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LA CINA POTREBBE ALZARE ANCORA IL LIVELLO DELLO SCONTRO CON TRUMP

 

Cari amici,

l’altro ieri vi ho narrato come la Cina abbia deciso di includere la soia nei contro dazi verso gli USA, innalzando il livello della competizione, e questo ha avuto conseguenze  sui mercati mondiali, anche finanziari. La risposta di Trump è stata immediata, chiedendo di valutare dazi su altri 100 miliardi di dollari di import USA dalla Cina.

A questo punto però la Cina avrebbe un problema non secondario: non ci sono abbastanza esportazioni USA in Cina da poter colpire con i dazi, come mostra Zerohedge.

Quindi o la Cina viene a desistere, ponendo fine alla guerra, oppure deve portare la propria reazione su un livello completamente diverso, anche se , ovviamente, sempre economico.

Ecco alcune delle possibile contromosse cinesi:

  • una valutazione dello Yuan, come avvenne nel 2015, per poter assorbire le minori esportazioni, scaricando parzialmente lo shock sull’inflazione, ma recuperando nell’export;
  • può vendere parte delle proprie riserve in titoli di Stato USA, mettendo in difficoltà in Tesoro nel breve periodo, anche se si tratterebbe di una mossa autolesionista. Nel medio gli USA risponderebbero con una ripresa del programma di riacquisto dei titoli da parte della FED;
  • può bloccare l’offerta di servizi USA in Cina, settore nel quale vi è un forte surplus commerciale USA, da oltre 38 miliardi, su 56 miliardi di export a stelle e strisce;
  • può bloccare l’import di petrolio USA; nel  nuovo ordine mondiale gli USA sono esportatori di petrolio, grazie allo shale oil, e la Cina, maggior importatore, potrebbe rimandare indietro quello d’oltreoceano, riversandolo sul mercato mondiale;
  • la Cina potrebbe bloccare l’export di una serie di Terre Rare di cui è quasi esclusiva produttrice, come possiamo vedere da questa immagine 
  • Il blocco delle terre rare metterebbe in crisi nel breve termine gran parte dell’industria tecnologica USA, come quella legata ai processori, agli accumulatori, al solare, alla telefonia, proprio i settori che Trump vuole proteggere. Una mossa devastante , ma con quali conseguenze? Nel breve e medio sicuramente avremmo  una crisi industriale “Seventies style” con chiusura di fabbriche etc, ma, come avvenne per il petrolio, nel medio temine vi sarebbe il riavviamento di miniere chiuse un po’ in tutto il mondo  dal Canada, all’Australia, all’Africa e questo farebbe terminare il semi-monopolio cinese.

Insomma vedremo quali saranno le risposte cinesi ed a quale livello s porterà l’escalation.

 


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