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Analisi e studi

Italia: indici previsionali PMI manifattura in area contrazione. L’industria ha bisogno di qualcosa di diverso

L’indice previsionale manifatturiero italiano in calo per l’Italia. I segnali non sono buoni.

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Continua il clima economico non espansivo per l’industria italiana , e questo è mostrato dagli indici previsionali.  Un problema che colpisce comunque quasi tutta la UE, ma il nostro paese ne è particolarmente colpito.

Il PMI manifatturiero italiano è sceso a 46,6 nel mese di marzo 2025 da 47,4 in febbraio e al di sotto delle previsioni di 48.

La lettura ha mostrato che il settore manifatturiero italiano è rimasto bloccato in una fase di contrazione, ed è ora peggiorato per 12 mesi consecutivi.

I volumi di produzione sono diminuiti ancora una volta e al ritmo più rapido degli ultimi quattro mesi.

I nuovi ordini hanno continuato a diminuire a un ritmo netto e costante, mantenendo le aziende in modalità di riduzione.

Le imprese hanno cercato di ridurre le uscite, riducendo sia l’occupazione che la spesa per i fattori produttivi.

Sul fronte dei prezzi, sebbene le pressioni sui costi si siano leggermente attenuate, gli oneri di produzione sono stati aumentati per la prima volta in sette mesi, riflettendo i tentativi di proteggere i margini.

Ecco il grafico relativo:

Prezzi energetici alti e mancanza di domanda interna sono i principali problemi dll’industria italiana, il tutto poi peggiorato dalle attese per i dazi, che oggi dovrebbero diventare realtà.

Con le catene delle politicche economiche della UE si può fare ben poco e la politica di riarmo europea, così come studiata, non darà una spinta necessaria, e per troppo tempo ritardata, alla nostra industria.

Bisognerebbe cambiare registro, esattamente in direzione opposta rispetto a quella tenuta attualmente.


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