Finanza

JPMorgan testa i mercati: perché Jamie Dimon sta piazzando 30 miliardi di debito LBO

Un’analisi chiara sulle mosse di JPMorgan: perché Jamie Dimon sta vendendo 30 miliardi di debito ad alto rendimento prima che il ciclo economico peggiori. Cos’è un LBO e quali sono i rischi reali per gli investitori in un mercato incerto.

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Jamie Dimon avverte da mesi che il ciclo del credito finirà, inevitabilmente, per deteriorarsi. Eppure, la sua banca sta per testare la reale propensione al rischio degli investitori. JPMorgan Chase & Co. si prepara infatti ad assistere diverse società nell’emissione di miliardi di dollari in junk bond (obbligazioni spazzatura) e prestiti a leva, con operazioni destinate a finanziare le acquisizioni di colossi come Electronic Arts Inc. e Sealed Air Corp.

A queste si aggiungeranno presto altre transazioni legate a fusioni e acquisizioni, tra cui quella dell’azienda di software Qualtrics International Inc. Solo queste tre operazioni sfiorano i 30 miliardi di dollari di debito.

I banchieri di JPMorgan che gestiscono queste operazioni hanno ascoltato bene le parole del loro CEO: alcune aziende stanno facendo “cose stupide” per aumentare la redditività, e individuare un solo “scarafaggio” nel mercato significa, di norma, che ce ne sono molti altri nascosti sotto il tappeto. Hanno anche ben presente lo scenario macroeconomico, segnato dalle tensioni belliche che spingono al rialzo il petrolio, dai timori di una nuova fiammata inflattiva e dallo sgonfiamento della bolla legata all’Intelligenza Artificiale, che ha depresso le valutazioni del settore software.

Nonostante tutto questo, si presentano sul mercato con la convinzione che gli investitori sapranno guardare oltre questi rischi. Ma di cosa stiamo parlando esattamente, e , soprattutto, perché JPMorgan ha tutta questa fretta di vendere?

Che cos’è il debito LBO (Leveraged Buyout)

Per i non addetti ai lavori, è utile un rapido ripasso. Un LBO, o Leveraged Buyout, è l’acquisizione di un’azienda utilizzando una quantità significativa di denaro preso in prestito (debito o “leva”) per coprire il costo dell’operazione. In pratica, i beni della società che viene acquisita vengono spesso usati come garanzia per i prestiti, e i flussi di cassa futuri della stessa azienda serviranno a ripagare il debito contratto.

Si tratta di debito ad alto rendimento, ma ad alto rischio. Se l’azienda acquisita va male o se i tassi di interesse salgono troppo, il castello di carte crolla.

Perché Dimon se ne vuole liberare

La risposta breve è: le banche d’affari non sono onlus, e il loro lavoro non è tenersi il rischio in pancia.

JPMorgan agisce qui da sottoscrittore. Prende l’impegno di finanziare l’operazione (incassando laute commissioni), ma il suo obiettivo primario è “sindacare” quel debito, ovvero spacchettarlo e rivenderlo il prima possibile a investitori istituzionali (fondi pensione, fondi hedge, gestori patrimoniali).

Jamie Dimon vuole liberarsi di questo debito proprio perché è coerente con la sua visione pessimistica. Se vedi nuvole nere all’orizzonte, l’ultima cosa che vuoi è trovarti con miliardi di prestiti illiquidi e ad alto rischio bloccati nel tuo bilancio. Meglio incassare le commissioni oggi e trasferire il rischio di insolvenza a chi è a caccia disperata di rendimenti. La recente crisi dei gestori di Debito Privato indica che ci sono delle nuvole all’orizzonte.

Il quadro delle operazioni in sintesi:

Società Settore Attrattiva per gli investitori Condizioni offerte
Electronic Arts (EA) Videogiochi Alta Sconto sul valore nominale (98,5 – 99 centesimi sul dollaro)
Sealed Air Corp. Imballaggi Alta Test di mercato iniziale
Qualtrics Int. Software Moderata/Bassa Difficoltà nel collocamento rispetto alle altre

La liquidità in cerca di casa

Perché qualcuno dovrebbe comprare questo debito in un momento simile? La risposta è nel principio dei vasi comunicanti della finanza. Esiste un afflusso di cosiddetta dry powder (polvere da sparo, ovvero liquidità pronta per essere investita). Ad esempio, due società di Elon Musk stanno rimborsando circa 17,5 miliardi di dollari agli investitori del debito. Questo denaro torna sul mercato e cerca disperatamente un impiego che offra un rendimento accettabile.

I grandi investitori istituzionali hanno bisogno di esposizione liquida e su larga scala. Davanti alla prospettiva che la guerra rallenti il mercato delle fusioni, molti preferiscono accaparrarsi subito i rendimenti offerti da aziende solide come EA, accettando di comprarne il debito a sconto, piuttosto che rimanere con la liquidità ferma a farsi erodere dall’inflazione.

In definitiva, JPMorgan batte il ferro finché è caldo. L’ambiente non sarà l’ideale, ma nel mondo finanziario avere la certezza del capitale conta più della perfezione. E Dimon, da banchiere navigato, sa che quando la musica si fermerà, è meglio aver già passato il cerino acceso a qualcun altro.

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