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La super-bannatrice di Twitter scoppia in lacrime durante la riunione di acquisizione di Musk. E’ così triste dover restituire la stella di sceriffa

L’avvocatessa Gadde sta piangendo perché il suo nuovo capo è un “assolutista della libertà di parola”, mentre lei vuole mettere a tacere le opinioni divergenti dalle sue.

Questa donna illuminata, “giudice in terra e sul web del bene e del male” (cit) evidentemente non si rassegna a non poter più decidere solo in base alle sue incrollabili certezze, chi potrà parlare o meno sul social dell’uccellino azzurro. Fu lei che fece bannare Trump, che impedì la pubblicazione di un articolo sui magheggi di Hunter Biden, che fece bannare Zero Hedge che ipotizzava che il covid fosse stato creato in laboratorio, e fu lei l’artefice di migliaia di ban a profili non allineati. Non allineati con la giustizia e la democrazia? NO: non allineati a quello che una certa parte politica voleva si dicesse. Moderazione? No, infima e violenta censura. Capisco che sia dura rassegnarsi a non avere più in mano questo immondo e ingiustificato potere, ma sarebbe il caso che si autobannasse e si ritirasse in buon ordine a piangere sui troppi utenti versati.

Sul fronte italiano, oscurato tanto quanto quello americano, già si alzano alti i lamenti di chi non potrà più segnalare in massa milioni di utenti rei di non pensarla come loro. Gli orridi indiviudui da bannare si riassumono più o meno attualmente in no-vax e no-war, prima erano i pro-Trump, ancora prima i no-Renzi. Insomma tutta quella massa che la narrazione dominante non tollera. Twitter epurato è diventato visibilmente una laguna maleodorante e stantìa, dove gli insulti e l’hate speech sono ben lungi dall’essere spariti, anzi. I battaglioni della morte che si coagulano contro il malcapitato sul quale riversare le varie shitstorm si sono sentiti ancora più rafforzati, imbannabili e dalla parte dei buoni e dei giusti. In molti lo hanno quindi abbandonato, come era ovvio che succedesse, e in molti son stati fatti fuori. Le azioni di Twitter rispecchiavano questa illuminata gestione andando a picco.

Orbene: non sappiamo come Musk prenderà in mano la situazione, se davvero riuscirà a ripristinare una situazione virtuosa di non censura, dove chiunque potrà esprimere la propria opinione. Dovesse riuscirci farà strike su quell’altro social ormai impestato di buonisti criminali che è Facebook, dove non si può parlare di danni da vaccini, ma si può augurare la morte a Putin e ai russi tutti…

Per il momento ci godiamo lo smarrimento di tanti vili rimasti con le spalle scoperte, che minacciano l’abbandono: “Mi si nota di più se me ne vado in silenzio con voi che dite resta, o se me ne vado dopo averlo solennemente proclamato su Twitter?” Non lo sappiamo, l’importante è che tu vada.

Questo il racconto preso da Zero Hedge sulla lacrimosa e divertentissima riunione di insediamento di Musk:

Secondo quanto riferito, il principale avvocato di Twitter, Vijaya Gadde, è scoppiato in lacrime durante un incontro virtuale con i team politici e legali dell’azienda per discutere le ramificazioni dell’acquisto della piattaforma di social media da parte di Elon Musk.

“Gadde ha pianto durante l’incontro esprimendo preoccupazione su come l’azienda potrebbe cambiare” e “ha riconosciuto che ci sono significative incertezze su come sarà l’azienda sotto la guida di Musk”.

Essendo in Twitter dal 2011, Gadde è stato il dirigente chiave responsabile delle “funzioni di fiducia e sicurezza, legali e politiche pubbliche” – descritto da Politico come “l’autorità morale” dell’azienda. Gadde occupa una delle posizioni più controverse su Twitter: i suoi team decidono come moderare i contenuti. Questo l’ha resa un bersaglio di critiche di destra, in particolare quando Twitter ha bloccato la distribuzione di un articolo del New York Post sul figlio del presidente Joe Biden, Hunter Biden, nel 2020. Ha affrontato una rinnovata ondata di critiche dopo che diversi rapporti hanno confermato che era dietro il decisione di bandire Trump da Twitter. 

In altre parole, Gadde è probabilmente il dirigente che ha firmato il ban di ZeroHedge del febbraio 2020 per aver ipotizzato che il Covid-19 potrebbe essere emerso da un laboratorio di Wuhan e il ban del presidente Trump del gennaio 2021 in connessione con la rivolta del Campidoglio.

Ha guidato Twitter attraverso alcune delle sue battaglie politiche più controverse, inclusa la decisione di rimuovere tutta la pubblicità politica e di far uscire l’ex presidente Donald Trump dalla piattaforma sulla scia dell’attacco del 6 gennaio a Capitol Hill, una posizione che le è valsa fan devoti all’interno di Twitter, così come un ampio contingente di critici di destra.

Ma quando è arrivata la notizia dell’acquisizione ufficiale di Musk, i dipendenti politici e legali si sono preoccupati durante la riunione su cosa potesse significare la sua leadership per le regole del discorso online accuratamente elaborate di Twitter, comprese le sue politiche contro l’incitamento all’odio, la disinformazione e persino la pubblicità politica.

Secondo il rapporto, ha svolto un “ruolo di primo piano” nella negoziazione tra Twitter e Musk. “Penso che tutti su Twitter, indipendentemente da come si sentano riguardo alle notizie, si sentano riflessivi ed emotivi”, ha affermato un dipendente di Twitter. “Ne abbiamo passate tante negli ultimi due anni e penso che in genere abbia stimolato molte riflessioni. Penso che questo sia stato più un riconoscimento dell’incertezza che tutti stanno provando in questo momento”.

Come promemoria, Gadde sta piangendo perché il suo nuovo capo è un “assolutista della libertà di parola”, mentre lei vuole mettere a tacere le opinioni divergenti dalle sue.

“Sono spesso ispirata dai vigorosi dibattiti su questioni controverse che si verificano su Twitter, ma sono stata anche seriamente turbata dalla difficile situazione di alcuni dei nostri utenti che sono completamente sopraffatti da coloro che stanno cercando di mettere a tacere discorsi salutari in nome di libertà di espressione”, ha scritto Gadde nel 2015. “A volte, questo assume la forma di incitamento all’odio nei tweet diretti a donne o gruppi minoritari; in altri, assume la forma di minacce volte a intimidire coloro che prendono posizione su questioni”.

Ipocrisia da lacrime. La killer di twitter giustificava 7 anni fa in questo modo il suo dover prendere in mano la situazione con polso fermo ed inflessibile. Secondo i suoi gusti ovviamente.

 

https://www.zerohedge.com/political/twitters-top-lawyer-breaks-down-tears-during-musk-takeover-meeting



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