attualita' posted by

In risposta a Stefano Feltri, sui “benefici italiani” dell’ingresso nell’euro.

dollar-bill-166309_640

Stefano Feltri, responsabile economico del Fatto Quotidiano, sostiene che l’Italia avrebbe fatto un bell’affare  con l’ingresso nell’euro, tesi sostenuta nel 2003 dall’economista Luigi Spaventa, come riportato nel suo articolo .
Il motivo sarebbe che il nostro Paese, con la lira aveva alti costi di interessi sul debito pubblico, mentre con l’ingresso nell’euro questi si sono dimezzati.
A livello nominale, certamente gli interessi sul nostro debito erano più alti rispetto ad oggi, ma a livello reale no. L’autore non scrive che negli anni degli “alti tassi di interessi” la nostra inflazione era abbastanza alta e quindi questa ammortizzava di molto il costo reale del debito pubblico. Mentre oggi con un’Italia anzi un’Europa in deflazione il costo del debito si fa sempre più insostenibile, anche se abbiamo decennali Btp al 2.5%. E nonostante l’alta inflazione, anche quella a due cifre (importata causa crisi petrolifera) l’Italia vantava il primato mondiale di risparmi privati delle famiglie.
tasso-risparmio-1
Con la lira ed i tassi di interessi a due cifre si sentiva il termine default o fallimento Italia?
Inoltre l’articolo afferma che grazie alla moneta unica europea, le famiglie ed imprese hanno beneficiato di finanziamenti a basso costo, questo risulta vero per il discorso indebitamento famiglie, ma si è rivelato un’arma a doppio taglio, perchè il credito facile grazie all’assenza del rischio cambio per chi prestava, come probabilmente ammesso nell’articolo:“minore esposizione agli choc che colpiscono le monete deboli” ciò ha contribuito ad innescare il famoso “ciclo di Frenkel” ovvero soldi “facili” per finanziare le importazioni dei prodotti del Nord Europa da parte del Sud Europa, distruggendo di fatto le produzioni nazionali con la progressiva erosione di competitività che ha portato a saldi commerciali esteri negativi ed alti livelli di indebitamenti privati come in Spagna, la quale grazie a questi  finanziamenti “facili” provenienti dai paesi “virtuosi” ha visto esplodere una gigantesca bolla immobiliare. Proprio per la minore esposizione agli choc che colpivano le “monete deboli” le economie del sud Europa sono state drogate, fomentando attività di credito “creativo” ma in sostanza pericoloso da parte delle banche del nord Europa.
Cattura targetw32
Il grafico relativo ai saldi target 2 mostra chiaramente che grazie all’euro, quindi rimossi i rischi di svalutazioni dei cambi delle monete “deboli”, si è verificato una netta polarizzazione di crediti e debiti tra Nord e Sud Europa, con la Germania “Re dei creditori”.
Discorso a parte per le piccole e medie imprese italiane che a partire dalla crisi del 2008 fino ad oggi sono alle prese con il credit crunch, ovvero stretta creditizia bancaria, e gli LTRO della BCE sono serviti per l’acquisto di titoli di Stato da parte delle banche e non certo per finanziare le PMI e l’ultima asta di TLTRO mirati per i prestiti alle imprese si è rivelato un flop totale tanto che i mercati non hanno fiducia per la prossima asta di dicembre. Quindi affermare che grazie all’euro oggi le imprese si possono finanziare e a tassi bassi non sarebbe esatta.
Saccomanni-1-610x458CSC-credit-crunch-
E con la crisi del 2008 i debiti sovrani in pieno euro sono iniziati a salire in tutta Europa, sia per i costi pubblici dei salvataggi delle banche esposte con il sud Europa o meglio, quelle del sud indebitate con il Nord, sia per la speculazione dei mercati con i famosi spreads quando la BCE con la crisi greca fece capire che non avrebbe garantito sui debiti sovrani.
italy-government-debt-to-gdp greece-government-debt-to-gdp spain-government-debt-to-gdp
Pertanto quale sarebbero stati i benefici prodotti dall’euro che noi abbiamo sprecato? Per quelli che “il dividendo dell’euro” ricordo che i tassi di interessi erano bassi in tutto il mondo, per il fatto che i Paesi emergenti compravano quantità enormi di titoli di Stato, come la Cina, quindi la moneta unica non ha nessun merito, anzi…
In conclusione, nell’articolo di Feltri, viene appoggiato il ruolo della moneta unica come calmiere del costo del debito come salvezza dal sistema vigente  ai tempi della lira, ma l’indebitamento italiano dal 1981, anno del divorzio tra banca d’Italia e ministero del tesoro https://scenarieconomici.it/scandaloso-litalia-ha-pagato-3-100-miliardi-di-interessi-in-3-decenni-198-del-pil/ è simile all’attuale sistema della BCE (ovvero maggiori spese per interessi per mancanza di acquisti dei titoli di Stato da parte della banca centrale) con la differenza che l’Italia ha pagato in termini reali meno interessi rispetto ad oggi, grazie alla cara inflazione che oggi la rincorriamo disperatamente, trovandoci in piena deflazione che rappresenta il rischio serio per la sostenibilità dei debiti sovrani…
Ritornando al titolo dell’articolo sul Fatto Quotidiano “Euro o non euro? Promemoria del perchè ci siamo entrati”
Rispondo, a mio parere, che ci siamo entrati perchè la Germania non rivalutasse la sua moneta
Quindi i benefici ci sono stati sicuramente, ma non per l’Italia…

 

2

Comments are closed.

comments powered by Disqus
RSS Feed

Archivi

Ebuzzing - Top dei blog - Economia e finanza
Ebuzzing - Top dei blog