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La nuova dracma si allineerebbe al reale status economico della Grecia senza eccessive svalutazioni.

grexit

In queste ore, si dovrebbe delineare il futuro della Grecia: l’ultimatum ad Atene per rimanere nell’euro, o grexit, scade questa prossima domenica. Già la parola “ultimatum”, la dice lunga sulla retorica della presunta unità europea…
Comunque, è bene focalizzare alcuni aspetti di un’ eventuale uscita di Atene dall’euro, per evitare luoghi comuni e paure indotte.
E’ bene soffermarsi sulla questione legata ad un’ipotetica svalutazione stellare della Dracma, qualora si verificasse il famoso Grexit. In tv alcuni economisti ipotizzano perfino svalutazioni della moneta greca fino al 70% rispetto all’euro e/o dollaro.
A prescindere dal panico che viene creato, anche se si analizzano tutte le rotture da cambi fissi durante la storia economica, non si sono mai verificate svalutazioni così marcate. Inoltre una dracma svalutata del 70% costituirebbe un problema per le competitività degli altri paesi europei, in termini principalmente di export dell’agroalimentare e del turismo , quindi le banche centrali degli altri Paesi e la BCE, acquisterebbero dracme proprio per rivalutarla e per limitare l’enorme competitività greca.
Ma in questa sede voglio analizzare l’andamento di una nuova moneta nata dalla scissione di un Paese africano considerato povero. Ovvero la nuova repubblica del Sud Sudan (nata il 9 luglio 2011) ,che in seguito alla sua indipendenza si è dotata di moneta sovrana: la sterlina sud sudanese.
Questa moneta, appartenente ad uno Stato considerato appartenente al terzo mondo, con un pil nazionale di appena 13,8 miliardi di dollari, oltre a non svalutarsi nei confronti dell’euro, si è addirittura RIVALUTATA dopo fasi di svalutazioni, quindi recuperando terreno verso la moneta unica europea. Ciò che viene definito normale fluttuazione delle monete e non svalutazione infinita.
Da un picco minimo di 1 euro per 7,2 sterline sud sudanesi fino ad arrivare ad oggi con un tasso di 1 euro per 4,5 sterline. La svalutazione massima della moneta sud sudanese da circa 5.9 per 1 euro a 7.3 è stata equivalente a circa il 25%, per poi recuperare.
cattura sun sudan
La comparazione dell’andamento di una eventuale nuova dracma con la moneta africana è solo un esempio per far comprendere il panico indotto dai media e dagli economisti che difendono il progetto politico e NON economico dell’euro.
La storia, inoltre, ci mostra che le svalutazioni e i tassi di inflazione non sono mai state “mostruose” dopo l’uscita da regimi di cambi fissi: l’esempio dell’uscita dallo SME dell’Italia nell’estate 1992 ne è l’esempio. L’inflazione negli anni successivi all’uscita dai cambi fissi in Europa, quello che sarebbe stato un pre euro, è addirittura scesa in Italia, dal 5 al 3,9%. La lira invece si svalutò nei confronti del marco del 20% in 3 anni, da settembre 1992, mese di uscita dallo SME, senza registrare un tasso di inflazione del 20%; malgrado la stampa dell’epoca evocasse scenari apocalittici proprio come li sta evocando ora, con l’eventualità che la Grecia esca dall’euro. La storia si ripete…
italy-inflation-cpi (1)
Cattura camnbbi lira marco
Una nuova dracma, allineata al reale status economico della Grecia, sarebbe auspicabile sia per far ripartire  l’export agroalimentare sia per  attrarre ancora di più flussi turistici. Inoltre, maggiori afflussi di denaro dall’estero, grazie ad una maggiore competitività greca senza dover tagliare i salari, permetterebbero al Paese anche di monetizzare e gestire il proprio  debito pubblico e privato.
Pertanto è necessario spegnere il panico per accendere l’informazione…

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