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LA GESTIONE DELLA LAGARDE? UN FALLIMENTO. PAROLA DI DRAGHI

 

 

Un Working Paper di Mario draghi per il “Gruppo dei 30” mette in luce molte contraddizioni dell’attuale politica monetaria della BCE. Sappiamo che la signora Lagarde è un puro politico con conoscenze di economia minime, come sottolineano le sue enormi gaffe comunicative, prima fra tutte “La BCE non ha come finalità la limitazione degli spread” dello scorso marzo. Però salta all’occhio che l’intervento della Banca centrale sul debito corporate e sul sistema economico europeo sia solo il pallido riflesso di quanto ottenuto dalla FED negli USA.

Iniziamo da Draghi: nel suo working paper viene  sottolineare come l’intervento della BCE sulla liquidità d’azienda abbia portato alla sopravvivenza non solo delle imprese “Zombie”, cioè che normalmente non potrebbero pagare gli interessi sul proprio debito ( EBIT negativo), m anche delle imprese “Vampiro”, cioè che presentano una redditività operativa negativa (EBITDA negativo) e che quindi sopravvivono anche nella propria attività tipica solo distruggendo risorse. Sono aziende che, in una situazione normale di mercato, fallirebbero per lasciare spazio a iniziative più efficienti. Del resto a che serve il mercato, se non a selezionare le aziende più efficienti? Una situazione normale, attenzione, è anche quella in cui i lavoratori sono tutelati dallo stato sociale nella transizione e le strutture vengono inglobate da altre realtà, non quella in cui rimane un deserto industriale…

LA Lagarde ha investito moltissimo nel  debito corporate. circa 272 miliardi di euro, da 185 giä inestiti ad iniyio anno. Per fare una comparazione la FED con il CCF ha Investito nel debito Corporate, delle grandi aziende, solo 14 miliardi di dollari.

Praticamente 8,5 % di tutto il debito delle grandi aziende europee è in mano alla BCE. Non va bene, non va assolutamente bene, soprattutto perchè crea una pericolosa droga: se molte di queste aziende hanno EBIT, se non addirittura EBIDTA negativi, cosa succederà il giorno in cui la BCE non dovesse più comprare il loro debito, magari a tassi negativi o quasi? Praticamente abbiamo ridotto il settore corporate europeo ad una sorta di grnde drogato di aaiuto monetaria, socializzandolo. Stiamo marciando verso il socialismo reale, ma nelle mani dell’ipercapitalismo.

quindi l’economia europea a livellò di grandi aziende si avvia ad essere una sorta di soviet , senza neanche la copertura Ideologica di Marx, anzi nel nome del capitalismo più sfrenato. Perchè queste società inefficienti poi impediranno la crescita delle medie piccole che dovrebbero sostituirle.

Cosa consiglia Draghi per risolvere questa situazione ?

  • Irrobustimento del sistema finanziario;
  • un targetizzazione degli aiuti a livello settoriale, non a pioggia su tutti, con l’identificazione di settori strategici da salvare ed altri no;
  • quindi un uso più produttivo delle risorse affidandosi ad expertise privato per aumentare l’efficienza delle aziende e puntare sull’efficientamento verde.

I primi due punti sono interessanti, ma non conclusivi: un sistema finanziario e creditizio robusto sono sempre preferibili ad uno traballante, e una definizione dei settori strategici da aiutare e su cui concentrare gli investimenti è necessario. Il terzo punto sinceramente appare un po’ contradditorio: prima di tutto non sarebbe meglio, a questo punto, affidarsi ad un meccanismo di gestione della ristrutturazione aziendale guidata (vedi IRI delle origini). Inoltre gli investimenti “Green”; un Must a Bruxelles, sono per loro natura poco economicamente premianti, soprattutto con il petrolio a 50 dollari al barile e si possono reggere solo con contributi pubblici e adeguata tosatura delle tasche dei cittadini.  Comunque non c’è dubbio: la Lagarde è stato un grande passo indietro rispetto a Draghi alla BCE.

 


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