Energia
La “Quarantena” di Trump non perdona: abbordata un’altra petroliera nell’Oceano Indiano
Nuovo colpo di scena nell’Oceano Indiano: le forze USA abbordano la petroliera sanzionata Veronica III dopo un lungo inseguimento dai Caraibi. Continua la stretta della “quarantena” di Trump sul petrolio venezuelano.
Mentre il mondo osserva le oscillazioni del barile, Washington ha deciso che il modo migliore per gestire l’offerta di greggio “non gradito” sia quello delle maniere forti, o meglio, marittime. Il Pentagono ha confermato che le forze militari statunitensi hanno abbordato la Veronica III, una petroliera già finita nella lista nera del Tesoro americano, dopo un inseguimento transoceanico che farebbe invidia a un romanzo di Tom Clancy.
Dal Mar dei Caraibi all’Oceano Indiano: una fuga inutile
La strategia dell’amministrazione Trump, volta a stringere il cappio attorno alle esportazioni illecite di greggio (storicamente legate al Venezuela e all’Iran), sta assumendo i contorni di un vero e proprio blocco navale globale. La Veronica III, battente bandiera panamense, ha cercato di sfidare quella che la Casa Bianca definisce “quarantena”, tentando di dileguarsi dalle rotte caraibiche per cercare rifugio — o forse un compratore meno schizzinoso — nelle acque dell’Oceano Indiano.
We defend the Homeland forward. Distance does not protect you.
Overnight, U.S. forces conducted a right-of-visit, maritime interdiction and boarding of the Veronica III without incident in the INDOPACOM area of responsibility.
The vessel tried to defy President Trump’s… pic.twitter.com/Tran3cLR9g
— Department of War 🇺🇸 (@DeptofWar) February 15, 2026
Tuttavia, il monitoraggio satellitare e l’intelligence navale non hanno concesso sconti. Secondo quanto comunicato dal Dipartimento della Difesa su X, l’operazione di “diritto di visita e interrizione marittima” si è conclusa con il successo delle forze speciali americane, che hanno “chiuso le distanze e spento i motori” della nave.
Il contesto: il Venezuela e la flotta ombra
La situazione si inserisce in un quadro geopolitico in rapida evoluzione. Dopo l’arresto di Nicolás Maduro a gennaio, la pressione sulla “flotta ombra” — quel carosello di navi dai nomi e dalle bandiere cangianti che alimenta le catene di approvvigionamento globali — è aumentata esponenzialmente.
Ecco un breve riassunto delle recenti operazioni di interrizione:
| Nave | Area di Intercettazione | Stato Sanzionatorio | Esito Operazione |
| Aquila II | Oceano Indiano | Sanzioni USA | Sotto sequestro (settimana scorsa) |
| Veronica III | Oceano Indiano | Legami Iran/Venezuela | Abbordata e bloccata (ieri) |
Riflessioni economiche (e un pizzico di ironia)
Dal punto di vista tecnico, queste operazioni non sono solo manovre militari, ma veri e propri interventi di “regolazione forzata” del mercato. Se la teoria economica classica ci parla di mano invisibile, qui ne vediamo una decisamente visibile, in mimetica e con il supporto della Marina.
Il Pentagono, con la consueta asciuttezza, non ha ancora confermato se la Veronica III verrà formalmente sequestrata e venduta all’asta (prassi che solitamente rimpingua le casse del Dipartimento del Tesoro), ma il messaggio ai trader di petrolio “grigio” è chiaro: l’Oceano Indiano non è più un porto sicuro. Resta da vedere come reagiranno i mercati asiatici a questa riduzione forzosa dell’offerta “non ufficiale”, che per anni ha agito come un ammortizzatore invisibile sui prezzi alla pompa.
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