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La Catalogna, tre cause, due conseguenze ed una cura per il separatismo regionale (di Marco Fabbri)

 

 

A più di due settimane dal golpe regionale catalano, camuffato con il nobile nome di “referendum
per l’indipendenza e l’autodeterminazione” e portato avanti da una rumorosa minoranza a discapito
della silenziosa maggioranza, mi sento in dovere di fare un analisi che va al di là della solita
comparazione tra spagnoli e catalani. Ho intenzione di analizzare quali sono stati i fattori che hanno
contaminato l’unità nazionale spagnola e come curarla
Per prima cosa analizziamo le cause. Se un gruppo di persone, seppur in minoranza è sceso in
piazza per chiedere il distaccamento del proprio territorio dallo stato-nazione, vuol dire che c’è un
malessere diffuso che gli ha fatto “venire a noia” l’unità nazionale. Ho individuato 3 cause che
hanno portato dei cittadini ad avere repulsione per la propria patria:

• Eccesso di libero mercato, veicolato dall’Unione Europea; troppo laissez-faire
nell’economia e nei servizi essenziali che vengono progressivamente privatizzati e che porta
il cittadino medio a vedere il proprio paese come un’istituzione lontana e matrigna, capace
solo di smantellare lo stato sociale e l’economia di stato.

• Eccesso di globalismo sociale, che con il mito del villaggio globale distrugge l’istituzione
base dello stato-nazione, la famiglia e annichilisce tutte le tradizioni, usi e costumi tipici di
uno stato indipendente.

• Eccesso di post-nazionalismo, conseguenza del globalismo sociale, che porta ad una
demonizzazione dell’orgoglio patriottico.

Questi tre eccessi si sono infiltrati negli stati-nazione europei, opportunamente inoculati
dall’Unione Europea e hanno portato a 2 conseguenze:

• Alcuni sono colpiti da una specie di Sindrome di Stoccolma in salsa europeista (o peggio
ancora mondialista), sono seriamente convinti che lo stato-nazione sia un problema e un
oggetto obsoleto e va presto smantellato e sostituito con un nuovo super stato.
• Altri sono convinti, anche loro in preda al delirio post-nazionalista, che l’istituzione dello
stato-nazione sia da smantellare. A differenza dei loro “colleghi” europeisti però credono
che la loro patria d’origine debba essere rimpiazzata da una piccola patria basata sul mito di
una lontana indipendenza perduta nei secoli e sull’utilizzo di una lingua ancestrale. Questo è
il caso della Slovenia e della Croazia nel 1991 e soprattutto, questo è il caso della
Catalogna.


A questo punto serve una cura a questa spinta disgregatrice che ha colpito la Spagna e potrebbe
colpire anche noi, con conseguenze drammatiche come in Jugoslavia dal ‘91 al ‘99. La soluzione a
questo problema non può che essere una sola: più Stato.
Per più stato non si deve intendere una vuota e vacua formula da nazionalisti, ma si intende che lo
Stato, nel pieno delle sue istituzioni deve intervenire in tutti i campi. Non come Rajoy che è
intervenuto, ma solo quando ormai la frittata era fatta. Per intervento si intende uno Stato che
garantisca servizi efficienti a partire dalla sanità e dall’istruzione a disposizione di tutti e che non si
affidi al privato.
Uno Stato che sia capace di intervenire nell’economia, statalizzandola evitando quindi l’ingordigia
dei grandi privati che creerebbero disparità a livello regionale, proprio com’è successo in
Catalogna. E qualora si verificassero delle disparità riguardo la ricchezza sociale, lo Stato deve
dirigere la propria economia. Esempio: il governo spagnolo sarebbe dovuto intervenire a suo tempo
evitando l’alta concentrazione di industrie nella Catalogna ed intervenire garantendone la
costruzione in altre regioni più povere come l’Andalusia, l’Estremadura e la Murcia, evitando così
l’alta disoccupazione in quelle regioni.
Uno Stato che non svenda i propri valori nazionali, la propria storia, cultura ed usi a discapito di una
posticcia unione europea che tende ad amalgamare tutto, annichilendo le differenze tra i popoli
europei e sostituendoli con un minestrone inodore, incolore e insapore.
E soprattutto non si dovrebbe concedere una così ampia autonomia ad una regione, troppa
autonomia sfocia sempre nel separatismo.
Quello che sta succedendo in Spagna potrebbe succedere anche nella Nostra Italia. Se vogliamo
evitare tutto questo le parole d’ordine sono: patriottismo, intervento statale nell’economia,
dirigismo, statalismo. Questa è l’unica cura o prepariamoci ad un ondata di separatismi che porterà
l’Europa ad un nuovo medioevo

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