EconomiaUSA
La Grande Fuga: Zuckerberg punta la Florida mentre la California prepara la patrimoniale sui guadagni non realizzati
Zuckerberg valuta il trasferimento nel “Bunker dei Miliardari” in Florida mentre la California spinge per una tassa sui guadagni non realizzati. Un’analisi di come la pressione fiscale stia svuotando la Silicon Valley, lasciando il conto alla classe media.

Il copione è ormai familiare, quasi noioso nella sua prevedibilità: la California minaccia di alzare le tasse e i jet privati decollano con rotta verso est. Questa volta, però, il protagonista della migrazione fiscale è di quelli pesanti.
Mark Zuckerberg, fondatore di Meta, sembra intenzionato ad aggiungere Miami alla sua lista di residenze di lusso. Secondo indiscrezioni ben informate riportate da Bloomberg, Zuckerberg e sua moglie Priscilla Chan starebbero valutando l’acquisto di una proprietà a Indian Creek Island, un quartiere ultra-esclusivo e pesantemente sorvegliato, non a caso ribattezzato il “Bunker dei Miliardari”.
Se l’affare andasse in porto, Zuckerberg si troverebbe in buona compagnia. La piccola isola ospita già nomi che fanno tremare il PIL di intere nazioni:
- Jeff Bezos;
- Tom Brady;
- Jared Kushner e Ivanka Trump.
Con un patrimonio stimato superiore ai 200 miliardi di dollari, Zuckerberg possiede già diverse proprietà tra California, Hawaii, Washington D.C. e Lago Tahoe. Non è ancora chiaro se la Florida sostituirà una di queste dimore o se sarà semplicemente una nuova tappa del suo tour immobiliare, ma il tempismo è, come si suol dire, sospetto.
La minaccia della “Tassa sulla ricchezza”
La California, nel tentativo di coprire i propri buchi di bilancio, sta valutando una nuova tassa patrimoniale mirata ai miliardari, che colpirebbe anche i guadagni non realizzati (le plusvalenze latenti su azioni e asset non ancora venduti). Una mossa tecnica che ha fatto tremare gli investitori e che sta spingendo diversi leader del settore tecnologico fuori dallo Stato.
È curioso notare come, quando le politiche democratiche iniziano a mordere il portafoglio, molti miliardari scoprano improvvisamente un amore incondizionato per il clima della Florida, giudicato migliore della California.
Chamath Palihapitiya, venture capitalist ed ex dirigente di Facebook, ha commentato duramente la situazione su X, evidenziando un punto critico per l’economia dello Stato:
“Con il trasferimento di Zuck in Florida, la ricchezza imponibile totale dei miliardari in California è crollata ben al di sotto dei 1000 miliardi di dollari, rispetto agli oltre 2000 miliardi di poche settimane fa. La perdita di questo gettito fiscale era totalmente evitabile, ma ora è persa per sempre.”
Il conto lo paga la classe media
L’aspetto più preoccupante, tipico delle curve di Laffer applicate alla realtà, è su chi ricadrà il mancato gettito. Palihapitiya prosegue con un’analisi che non farà piacere ai residenti del Golden State:
“Queste erano persone che pagavano oltre il 13% di imposta statale sul reddito ogni anno SENZA LAMENTELE FINO A POCHE SETTIMANE FA. E ora, per il resto del tempo, le entrate fiscali perse da queste persone dovranno essere pagate dalla classe media, perché sono l’unico gruppo rimasto in California abbastanza grande da poter essere tassato per riempire il buco.”
L’accusa politica al Governatore Gavin Newsom è diretta: aver assistito in silenzio mentre una proposta di legge, definita “scritta stupidamente” e spinta da frange accademiche, spaventava i grandi capitali. Invece di gestire il bilancio o ridurre gli sprechi gargantueschi della California, si è scelta la strada della pressione fiscale, ottenendo l’effetto opposto.
Silicon Valley trasloca a Sud
Zuckerberg non è solo. Anche i co-fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, hanno recentemente acquistato costose proprietà nel sud della Florida, consolidando la reputazione della regione come “backup” della Silicon Valley. Indian Creek rimane uno dei luoghi più esclusivi del Paese, perfetto per dirigenti che preferiscono che la loro privacy e le loro tasse siano ugualmente protette.
Ironia della sorte, Zuckerberg è stato visto trascorrere più tempo anche con l’ex presidente Donald Trump a Mar-a-Lago. Nel frattempo, la proposta referendaria della California mira a imporre una tassa una tantum del 5% sui miliardari per finanziare programmi sociali. In risposta, i ricchi donatori hanno già versato milioni nelle campagne per opporvisi.
Il risultato? Meno miliardari da tassare e un conto più salato per chi resta. Un classico esempio di eterogenesi dei fini in economia.








You must be logged in to post a comment Login