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“La crisi dei Chip continuerà nel 2022”. Grave avvertimento da Taiwan

Il gigante dei chip  Semiconductor Manufacturing Co.  (TSMC) , con sede a Taiwan, ora avverte che la carenza globale di chip potrebbe estendersi fino al prossimo anno. TSMC non ha escluso la possibilità che vi sia un problema di  “overbooking o di creazione di magazzino”, ha riferito Bloomberg, ma il gigante dei chip ha dichiarato nella sua teleconferenza più recente che “la carenza continuerà per tutto l’anno e potrebbe essere estesa anche al 2022”.

La crisi per eccesso di domanda è presente ormai da mesi in questo settore Solo questo mese, fornitori come il principale produttore di chip del Giappone, Shin-Etsu Chemical Co. Ltd. hanno aumentato i prezzi tra il 10% e il 20%, secondo a Caixin, che ha riferito che i crescenti costi per le materie prime  e le interruzioni dell’offerta potrebbero essere una marea che continua a far salire i prezzi.

Il produttore di elettronica fine Jiangsu ha affermato che i suoi fornitori hanno aumentato i prezzi cinque volte dalla seconda metà del 2020. Gli aumenti hanno rappresentato un aumento totale compreso tra il 30% e il 40%, incluso un nuovo aumento del 10% entrato in vigore la scorsa settimana. I magazzini dell’azienda sono poi alla metà del livello normale di produzione, ha riferito Caixin.

Chi è dietro questa crisi? Abbiamo un problema cinese, per ora di consumi. Le vendite di smartphone in Cina erano aumentate a marzo del 67,7% nonostante l’offerta scarsa, il tutto certificato dalla China Academy of Information and Communications Technology. Inoltre anche l’industria automobilistica in Cina è tornata ai livelli pre-pandemici, e le autovetture, soprattutto ibride o elettriche, sono grandi utilizzatori di chip al silicone, come sappiamo dalla crisi di fornitura negli USA.

Le aziende del settore non stanno ferme. TSMC sta investendo pesantemente per aumentare la propria capacita produttiva:

Anche gli utili dell’azienda di Taiwan sono cresciuti quasi in modo esponenziale

Per quanto gli investimenti possano essere veloci nella realizzazione dei chip, allo stesso tempo non possono far aumentare la capacità produttiva in modo istantaneo. Comunque c’è un ritardo e questo sta portando al’esplosione dei prezzi.

La situazione attuale presenta due pericoli, estremamente diversi:

  • dal punto di vista economico si può creare un eccesso, paradossalmente, d’investimenti attuali che in futuro può portare ad un calo dei prezzi dei chip stessi, con un orizzonte temporale di medio periodo. Se i chip sono una commodity, come il petrolio, rischiano di seguirne i cicli boom bust;
  • dal punto di vista politico si incrementa il pericolo che la Cina decida di aumentare la produzione dei propri semiconduttori semplicemente annettendo il maggior produttore mondiale, Taiwan. Le tensioni politiche potrebbero crearsi sulla base di fattori economici.

 

 

 


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