Finanza

La tempesta perfetta sul Credito Privato: BlackRock crolla in borsa e blocca i prelievi. È l’inizio di un collasso sistemico?

Crisi sistemica a Wall Street: crolla il titolo BlackRock, che blocca i prelievi dal fondo HLEND. Blackstone costretta a iniettare 400 milioni per evitare il crac. Il credito privato trema tra venti di guerra e dati macro deludenti.

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Il mondo del credito privato, a lungo venduto come il porto sicuro dai rendimenti dorati per gli investitori istituzionali e retail, sta affrontando una crisi di liquidità senza precedenti. Quella che fino a poche settimane fa sembrava una turbolenza isolata si sta trasformando in un vero e proprio disastro sistemico. E, a giudicare dalle notizie che arrivano da oltreoceano, la temperatura ha ormai superato il livello di guardia, intrecciandosi con una congiuntura macroeconomica e geopolitica a dir poco esplosiva.

La miccia è una combinazione letale: tassi d’interesse, innovazione tecnologica che rende obsoleti interi modelli di business, dati sull’occupazione USA peggiori del previsto, l’escalation bellica tra Stati Uniti, Israele e Iran, e, infine, la vecchia e spietata regola della liquidità.

Il tonfo di BlackRock e l’illusione della liquidità

Venerdì le azioni di BlackRock, il più grande gestore patrimoniale al mondo, sono crollate del 6,7% alla Borsa di New York. Un tonfo inserito in un più ampio selloff di mercato, innescato dai timori geopolitici e dai pessimi dati sul lavoro americano, ma che ha il suo epicentro in una decisione drastica: la società ha limitato i prelievi dal suo fiore all’occhiello, l’HPS Corporate Lending Fund (HLEND), un fondo di credito privato da 26 miliardi di dollari. Ecco la quotazione di Blackrock da Tradingeconomics:

Acquisito insieme al suo gestore HPS Investment Partners per ben 12 miliardi di dollari in una massiccia spinta verso il credito privato nel 2024, HLEND ha registrato nel primo trimestre richieste di prelievo per 1,2 miliardi di dollari, pari a circa il 9,3% del suo valore patrimoniale netto (NAV). La risposta della direzione? Un blocco parziale. Agli investitori verranno liquidati solo 620 milioni di dollari, raggiungendo il tetto massimo statutario del 5%, oltre il quale i gestori possono chiudere i cancelli.

Questo evento fa emergere una verità che, in ottica keynesiana, è basilare: la liquidità è un’illusione quando si tratta di asset intrinsecamente illiquidi. I fondi come HLEND, strutturati come Business Development Companies (BDC), raccolgono denaro principalmente da investitori retail per erogare prestiti ad aziende di medie dimensioni. Questi prestiti non possono essere venduti rapidamente sul mercato.

Quando troppi investitori chiedono i loro soldi indietro contemporaneamente, si verifica quello che BlackRock stessa ha definito uno “squilibrio strutturale” tra il capitale degli investitori e la durata prevista dei prestiti. Senza l’imposizione di questi blocchi (i cosiddetti gates), i fondi sarebbero costretti a svendere gli asset (firesales), deprimendo i prezzi e distruggendo i rendimenti per gli investitori rimasti.

Il contagio: da Blackstone a Blue Owl

Il sasso lanciato nello stagno ha creato onde che si sono abbattute su tutti gli attori del mercato, un mercato da 2.000 miliardi di dollari. L’escalation ha colpito i diretti concorrenti con una violenza inaspettata:

  • Blackstone: Il panico ha colpito il suo fondo da 82 miliardi di dollari. Di fronte a un’ondata di rimborsi, la società era stata costretta a innalzare il limite di prelievo dal consueto 5% al 7%. Per evitare il collasso e soddisfare tutte le richieste, l’azienda e i suoi stessi dipendenti hanno dovuto iniettare ben 400 milioni di dollari di tasca propria. Nonostante il Presidente Jon Gray continui a rassicurare affermando che gli istituzionali stanno ancora allocando capitali, i fatti mostrano un quadro di forte tensione.
  • Blue Owl: A gennaio, la società ha dovuto riacquistare il 15,4% di uno dei suoi fondi, sostituendo i rimborsi dei clienti con pagamenti futuri promessi, nel disperato tentativo di evitare svendite sul mercato secondario.

Di seguito una tabella riassuntiva della situazione dei principali fondi:

Fondo / Gestore Evento Critico Impatto e Contromisure
HLEND (BlackRock) Richieste di prelievo al 9,3% (1,2 Mld $) Prelievi bloccati al limite del 5% (pagati 620 Mln $)
BCRED (Blackstone) Rimborsi ben oltre il limite storico Limite alzato al 7%, iniezione interna di 400 Mln $
Blue Owl Ondata di riscatti a inizio anno Riacquisto del 15,4% del fondo per evitare firesales

Scricchiolii nell’economia reale e standard di credito

Il blocco dei fondi, storicamente, genera un effetto psicologico preciso: panico. E il panico porta a nuove richieste di rimborso. Come fa notare Greggory Warren, analista senior di Morningstar, questo dovrebbe servire da “segnale di avvertimento per l’industria e per i legislatori sui lati negativi dei fondi illiquidi per gli investitori al dettaglio”.

Il vero rischio macroeconomico per questi gestori di asset alternativi è un marcato aumento delle insolvenze da parte dei mutuatari. E i segnali ci sono tutti: i recenti fallimenti di un fornitore di componenti per auto statunitense, di un prestatore di prestiti auto subprime e il collasso di un erogatore di mutui nel Regno Unito sollevano seri interrogativi sugli standard di credito adottati negli ultimi anni. Il settore, gonfiato nell’era dei tassi a zero, si sta misurando oggi con la gravità economica, esacerbata dai conflitti in Medio Oriente e dai venti di recessione. L’illusione è finita, ma il conto, come sempre, rischiano di pagarlo i risparmiatori.

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