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La silenziosa marcia verso la guerra nell’Europa Orientale

 

 

Un silenzio generale, ovattato, copre la marcia progressiva verso la guerra fra Ucraina, Dombass e Russia. Da un lato abbiamo la progressiva mobilitazione delle forze Ucraine. Dal 5 aprile le forze armate ucraine (UAF) hanno continuato le attività di schieramento di più truppe sulla linea di demarcazione. La Russia sta anche trasferendo forze al confine con l’Ucraina e in Crimea. In totale, nelle ultime 24 ore sono state registrate 7 diverse violazioni del cessate il fuoco, ciascuna comprendente un elevato numero di colpi e proiettili. Due soldati dell’UAF sono stati uccisi.

Nel frattempo la  Repubblica popolare di Donetsk (DPR) ha riferito che la sua milizia aveva sventato un tentativo da parte di un gruppo di sabotaggio ucraino di condurre ricognizioni vicino ai confini della Repubblica nell’area del villaggio di Shumy vicino a Horlivka. Continuano gli incidenti di militari ucraine saltano per aria sulle mine collocate dai loro stessi commilitoni, ma non registrate sulle mappe.

La Russia, da parte sua, sta effettuando ulteriori schieramenti, poiché le riprese hanno mostrato  obici semoventi Nona-S consegnati verso la potenziale linea del fronte. Sta anche schierando le unità della 76a divisione di assalto aereo delle guardie, comunemente note come paracadutisti di Pskov. in totale si parla di circa ventimila uomini rischierati alle frontiere rosso ucraine, a cui però si aggiungono molto altre unità pronte a spostarsi e a intervenire.

Le forze armate ucraine sono il 25% di quelle russe, senza contare la mancanza di componenti strategiche. Il confronto è partito sulle speranze o le attese di Kiev di un aiuto da parte della Nato. Quanto è pronta l’alleanza ad aiutare direttamente Kiev? Washington ha inviato armamenti  anche sofisticati: UAV, missili antiaerei, missili anticarro, sistemi di guerra elettronica. Tutte cose che sono utili, ma non possono controbilanciare lo strapotere bellico di Mosca. La invierà anche consiglieri, ma siamo pronti ad inviare vere e proprie “Truppe sul campo”? Molti penano di no e che alla fine Washington si accontenterà di mediare, e Kiev di chiedere aiuto. Al contrario i russi hanno affermato che l’adesione eventuale dell’Ucraina alla Nato “Non resterebbe senza conseguenze”, e la tradizione russa è quella di non fare delle minacce a vuoto.

Intanto siamo alla fase che precede sempre le vere guerre guerreggiate: quella logistica. L’orologio per lo scontro diretto sta ticchettando.


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