Attualità
La Cina si prepara a un Inverno che potrebbe mettere in crisi la sua Rete Elettrica. Carbone e Gas ancora indispensabili
Cina: Rete Elettrica a Rischio Crack. L’Inverno Freddo riabilita Carbone e Gas (e la Russia ringrazia) Pechino si prepara a una domanda record. Le rinnovabili non bastano a coprire i picchi: il sistema torna ad affidarsi alle vecchie centrali termiche per non restare al buio.

La Cina si sta dirigendo verso l’inverno con la prospettiva di un nuovo record nell’utilizzo di energia elettrica. I funzionari di Pechino hanno già lanciato l’allarme: sia il carico elettrico che la domanda giornaliera di gas sono destinati a stabilire nuovi massimi storici. La National Development and Reform Commission (NDRC) ha comunicato che la stagione del riscaldamento durerà più a lungo quest’anno.
Cosa significa questo nel mondo reale, al di là degli annunci sulla transizione verde? Significa che si brucerà più carbone e si immetterà più gas nel mix energetico. Pechino afferma che il sistema è pronto, sbandierando 230 milioni di tonnellate di carbone in stock — sufficienti per circa 35 giorni — ma l’esperienza dell’ultimo anno ha dimostrato quanto la rete possa diventare nervosa e instabile alla prova dei fatti.
Ottobre: il mese della verità
I dati di ottobre offrono una fotografia perfetta delle contraddizioni energetiche del Dragone. La generazione di energia è aumentata di quasi l’8% rispetto all’anno precedente, spinta da una situazione meteorologica bizzarra:
Le province meridionali stavano ancora raffrescando le case con l’aria condizionata.
I residenti del nord avevano già acceso i riscaldamenti.
Chi ha coperto questo picco di domanda? Non l’eolico o il solare, che non sono stati all’altezza della situazione. Alla fine, è stato il vituperato carbone a farsi carico della maggior parte del lavoro pesante.
Settembre, invece, aveva raccontato una storia diversa, dimostrando l’estrema volatilità del sistema: l’idroelettrico era forte, la domanda complessiva più debole e la produzione termica era scesa di oltre il 5%.
La costante è l’instabilità
L’unica certezza nel sistema energetico cinese attuale sembrano essere le oscillazioni violente. Da un lato ci sono enormi aggiunte di capacità rinnovabile, dall’altro una flotta a carbone che viene richiamata in servizio ogni volta che il tempo cambia o le rinnovabili non “collaborano”.
Anche la domanda di gas è in aumento. Con i carichi di riscaldamento che subiranno un’impennata, la Cina si appoggerà pesantemente su gas e carbone per superare la stagione. È interessante notare la dinamica delle importazioni:
Le importazioni di GNL (Gas Naturale Liquefatto) sono ancora inferiori rispetto a due anni fa.
La produzione interna di gas è aumentata.
La Russia sta inviando volumi maggiori tramite gasdotto.
Il mix invernale, quindi, finirà per dipendere da qualunque cosa il “parco programmabile” (leggi: fossile) riesca a gestire in quella specifica settimana.
Le rinnovabili: utili, ma capricciose
Le energie rinnovabili aiutano, ma solo quando decidono di cooperare. Quest’anno non sono state prevedibili: l’idroelettrico è stato forte in alcuni mesi e debole in altri, mentre l’eolico è stato estremamente incostante. Pechino sostiene che i nuovi collegamenti di trasmissione dovrebbero appianare il peggio, ma le ultime settimane hanno mostrato i limiti fisici dell’infrastruttura.
Quando il sud raffredda ancora e il nord già riscalda, non c’è molto margine di manovra per spostare energia. Se le previsioni sono corrette, questo inverno sarà un altro promemoria di come la rete cinese, nel momento del bisogno, si appoggi ancora alle parti più vecchie e affidabili del sistema. La transizione è bella, ma al freddo si preferisce il carbone.
Domande e risposte
Perché la rete elettrica cinese è considerata a rischio questo inverno? La rete è sotto pressione a causa di una domanda record prevista sia per l’elettricità che per il gas. La concomitanza di fenomeni meteorologici (caldo al sud, freddo al nord) e l’imprevedibilità delle fonti rinnovabili (eolico e idroelettrico incostanti) riducono i margini di sicurezza. Nonostante le scorte di carbone, la volatilità del carico rende il sistema “nervoso” e suscettibile a blackout o razionamenti se la capacità di base non dovesse bastare.
Che ruolo gioca la Russia nella strategia energetica invernale della Cina? La Russia sta assumendo un ruolo sempre più centrale come fornitore di sicurezza energetica per Pechino. Mentre le importazioni di GNL via mare sono inferiori rispetto a due anni fa, la Cina sta compensando con un aumento della produzione interna e, soprattutto, con maggiori flussi di gas via gasdotto dalla Russia. Questo permette alla Cina di stabilizzare l’approvvigionamento senza dipendere eccessivamente dal mercato spot del GNL, soggetto a forti oscillazioni di prezzo.
Le energie rinnovabili non dovrebbero garantire l’autosufficienza? In teoria sì, ma nella pratica attuale mostrano limiti di affidabilità. L’articolo evidenzia come eolico e solare non siano riusciti a coprire i picchi di domanda di ottobre, costringendo il carbone a intervenire. La natura intermittente di queste fonti (“quando collaborano”) crea un disallineamento tra offerta e domanda immediata. Senza un sistema di accumulo o trasmissione perfetto, la rete deve ancora affidarsi alla generazione programmabile (fossile) per garantire la stabilità quando il meteo non è favorevole.









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