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L’antica Ptolemais riemerge dall’oblio: scoperti numerosi relitti e un porto sommerso in Libia

Gli archeologi scoprono in Libia un vasto porto sommerso e un cimitero di navi antiche vicino a Ptolemais. Monete, bilance romane e vino cristallizzato emergono dal mare dopo millenni.

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Dopo oltre un decennio di stop forzato a causa della guerra civile, gli archeologi dell’Università di Varsavia sono tornati a scavare nell’antica città greca di Ptolemais, in Libia. Quello che la squadra di ricercatori ha trovato, sia sulla terraferma sia sotto il livello del mare, offre uno spaccato tecnico e storico formidabile di una delle più grandi metropoli della Cirenaica antica. Fondata tra il IV e il III secolo a.C. dalla dinastia tolemaica, la città ha prosperato fino alla conquista araba nel VII secolo d.C. Durante il periodo romano si è ampliata, mostrando una grande vitalità

Scavi compitiuti a Ptolemais presso la casa di un ufficiale Photo: X/Uniwersytet Warszawski

Scavi compitiuti a Ptolemais presso la casa di un ufficiale Photo: X/Uniwersytet Warszawski

La missione polacca, ripresa nel 2023, ha rivelato una situazione curiosa che spiega come costruire un porto non sia facile: secoli di tentativi di attracco miseramente falliti. A circa quattro chilometri a est dell’antico porto, in un’area dove rocce insidiose sfiorano appena la superficie, gli studiosi hanno individuato una scia di rottami lunga oltre 100 metri. Non si tratta dell’infortunio isolato di un singolo capitano sfortunato, ma di un vero e proprio cimitero navale accumulatosi nel corso del tempo, a dimostrazione di come le difficoltà di navigazione in quel tratto di costa fossero una costante strutturale.

Zona dei relitti navali - esplorazione del porto di Ptolemais

Zona dei relitti navali – esplorazione del porto di Ptolemais

Ecco i dettagli tecnici dei ritrovamenti principali, emersi tra il 2024 e il 2025:

  • Il cimitero delle navi: Una densa concentrazione di anfore, frammenti di carico e attrezzature di bordo. Un relitto in particolare ha restituito un prezioso aequipondium in bronzo (un contrappeso per bilance di epoca romana) a forma di testa femminile e riempito di piombo.

  • Vino millenario: All’interno di una delle anfore recuperate è stato individuato del vino ormai cristallizzato, attualmente sottoposto a rigorose analisi chimiche.

  • Infrastrutture portuali sommerse: L’espansione del porto è testimoniata dal ritrovamento sottomarino di colonne cadute, tracce di pavimentazione stradale, ancore storiche e pesi in pietra utilizzati originariamente per sondare la profondità del fondale marino.

  • Sviluppo urbano terrestre: La squadra terrestre ha portato alla luce una strada inedita, progettata per il traffico su ruota e diretta verso l’acropoli della città (situata a circa 300 metri sul livello del mare). È emerso inoltre un cippo miliare romano con un’iscrizione greca risalente alla dinastia dei Severi (inizio del III secolo d.C.).

  • Il quartiere residenziale: Gli scavi hanno rivelato l’area d’ingresso della domus di un alto funzionario pubblico statale, arricchita da contenitori in pietra e da una misteriosa maschera ornamentale finemente modellata, la cui funzione reale sfugge ancora agli studiosi.

Area di ScavoTipologia di RitrovamentoDettagli Tecnici Rilevanti
Fondali MariniCimitero navale e porto inabissatoAnfore con vino cristallizzato, aequipondium in bronzo, attrezzature di scandaglio
TerrafermaInfrastrutture viarieStrada carrabile verso l’acropoli, cippo miliare della dinastia severiana
Area ResidenzialeResidenza ufficiale di StatoIngresso monumentale, maschera dal volto umano, contenitori in pietra

Secondo il responsabile delle ricerche subacquee Bartosz Kontny, il collasso e l’inabissamento dell’intera area portuale non sono dovuti a improvvisi cataclismi , ma a un ben più prosaico e graduale innalzamento del livello del Mar Mediterraneo unito a fenomeni di subsidenza sismica. La geologia e la sismica ci ricordano come l’essere umano costruisca infrastrutture, ma la natura continui ad avere sempre l’ultima parola , per cui quello che oggi è un porto, domani sarà un fondale marino, esatamente come accadde ad Alessandria d’Egitto o a Pozzuoli.

Attualmente, i conservatori dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia stanno lavorando alacremente per restaurare mosaici, affreschi e una rara meridiana a doppio disco scoperta nel 2010. L’indagine archeologica in questa ricca hub commerciale della Libia greca è appena ripartita a pieno regime, e promette di fornire ulteriori dati economici e storici nei prossimi anni.

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