CinaRegno Unito
La “Stanza Segreta” sotto la City: Londra svende la sicurezza per l’export? L’ira degli USA e il dilemma di Starmer
Londra approva la “Super-Ambasciata” cinese con bunker sotterraneo sopra i cavi della City? L’ira di Trump e i rischi per la sicurezza finanziaria globale.

Sembra la trama di un romanzo di Ian Fleming scartato perché troppo inverosimile, ma è quanto sta accadendo nel cuore pulsante di Londra. Mentre il governo laburista di Sir Keir Starmer cerca disperatamente di rilanciare le relazioni commerciali con Pechino, emerge un dettaglio inquietante che rischia di compromettere non solo la sicurezza nazionale britannica, ma l’intera architettura di intelligence dei “Five Eyes”. Al centro della disputa c’è il progetto per la nuova “super-ambasciata” cinese al Royal Mint Court, un sito storico che nasconde, letteralmente, un segreto profondo.
Il bunker sotterraneo e i cavi della finanza
Secondo quanto rivelato da fonti di stampa britanniche, che hanno potuto visionare disegni non censurati del progetto, la Cina ha pianificato la costruzione di un vero e proprio bunker sotto l’ex zecca reale. Non stiamo parlando di semplici cantine per il vino diplomatico, ma di una rete di 208 stanze segrete.
Il dettaglio che preoccupa i responsabili della sicurezza interna, e infuriare Washington, è la posizione di queste stanze. Una sezione dei piani rivela una camera sotterranea larga fino a 40 metri e profonda tre, posizionata strategicamente accanto alle infrastrutture critiche più sensibili del Regno Unito: i cavi in fibra ottica che trasmettono dati tra la City di Londra e Canary Wharf.
Per i non addetti ai lavori: quei cavi sono le arterie dove scorrono miliardi di sterline di transazioni finanziarie, dati bancari riservati e comunicazioni strategiche. L’idea che una potenza straniera, definita sempre più spesso come ostile, possa avere un accesso fisico così ravvicinato a questi nodi, con la possibilità teorica di intercettare dati (tapping) anche senza toccare i cavi, appare come un azzardo incomprensibile.
Ecco cosa mostrano i piani “non censurati” rispetto alla versione pubblica:
| Dettaglio | Versione Pubblica (Censurata) | Versione Reale (Non Censurata) |
| Sotterranei | Spazi generici | 208 stanze segrete, alcune schermate |
| Impiantistica | Non specificata | Sistemi di estrazione aria calda per server ad alta potenza |
| Muri perimetrali | Standard | Ricostruzione mura per accesso potenziale ai cavidotti |
| Infrastrutture | N/A | Generatori di emergenza e tunnel di accesso |
L’ira di Washington: “Stati Uniti profondamente preoccupati”
La questione ha superato rapidamente i confini del Tamigi per atterrare sulla scrivania dello Studio Ovale. Siamo nel 2026, e l’amministrazione Trump non usa mezzi termini. Un alto funzionario dell’amministrazione statunitense ha espresso “profonda preoccupazione” per il fatto che il governo britannico stia permettendo a un avversario strategico di posizionarsi sopra l’infrastruttura critica di uno dei suoi più stretti alleati.
Il timore è duplice:
- Spionaggio Economico: L’accesso ai dati finanziari globali che transitano per Londra.
- Sicurezza Nazionale: La compromissione delle comunicazioni in un paese partner dell’intelligence Five Eyes.
John Moolenaar, presidente del comitato ristretto sulla Cina della Camera dei Rappresentanti USA, è stato lapidario: “Il PCC è una minaccia per il Regno Unito e per le persone libere ovunque. Mi oppongo a questi piani”. La sensazione a Washington è che Londra stia barattando la sicurezza collettiva per la speranza di un accordo commerciale.
Il tempismo sospetto di Starmer e le “bugie” denunciate
Perché tanta fretta? Sir Keir Starmer dovrebbe approvare i piani entro la scadenza del 20 gennaio, giusto in tempo per una visita ufficiale in Cina dove incontrerà il presidente Xi Jinping. Le fonti suggeriscono che l’approvazione dell’ambasciata sia il “regalo” di benvenuto che Londra porta in dote per ammorbidire Pechino.
Ma il costo politico interno è altissimo. I laburisti si trovano a fronteggiare una ribellione interna. Deputati come Sarah Champion hanno ricordato che “ogni briefing sulla sicurezza identifica la Cina come stato ostile”. Ancora più duro Sir Iain Duncan Smith, ex leader conservatore, che non ha usato giri di parole:
“Il documento mostra che ogni negazione fatta dal Governo sull’uso, la posizione e i cavi di comunicazione è una bugia assoluta e totale”.
C’è poi l’aspetto umiliante delle pressioni cinesi. Si riporta che Pechino abbia utilizzato tattiche di “bullismo”, come tagliare l’acqua all’ambasciata britannica a Pechino e lasciarla andare in rovina, per forzare la mano al governo di Sua Maestà.
La svendita della leva negoziale
Come sottolineano fonti governative USA, approvare questo progetto prima dei colloqui commerciali è un suicidio tattico. “In un mondo dove la leva negoziale con la Cina conta, il Regno Unito sta cedendo tutta la sua leva nella speranza di un accordo commerciale”, ha commentato una fonte americana.
La nuova ambasciata coprirebbe 22.000 metri quadrati, diventando la più grande missione diplomatica cinese in Europa. I piani rivelano anche bagni e docce nei sotterranei, suggerendo che il personale potrebbe rimanere sottoterra per lunghi periodi, operando su computer avanzati raffreddati dai potenti sistemi di estrazione d’aria identificati nelle planimetrie.
La domanda che sorge spontanea è: vale la pena mettere a rischio la sicurezza della principale piazza finanziaria europea e i rapporti con l’alleato americano per compiacere un partner commerciale che utilizza il ricatto come strumento diplomatico? A quanto pare, per l’attuale governo britannico, la risposta potrebbe essere un tragico “sì”. Gli USA si fideranno sempre di meno del partner britannico.
Domande e Risposte
Perché la posizione della nuova ambasciata è considerata così pericolosa?
La posizione al Royal Mint Court è critica perché si trova direttamente sopra o adiacente ai principali cavi in fibra ottica che collegano la City di Londra a Canary Wharf. Questi cavi trasportano dati finanziari sensibili e volumi enormi di traffico internet. La preoccupazione è che la vicinanza fisica, unita alle stanze sotterranee e ai tunnel previsti, permetta alla Cina di intercettare fisicamente i dati (tapping) o di interrompere le comunicazioni in caso di crisi.
Qual è la motivazione politica dietro la fretta di approvare il progetto?
Il Primo Ministro Keir Starmer ha in programma una visita in Cina a fine mese per incontrare Xi Jinping.3 L’approvazione della “super-ambasciata” sembra essere una concessione diplomatica preventiva per favorire un clima positivo e sperare in accordi commerciali. Inoltre, la Cina ha esercitato pressioni dirette sulle strutture diplomatiche britanniche a Pechino, creando una situazione di ricatto diplomatico che Londra sembra voler risolvere cedendo alle richieste.4
Come hanno reagito gli Stati Uniti a questa notizia?
La reazione degli USA è stata di forte allarme. Funzionari dell’amministrazione Trump e membri del Congresso hanno espresso profonda preoccupazione, vedendo il progetto come una minaccia alla sicurezza condivisa dell’intelligence (Five Eyes). Ritengono che il Regno Unito stia commettendo un errore strategico, cedendo la propria leva negoziale e mettendo a rischio non solo i propri dati, ma anche quelli degli alleati americani che transitano per Londra.








You must be logged in to post a comment Login