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Il vortice polare gela gli Stati Uniti: voli in tilt, ma il vero rischio è il collasso della rete elettrica nel Sud

Una storica tempesta di gelo sta bloccando 13.000 voli negli USA, ma il rischio maggiore è il collasso della rete elettrica nel Sud: milioni di persone rischiano di rimanere al gelo. Ecco i dati e le previsioni.

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Mentre le discussioni sui cambiamenti climatici dominano i salotti televisivi, la dura realtà meteorologica bussa alle porte del Nord America sotto forma di un’imponente irruzione del vortice polare. Gli Stati Uniti si trovano in queste ore ad affrontare la tempesta invernale “Fern”, un evento di proporzioni eccezionali che sta investendo oltre 200 milioni di persone, dalle Montagne Rocciose meridionali fino al Nord-Est.

Il fenomeno meteorologico è nato da una rara e pericolosa combinazione: un “fiume atmosferico” carico di umidità che si è scontrato violentemente con un blocco di aria artica. Il risultato è un congelamento rapido e brutale, con temperature che sfidano i record storici e paralizzano l’economia della nazione.

La paralisi logistica: un colpo all’economia aerea

Il primo, immediato effetto di questa ondata di gelo è il blocco quasi totale del traffico aereo, un’infrastruttura vitale per il commercio e la mobilità degli Stati Uniti. I principali hub aeroportuali si stanno preparando a condizioni di ghiaccio “catastrofiche” e ad accumuli di neve che renderanno impraticabili le piste per tutto il fine settimana.

Ad oggi, oltre 13.000 voli sono stati ritardati o cancellati, con un danno economico che si preannuncia nell’ordine dei miliardi di dollari, considerando l’effetto a cascata sul commercio e sul turismo. Le compagnie aeree hanno già emesso deroghe di viaggio per oltre 110 scali.

Ecco un quadro riassuntivo delle condizioni previste nei principali snodi aeroportuali:

Aeroporto (Codice)Temperatura Minima PrevistaPrevisione Neve/GhiaccioLivello di Impatto
Chicago O’Hare (ORD)-23°C (-10°F)Neve leggera, ma percezione vento -45°CGravi ritardi a terra
New York (JFK/LGA)-12°C (10°F)Da 25 a 45 cm di neveCancellazioni massive
Atlanta (ATL)-5°C (23°F)Da 1 a 2 cm di ghiaccioAlto rischio chiusura
Dallas/Fort Worth (DFW)-9°C (16°F)2-5 cm neve + grosso strato di ghiaccioOltre 48h sotto zero
Boston (BOS)-15°C (5°F)Da 30 a 45 cm di neveBlocco totale operazioni
Oklahoma City (OKC)-14°C (7°F)Da 45 a 55 cm di neveNeve da record

Il dramma infrastrutturale: il Sud rischia il blackout

Se il Nord-Est, abituato a gestire nevicate imponenti (la cosiddetta “snow-maggedon” con accumuli fino a 60 cm sugli Appalachi), riuscirà in qualche modo a riprendersi, la vera criticità strutturale riguarda il Sud degli Stati Uniti. Qui il problema non rischia di limitarsi al settore del volo, ma di estendersi drammaticamente al settore elettrico.

Come i nostri lettori sanno, la rete elettrica statunitense soffre di decenni di sotto-investimenti. Le linee del sud, pensate per gestire i picchi di calore estivo con l’uso dei condizionatori, non sono assolutamente predisposte per le temperature abbondantemente sotto lo zero che stanno arrivando da nord. Con il congelamento delle centrali e la caduta dei cavi appesantiti dal ghiaccio, c’è il rischio oggettivo di un blackout esteso. Senza contare che perfino i gasdotti, non preparati a queste temperature come accade in Canada, rischiano di avere dei problemi.

Rimanere senza energia elettrica con temperature esterne così rigide, unito al fatto che le abitazioni del Sud non hanno isolamenti termici adeguati, significa veder letteralmente gelare le persone, con rischi elevatissimi per la salute pubblica. Il Servizio Meteorologico Nazionale ha già avvertito che il congelamento della pelle può avvenire in soli 5-10 minuti laddove il vento fa percepire i -50°C, ma se sparisce l’energia le temperature sottozero possono realizzarsi anche in casa.

Il fallimento della programmazione

Dal punto di vista economico e tecnico, stiamo assistendo al classico fallimento di una visione di breve periodo. Risparmiare sull’adeguamento climatico delle reti elettriche (il cosiddetto weatherization che i tecnici invocano da anni), genera oggi un costo sociale ed economico infinitamente superiore. Un approccio keynesiano, basato su investimenti pubblici infrastrutturali robusti, avrebbe evitato o mitigato questo scenario.

In questo contesto di grave emergenza, le autorità raccomandano ai cittadini e ai viaggiatori di:

  • Evitare gli spostamenti non essenziali: le strade ghiacciate del Sud sono trappole mortali per chi non ha pneumatici adeguati.

  • Monitorare lo stato dei voli: prima di recarsi in aeroporto, verificare le cancellazioni e sfruttare i voucher per riprogrammare.

  • Prepararsi ai blackout: accumulare scorte di acqua, cibo non deperibile e fonti di calore alternative, ma sicure.

  • Proteggere le tubature: lasciare scorrere un filo d’acqua per evitare la rottura delle condutture domestiche.

La tempesta Fern passerà, ma il conto da pagare per l’inadeguatezza infrastrutturale resterà ancora una volta sulle spalle dei cittadini americani.

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