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La Spagna protesta per il +35% di costo dell’energia. Eppure è “Verde”! Prossimo passaggio Italia

 

I consumatori spagnoli sono preoccupati per i prezzi record dell’energia elettrica proprio mentre le alte temperature estive richiedono di mantenere accesi gli impianti di condizionamento a lungo. Che succede, e che dimensione ha l’aumento?

L’Independent riferisce che le bollette elettriche record attirano critiche verso il governo spagnolo e la commissione europea

Il governo afferma che gli ultimi aumenti delle bollette elettriche sono guidati dalla crescita esponenziale dei prezzi dei cosiddetti “certificati di carbonio”, che danno alle aziende il diritto di rilasciare anidride carbonica, dalle importazioni di gas, di cui la Spagna ha bisogno per completare il suo mix energetico e dalla crescente domanda di energia del mesi estivi.

Nell’ultimo tentativo di contenere i prezzi, mercoledì i legislatori hanno votato per sostenere la mossa del governo del mese scorso di tagliare l’imposta sul valore aggiunto sulla bolletta elettrica della maggior parte delle famiglie dal 21% al 10% fino alla fine di quest’anno e di eliminare una tassa del 7% sulla produzione di energia per almeno tre mesi. Le società di servizi pubblici trasferiscono il costo di tale imposta ai propri clienti. Un modo per placare utenti infuriati, ma che non può durare a lungo.

Facua, una delle più grandi piattaforme spagnole per i diritti dei consumatori, ha affermato che gli spagnoli vedranno in media un aumento del 35% sulla bolletta elettrica di luglio rispetto allo stesso mese del 2020. L’aumento arriva in un momento in cui molte famiglie sono alle prese con le ricadute economiche di la pandemia di coronavirus.

Il ministro dell’Ambiente Teresa Ribera ha dichiarato di aver scritto una lettera alla commissione EU sottolineando la necessità di riformare il mercato elettrico  per evitare che l’utilizzo delle quote di carbonio faccia esplodere i costi per le famiglie esortando la UE ad intervenire. Però questa situazione è proprio, in parte, figlia dell’intervento della UE e del piano del “green deal” che hanno visto protagonisti la Von Der Leyen ed il vicepresidente Timmermans, a rappresentanza della Germania e dei Paesi Bassi. Come si può chiedere loro di rimediare, hanno creato questa situazione ad hoc!!

Come sottolinea in un’intervista al Financial Times, Teresa Ribera, vice primo ministro spagnolo per l’ambiente,  prezzi elevati e tariffe esose potrebbero provocare un contraccolpo popolare contro le iniziative a favore del clima dell’ambiente, un punto che vi abbiamo evidenziato ormai da mesi. Però tutti a Bruxelles sembrano ignorare questo punto.

Il governo di Madrid per ora, a parte lamentarsi con la UE, ha dato indicazioni del tipo “Stirare alle 2 di notte”, come se la gente non dormisse….

La cosa divertente è che l’energia da fonte rinnovabile per quasi il 50% nel mix energetico da fonti rinnovabili, con eolico e solare al’avanguardia:

Il problema, che stanno pagando gli spagnoli, è che le fonti rinnovabili sono quasi sempre indipendenti dalla domanda, i cui picchi devono essere compensati dal termico, che però paga le quote per il carbonio estremamente costose. Purtroppo il vento non tira come vorrebbero a Bruxelles, ma a pagare il problema sono le tasche dei cittadini europei. Cosa interessa al ricco socialista olandese Timmermans?

Quanti governi europei salteranno per la follia del Green Deal?


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