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La Merkel ha diritto ad aprire ai profughi?

Hungary Migrants In queste ultime settimane l’emergenza profughi ha ampliato la sua gravità divenendo la prima priorità dell’Unione Europea che si trova letteralmente invasa da migrazioni bibliche sia via mare (Italia, Grecia) sia via terra (Grecia, Macedonia, Ungheria). E’ un tema molto delicato che ha diviso, divide e continuerà a dividere l’opinione pubblica europea, spaccata tra chi è favorevole all’accoglienza senza se e senza ma, di chi scappa dai paesi in guerra e chi invece vede minacciata la stabilità dell’Europa già in difficoltà a causa della crisi economica. Essenzialmente, a livello politico, la prima linea è quella portata avanti dalla cancelliera tedesca Merkel che ha aperto il suo paese soprattutto ai disperati migranti siriani ed è sostenuta dai fedeli cagnolini di Francia, Italia, Austria e Spagna; l’altra linea è quella del presidente ungherese Orban, cioè respingere i migranti che a suo dire porterebbero alla fine dell’Europa come la conosciamo, questa linea è sostenuta da Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Macedonia, Bulgaria e Danimarca.

Scopo di questo articolo è cercare di fare una po’ di chiarezza concettuale su alcune tesi che sono apparse riguardo questo tragico problema. La prima è quella della distinzione tra migranti economici e profughi: secondo i media di regime e i governanti europei esisterebbe una differenza tra chi scappa dalle difficoltà economiche (come molti migranti dei paesi africani) e chi scappa dai paesi in guerra. Sinceramente questo differenza non ha senso ed è tipica di questo (ormai morente) regime capitalista, secondo cui i migranti economici dovrebbero essere respinti perché hanno una sorta di responsabilità sulla loro sorte economica, mentre una guerra è un evento che si subisce e basta. Quindi, se muori di fame e vuoi scappare, non ti possiamo accogliere, perché in qualche modo potresti migliorare la tua situazione economica senza venire qui, mentre se scappi perché rischi di morire in guerra, va bene, perché non puoi fare niente per evitarlo. Questo discorso è lo stesso affrontato nel mio libro Libertà Indefinita, dove abbiamo mostrato come il regime vigente consideri solo la libertà negativa (essere liberi di o da) mentre consideri pochissimo la libertà positiva (poter fare). Ma, come scritto nel libro, a chi soffre per mancanza di libertà, cambia poco avere o meno la possibilità di fare tutto senza averne i mezzi, cioè senza poterlo fare. Lo stesso vale per i migranti, se essi sono disposti a scappare dal loro paese ed a rischiare la vita in un viaggio costoso e pericoloso, a mio avviso, in entrambi i casi, scappano da una eguale sofferenza quindi meritano la stessa attenzione. Quindi, la differenza sostenuta spesso nei notiziari, tra migranti economici e migranti di guerra deve essere respinta con forza e se ci deve essere apertura deve essere per tutti i tipi di profughi.

Secondo discorso molto in voga in questo momento, è quello che la Germania abbia aperto ai migranti siriani, perché altrimenti non riuscirebbe a sostenere la propria decrescita demografica e quindi non riuscirebbe, in futuro, a pagare le pensioni. Può darsi che effettivamente il motivo di questa “strana” apertura umanitaria della Merkel sia proprio quello (anche se non credo), ma noi ne vogliamo respingere la necessità, cioè a nostro avviso, non sono affatto necessari nuovi ingressi di migranti:
1) Con i soldi stanziati per l’emergenza migratoria e con tutti i soldi che vengono spesi per opere o incentivi inutili o proprio con parte dei soldi stanziati per i disoccupati, si poteva benissimo finanziare una politica di incentivi alla natalità, con magari un reddito minimo per le mamme fino al terzo anno di età, questo avrebbe ridotto la disoccupazione (togliendo per tre anni le mamme dal mercato del lavoro) e sicuramente incentivato le nuove nascite, a patto di limitare questi sussidi solo ai cittadini comunitari, questo non per razzismo, ma per evitare cambiamenti culturali e demografici troppo veloci che poi porterebbero proprio a derive razziste. Con una politica del genere, sicuramente non ci sarebbe bisogno di un ingresso massiccio di migranti.
2) La decrescita demografica, in realtà, potrebbe essere benissimo gestita senza troppi traumi in questo preciso periodo storico ed economico perché abbiamo molta forza lavoro disoccupata, perché siamo costantemente in sovrapproduzione di beni e servizi e grazie alla sempre più veloce deflazione tecnologica. Certamente servirebbero drastici cambiamenti nel nostro sistema economico, che essendo capitalista, è incapace di distribuire l’abbondanza e di gestire un decremento della popolazione, ma la cosa è fattibile anche senza migranti. Certo, la previdenza sociale, come l’INPS, fallirebbe, ma questo è inevitabile, perché è una previdenza sociale di tipo capitalistico, cioè è un modo di trasmettere le attuali ineguaglianze di reddito nel futuro e ovviamente, crollando il capitalismo crolla anche un sistema pensionistico di questo tipo.
3) I migranti fanno i lavori che noi non facciano e quindi sono necessari: anche questo discorso non è proprio esatto. E’ vero che gli italiani, ad esempio, non vogliono fare i muratori, ma ciò è normalissimo, il muratore è un lavoro molto pesante con uno stipendio base di circa 1300 euro. A quella cifra o poco meno, si trovano lavori che sono meno faticosi oppure grazie al supporto familiare si aspetta un impiego migliore o si intraprende una facoltà universitaria. Gli stipendi in edilizia sono rimasti in media così bassi ( anche se un operaio con esperienza arriva anche a 2000 euro) perché sono arrivati milioni tra rumeni, albanesi, marocchini, peruviani che hanno sostituito gli italiani in questo settore. Questo tra i cittadini italiani ha causato due problemi: troppi laureati e troppi disoccupati. Se invece i migranti non fossero arrivati, il mercato si sarebbe gradualmente adeguato e gli stipendi in edilizia sarebbero saliti fino ad arrivare al livello che convince l’italiano a scegliere un lavoro così faticoso ( a mio avviso questo livello è tra i 1500 e i 2000 euro per l’operaio edile semplice). L’immigrazione sarebbe invece necessaria se ci fosse una disoccupazione bassissima (inferiore al 4%) in una fase di crescita economica, ma questo non è il nostro caso. Voglio ribadire che questo discorso non è assolutamente contro gli stranieri, ma è solo per chiarire alcuni concetti che vengono enunciati con tale sicurezza in tv e tra le persone quando in realtà non sono proprio così attendibili.

Ora passiamo al momento attuale per capire se la Merkel ha ragione ad aprire ai profughi siriani oppure ha ragione Orban a volerli respingere. Sicuramente la situazione è gravissima, a causa dei sotterfugi arabo-americani, il Medio Oriente è in guerra, ma anche molti paesi africani. Stiamo assistendo a migrazioni bibliche di gente disperata che rischia la vita in traversate difficili spesso con bambini al seguito. A livello umano, è normale provare compassione per la situazione di queste persone, ma la domanda è questa: è giusto accogliere migrazioni di tale portata? Se a livello etico-morale la risposta è scontata non lo è affatto a livello politico perché i nostri governanti non hanno il potere di prendere questa decisione. Il nostro governo è stato eletto con il mandato di guidare il paese e di fare gli interessi dei propri cittadini ma in questo caso decidere unilateralmente di aprire agli stranieri è qualcosa che va al di fuori dei poteri del governo. Perché si può certamente decidere su flussi normali di immigrazione, ma un presidente o un parlamento non hanno il diritto di decidere se aiutare milioni di persone a spese dei propri cittadini. Un presidente o un parlamento non stanno decidendo sui propri soldi o sui propri beni, ma stanno decidendo grazie al potere che gli è stato conferito dal popolo per guidare al meglio il proprio paese e non si può usare quel potere per aiutare qualcun altro. Facendo un esempio, è come se un amministratore condominiale decidesse di aprire un condominio ai senzatetto per far loro passare la notte. Sarebbe un gesto nobile ma sarebbe comunque un gesto ingiusto perché lui non è il proprietario del condominio ma lo amministra e non può utilizzare lo stesso per favorire decisioni personali per quanto nobili, lo stesso vale per i governanti. Sicuramente è nel loro potere decidere per poche centinaia di rifugiati o per regolare la politica migratoria, ma per un’emergenza enorme come questa, che non è ancora terminata ed anzi sta peggiorando, non si ha alcun diritto di sacrificare i propri cittadini per aiutare cittadini di un altro stato perché semplicemente non se ne ha il potere. Quindi, in questo articolo, sosteniamo l’illegittimità della politica migratoria della Merkel e dei suoi fedeli cagnolini; attualmente gli unici coerenti appaiono i governi come quello ungherese, che cercano di bloccare questo flusso migratorio.

Ma questo vuol dire che i rifugiati devono essere sempre respinti? Assolutamente no, proprio un’emergenza del genere dimostra come sarebbe necessario implementare la nostra democrazia con strumenti di democrazia diretta digitale grazie alla quale il popolo possa decidere anche su emergenze come questa senza indire costosi referendum. Ricorrere alla democrazia diretta digitale è assolutamente necessario in tutti quei casi che travalicano il potere di cui dispone il governo. Ad esempio, un referendum digitale potrebbe domandare così: Sei d’accordo o meno ad accogliere i profughi? In caso tu abbia votato sì, quanti ne vuoi fare entrare: fino a 100.000, tra i 100.000 e i 500.000, fino a due milioni, tutti. Ed ancora, sei d’accordo a far entrare tutti i profughi o solo quelli di determinati paesi?. Con un referendum del genere, che a livello digitale, sarebbe molto più fattibile, il governo saprebbe immediatamente come il popolo che lo ha eletto voglia affrontare un’emergenza enorme come questa.

Chi sostiene posizioni anarchiche potrebbe criticare tutto l’articolo, sostenendo che in qualsiasi caso, le frontiere e gli stati sono illegittimi. Questo, alla fine è vero, ma i nostri stati, nonostante siano illegittimi, hanno il potere e lo usano anche per sostenere le proprie frontiere. Di conseguenza, questo articolo, ha affrontato il problema del fatto se i governi abbiano il potere delegato di decidere su flussi migratori di portata tale da poter modificare etnicamente e culturalmente il proprio stato. E la conclusione è che non hanno questo potere e che per risolvere un tale problema serva la democrazia diretta. Quindi, attualmente, la linea dell’Ungheria di Orban è più coerente di quella di Angela Merkel.

by Fenrir

FONTE: HESCATON.COM

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