazioni, anche elettroniche. Uno strumento indispensabile per chi voglia seriamente controllare ampie aree.
Il bersaglio dell’operazione: la Cina
Non serve essere grandi strateghi per capire il contesto geopolitico. Con la crescente pressione militare cinese nell’Indo-Pacifico, e il moltiplicarsi degli incidenti tra le forze di Pechino e quelle del Commonwealth, l’MC-55A sarà fondamentale per monitorare le mosse del Dragone.
Oltre alla base principale di Edinburgh, i Peregrine opereranno da Darwin, Townsville e, soprattutto, dalle Isole Cocos, situate nel profondo dell’Oceano Indiano a metà strada tra Australia e Sri Lanka. Da questa posizione privilegiata, l’Australia potrà sorvegliare una delle rotte commerciali e militari più critiche del pianeta, difficili da seguire per chi non ha questa specie di portaerei su terra.
Il futuro: droni e “Loyal Wingman”
Il vero salto di qualità risiede però nell’integrazione. L’MC-55A è progettato per operare in stretta sinergia con i caccia F-35A e EA-18G Growler.
Inoltre, l’Australia è pioniera nell’uso dei droni collaborativi (CCA). La RAAF ha già in fase di test i droni MQ-28A Ghost Bat, e l’MC-55A appare come la “nave madre” ideale per guidare questi velivoli senza pilota. Ricordiamo che il Ghost Bath è forse uno dei primi prototipi di mezzo “Loyal Wingman”, curiosamente sviluppato per l’australia, ma poi entrato nell’area d’interese degli USA.

Un’immagine dell’US Air Force che ritrae un caccia stealth F-22 Raptor in volo insieme a un drone Boeing MQ-28 Ghost Bat. USAF Un’immagine dell’US Air Force che ritrae un MQ-28 Ghost Bat che vola insieme a un caccia stealth F-22 Raptor. USAF
I droni potrebbero penetrare negli spazi aerei più contesi per missioni di attacco elettronico, mentre l’MC-55A, un asset ad alto valore, rimarrebbe a distanza di sicurezza gestendo le operazioni.
In conclusione, l’Australia sta costruendo una forza aerea di quinta generazione completamente connessa. L’MC-55A Peregrine non è solo un aereo, ma il cervello elettronico che deciderà le sorti dei futuri confronti nei cieli del Pacifico.
Domande e risposte
Perché utilizzare un jet d’affari per la guerra elettronica invece di un aereo militare tradizionale? L’uso di velivoli civili modificati, come il Gulfstream G550, è una scelta guidata dall’efficienza economica. I jet d’affari offrono motori affidabili e consumi ridotti, garantendo costi di manutenzione molto più bassi rispetto a piattaforme prettamente militari. Inoltre, la loro capacità di volare ad altitudini estreme (oltre i 15.000 metri) e per tempi lunghissimi (fino a 15 ore) li rende perfetti per lo stazionamento a lungo raggio necessario nelle missioni di sorveglianza e intelligence.
In che modo questo aereo contrasta la minaccia cinese nell’Indo-Pacifico? L’MC-55A opera come un aspirapolvere di segnali elettronici. Può intercettare comunicazioni, mappare le emissioni radar nemiche e sorvegliare i movimenti navali da distanze di sicurezza. Schierando questi aerei in basi strategiche come le Isole Cocos, l’Australia crea una rete di sorveglianza ininterrotta sull’Oceano Indiano e sul Pacifico meridionale, limitando la capacità della Cina di muovere flotte o testare nuovi armamenti senza essere rilevata e tracciata in tempo reale.
Qual è il ruolo dei droni “Ghost Bat” in relazione all’MC-55A? L’MC-55A è un asset costoso e vulnerabile, privo di capacità stealth. I droni MQ-28A Ghost Bat agiscono come sua estensione e scudo. Guidati a distanza dall’equipaggio dell’MC-55A, i droni possono entrare in zone altamente difese dal nemico per lanciare attacchi elettronici, confondere i radar avversari o fornire scorta armata. Questo concetto di “teaming” tra equipaggio e droni moltiplica la forza d’impatto senza rischiare vite umane.










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