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Jobs Act: Se piace alla Germania allora c’è da preoccuparsi…

Germany's Chancellor Merkel smiles with Italy's Prime Minister Renzi during the Asia-Europe Meeting (ASEM) in Milan

L’approvazione di ieri alla Camera del famoso Jobs Act (onore a chi non ha votato questo obbrobrio liberal-€uropeista) oltre a mirare alla svalutazione del lavoro , come logica conseguenza dell’eurozona per il recupero di “competitività” nel mercato europeo che condivide una moneta unica e NON flessibile per l’Italia, ha anche lo scopo di deindustrializzare gradualmente il nostro Paese.
Questo provvedimento, oltre a non avere nessuna politica per la creazione di occupazione, (cosa comunque impossibile rimanendo dell’euro perchè presuppone distruzione domanda interna) è mirato all’erogazione di “sussidi” per chi perde il lavoro, nella quale proprio questo provvedimento rende facilmente licenziabile il lavoratore.
L’obbiettivo di creare meno occupati e più disoccupati “sussidiati” lascia intendere che vi è una volontà nel rendere l’Italia, un area deindustrializzata, annientando quindi un competitore scomodo per la Germania ed il “sussidio” servirà magari a comprare prodotti made in Germany senza più una concorrenza italiana…
Inoltre con Jobs Act i licenziamenti come detto, diventeranno più facili (abolizione art 18) quindi questo rappresenterà un incentivo per le acquisizioni straniere che non vogliono ostacoli normativi e soprattutto al fine di  stroncare la concorrenza italiana, il tutto magari mostrato dalla stampa e dalla politica europeista, come capacità di attrarre investimenti stranieri.
Questa spirale di: disoccupazione-sussidi-deindustrializzazione è avvenuta nella Germania Orientale a partire dal 1989 a seguito dell’annessione da parte dell’ Ovest iniziando dall’imposizione della sua moneta pesante all’Est fino alla creazione di un’agenzia governativa sempre dell’Ovest che ha liquidato praticamente tutte le imprese dell’Est, sussidiando successivamente i suoi ormai ex lavoratori i quali da lavoratori sono diventati esclusivamente “clienti” dei prodotti dell’Ovest tedesco in un area ormai deindustrializzata. La Germania Occidentale quindi ha eliminato per sempre il suo scomodo inquilino di casa.
In conclusione tornando al Jobs Act, questo rappresenta un regalo per la Germania, d’altra parte se Renzi ha ricevuto il via libera dalla Merkel per questo provvedimento sul lavoro anzi sul non lavoro, ovvio che ciò si tradurrà in un danno per l’Italia visto che siamo il loro competitor..

Art 1: L’Italia è una Repubblica “democratica” fondata sul lavoro a tutele crescenti…

 

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