Cina

Il “Passo del Tempo” di Merz a Pechino: tra citazioni di Schiller e un Deficit commerciale che galoppa, un viaggio deludente?

Friedrich Merz a Pechino tenta il difficile reset con Xi Jinping: tra l’ordine record per Airbus e un deficit commerciale da 90 miliardi, la Germania cerca di salvare la sua industria.

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Di fronte all’imponente scenario della Città Proibita, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha scelto la poesia. Citando i “Detti di Confucio” di Friedrich Schiller, ha ricordato che il futuro giunge esitante mentre il presente vola via come una freccia. Una metafora calzante per la sua prima visita ufficiale in Cina: un viaggio segnato da un’urgenza economica quasi drammatica, ma i cui risultati concreti sembrano muoversi con la lentezza dei secoli imperiali.

In un momento in cui l’economia tedesca cerca faticosamente di riemergere da due anni di recessione, Merz è volato a Pechino con una missione chiara: resettare i rapporti con il primo partner commerciale della Germania. Tuttavia, tra la retorica della “partnership strategica globale” e la realtà dei numeri, il divario resta profondo, quasi quanto il deficit commerciale che separa le due potenze.

Un equilibrismo necessario (e pericoloso)

Accompagnato da una delegazione di trenta capitani d’industria — inclusi i vertici di giganti come Volkswagen e BMW — Merz ha cercato di gestire un equilibrismo politico non indifferente. Da un lato, la necessità vitale di mantenere aperto l’immenso mercato cinese; dall’altro, la pressione di Washington e la consapevolezza che la dipendenza strategica da Pechino è diventata un fianco scoperto.

Il Presidente Xi Jinping ha accolto il Cancelliere con il consueto pragmatismo, sottolineando come, in un mondo sempre più turbolento, Pechino e Berlino debbano rafforzare la “fiducia reciproca”. Parole che suonano bene nei comunicati ufficiali, ma che si scontrano con i dati della bilancia commerciale: il deficit tedesco verso la Cina è quadruplicato dal 2020, raggiungendo la cifra monstre di 90 miliardi di euro (circa 106 miliardi di dollari) solo l’anno scorso.

Merz è stato diretto: “Questa dinamica non è sana”. Il riferimento è alle sovrapproduzioni cinesi che inondano il mercato europeo, sostenute da sussidi che Berlino (e Bruxelles) considerano distorsivi della concorrenza. Il problema è che, su questo campo, non ha ottenuto nulla: la Cina continuerà ad avere un surplus commerciale enorme e a deprimere l’industria europea.

I risultati della visita: Airbus e poco altro

Se guardiamo ai risultati tangibili, il bottino della missione appare magro, specialmente se confrontato con i recenti successi diplomatici del britannico Keir Starmer o del canadese Mark Carney. Mentre Londra e Ottawa sono tornate a casa rispettivamente con 12 e 8 accordi bilaterali, Berlino ne ha formalizzati solo cinque, peraltro in settori che potremmo definire “periferici” rispetto al cuore del problema industriale.

Ecco i documenti firmati durante l’incontro con il Premier Li Qiang:

  • Clima e Transizione Verde: prosecuzione degli sforzi congiunti per la decarbonizzazione.
  • Sanità Animale: cooperazione nella prevenzione delle malattie e protocollo sui prodotti avicoli.
  • Sport: accordi di collaborazione per il calcio e il tennistavolo (un classico della diplomazia cinese).

L’unico vero “colpo” commerciale è l’ordine cinese per 120 velivoli Airbus. Un risultato significativo, certo, ma che va letto nel contesto geopolitico attuale: con i nuovi dazi minacciati dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti, per la Cina scegliere il produttore europeo era quasi un obbligo strategico per fare pressione su Boeing e, indirettamente, su Washington.

La spina nel fianco: Ucraina e Sicurezza

Sul piano della geopolitica pura, Merz ha tentato di spendere il peso della Germania chiedendo alla leadership cinese di esercitare la propria influenza sulla Russia per porre fine alla guerra in Ucraina. Tuttavia, il silenzio di Pechino su questo punto è stato assordante. Nonostante il “riavvicinamento inaspettato” celebrato da alcuni media tedeschi, la Cina non sembra intenzionata a spostarsi di un millimetro dalla sua posizione di neutralità pro-russa, lasciando Merz senza successi diplomatici da rivendere sul fronte della sicurezza europea.

Il miraggio degli investimenti e la realtà del “De-risking”

Mentre Merz visitava Hangzhou, polo dell’alta tecnologia e sede di aziende come Unitree Robotics e Siemens Energy, il tema del “de-risking” (la riduzione dei rischi strategici) aleggiava sopra ogni discussione. Il Cancelliere ha invitato le aziende cinesi a investire in Germania, ma ha anche ricordato che i controlli sulle esportazioni di chip e terre rare imposti da Pechino l’anno scorso hanno lasciato ferite aperte nella catena di fornitura tedesca.

Indicatore Economico Situazione 2020 Situazione 2025/2026
Deficit Commerciale Tedesco ~22 Mld € 90 Mld €
Partner Commerciale n. 1 Cina Cina
Strategia Industriale Integrazione De-risking (Cautela)

Un viaggio di transizione, verso quale meta

La visita alla Città Proibita e l’omaggio a Schiller offrono l’immagine di una Germania che cerca di mantenere un dialogo culturale e civile, ma che fatica a trovare la chiave per riequilibrare un rapporto economico diventato asimmetrico. Se la Cina vede nella Germania una sponda per evitare l’isolamento dai mercati occidentali in vista dello scontro con Trump, la Germania vede nella Cina un mercato indispensabile ma sempre più ostile ai propri prodotti storici (come l’auto termica) e impermeabile alle altre produzioni tedesche,, che quindi vede l’Europa come un puro mercato dove scaricare l’enorme surplus commerciale.

Merz tornerà in Europa con 120 Airbus in più sul taccuino degli ordini, ma con la consapevolezza che il “passo del tempo” sta correndo a favore di Pechino, e che la Germania non ha il coraggio, o la capacità, di reagire. Senza una vera riforma della competitività interna e una vera ridefinazione delle priorità europee, la Germania rischia di rimanere, come nel verso di Schiller, “eternamente immobile” in un passato di gloria industriale che il presente sta velocemente consumando.

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