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Il PIL è una delusione di Gian Sebastiano

 

 

 

 

 

 

pil II q 2015

Malgrado la congiuntura internazionale favorevole: svalutazione dell’euro sul dollaro e aumento domanda americana, calo del prezzo del petrolio e sopratutto il QE della BCE (politica monetaria espansiva) seguito da un calo vistoso dello spread (tassi di finanziamento sul debito) l’Italia conquista un misero +0,2% di PIL rispetto al primo trimestre 2015. Si conferma  quindi una NON ripresa e  italiana e permanenza in una situazione di stagnazione, cosa ovvia visto che la disoccupazione aumenta e che questa è l’ultima a diminuire in seguito solo ad una crescita sostenuta del pil. Deludenti anche il dati sul pil di Francia e Germania, sopratutto per quest’ultima che dall’introduzione dell’euro ha potuto rubare quote di mercato ai suoi paesi competitori, impoverendoli (beggar thy neighbour ) cosa che ora si rivela un boomerang per l’economia tedesca.  In sostanza, le deboli crescite delle principali economie dell’eurozona,  malgrado i fattori internazionali favorevoli, citati sopra, lasciano capire che la ripresa è solo un bluff se si perseguono le politiche che sono la diretta logica di questa unione monetaria. Inoltre  basta un minimo cambiamento in negativo relativo alla situazione internazionale per far colare a picco l’intera eurozona proprio perché questa non ha gli strumenti per gestire una crisi, o meglio può solo tassare, tagliare e ridurre i salari. Per adesso si balla sulla nave che sta affondando lentamente… peril peso di una disoccupazione crescente.

Di Gian Sebastiano

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