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La proposta greca: Misure fiscali per il 2% del pil, peggioreranno l’economia.

tsipras-varoufakis

Una manovra fiscale per “accontentare” i creditori di una Grecia in ginocchio, di circa 4,3mld (2% del pil), aumento 3 aliquote IVA fino al 23% su altri prodotti, surplus di bilancio dell’1%, quindi entrate superiori alle spese di 2 mld, tenendo conto che durante la “cura” TROIKA la Grecia ha accumulato surplus di bilanci come mostrano i grafici:
Cattura grewefasf

syurolsu
e inoltre, stop della spesa pubblica se il deficit scende sotto lo zero, stop prepensionamenti e aumento tassa di “solidarietà” per i redditi oltre i 30.000 euro annui.

Queste proposte del governo greco, rappresentano il Vademecum per NON uscire dalla recessione, anzi di ampliarla, rendendo i prestiti ancora più inesigibili per il fatto che il pil calerà ancora di più dal momento che non vi è nessun investimento da parte dello Stato, bensì il solo raschiare il barile.
Come controparte il governo greco esige un taglio del debito (ristrutturazione) ma l’illogicità sta nel fatto che Tsipras vuole risolvere un “problema” rimuovendo gli effetti (debito) lasciando le cause (austerità) legate alla logica della moneta unica.
Pertanto c’è da chiedersi se e’ logico ristrutturare il debito greco per salvare un sistema che ha creato proprio quell’enorme debito?
Atene invece, in questo fine mese potrebbe fare la storia:
CH-aNslWgAAUP2g


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