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Il piano USA per aggirare la censura europea: cos’è e come funziona Freedom.gov

Washington sfida le regole europee su web e social con “Freedom.gov”, un portale istituzionale dotato di VPN per permettere agli utenti di accedere ai contenuti bloccati in Europa

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Washington si prepara a lanciare la sua sfida alla sovranità digitale del Vecchio Continente. Il Dipartimento di Stato americano sta infatti sviluppando un portale online, destinato a far discutere, concepito per consentire agli utenti in Europa e in altre regioni di accedere a contenuti bloccati dai rispettivi governi.

Il progetto ruota attorno al dominio Freedom.gov. L’obiettivo dichiarato da Washington  è fornire uno strumento istituzionale per contrastare la censura e promuovere la libertà digitale. Secondo indiscrezioni riportate originariamente dall’agenzia Reuters, i funzionari statunitensi starebbero valutando l’implementazione di una funzione VPN (Virtual Private Network) integrata. Questa tecnologia permetterebbe di far figurare il traffico degli utenti come proveniente direttamente dagli Stati Uniti, garantendo l’anonimato e impedendo il tracciamento delle attività sul sito. A guidare l’iniziativa, che avrebbe dovuto essere presentata alla recente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, è il Sottosegretario per la Diplomazia Pubblica, Sarah Rogers.

Il sottosegretario Sarà B. Rogers, fonte Wikipedia

Se il portale dovesse diventare pienamente operativo, le tensioni con le autorità del Vecchio Continente sarebbero assicurate. Le normative europee impongono infatti alle piattaforme social e web la rimozione tempestiva di contenuti classificati come incitamento all’odio, propaganda estremista o disinformazione. L’amministrazione Trump ha fatto della difesa della libertà di espressione, in particolare per le voci conservatrici online, un pilastro della propria politica estera, entrando in rotta di collisione con l’approccio regolatorio di Bruxelles.

Lo scontro sulla governance tecnologica: USA vs UE

Per comprendere la portata di questo scontro, è utile confrontare i due modelli in gioco:

Caratteristica Modello Unione Europea Modello Stati Uniti (Amministrazione Trump)
Priorità Normativa Controllo e rimozione dei contenuti illegali/dannosi Difesa assoluta del Primo Emendamento e libertà di espressione
Gestione Contenuti Regole stringenti per le piattaforme (es. blocco disinformazione) Opposizione alle restrizioni, considerate una soppressione del dibattito politico
Strumenti Sanzioni economiche per chi non rimuove i contenuti Promozione di strumenti elusivi (come VPN) per superare i blocchi locali

La presenza di una pagina ufficiale del governo americano con un VPN incluso sarebbe uno strumento che renderebbe inutil le forme di censura preventiva e di identificazione personale delle connessioni che molti paesi europei vorrebbero mettee in atto. Certo, potrebbero bloccare l’accesso a questo sito, ma sarebbe un atto ostile diretto contro gli USA e contro la libertà da spiegare agli elettori.

Il Dipartimento di Stato, attraverso un portavoce, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, negando l’esistenza di un programma mirato specificamente contro l’Europa, ma ha ribadito che la promozione di strumenti per la privacy resta una priorità assoluta di Washington.

Al momento, il dominio freedom.gov, registrato a gennaio, mostra solo una pagina di base con un modulo di accesso. Resta da capire se e quando gli USA decideranno di forzare la mano, ponendosi nella singolare posizione geopolitica di incoraggiare i cittadini europei ad aggirare apertamente le leggi dei propri Stati.

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