Economia
Il Paradosso progressista e la vittoria dei Conservatori nel lungo periodo
La questione della natalità sta diventando centrale a livello globale. Scopri perché la sinistra progressista tende a ignorare il problema e come questo possa, paradossalmente, favorire un futuro più conservatore. Analisi e dati sui rischi economici e sociali.

La questione della natalità, a lungo considerata un tema di nicchia e appannaggio esclusivo della destra conservatrice, sta rapidamente assumendo una centralità globale. Non si tratta più solo di un allarme lanciato da ideologi, ma di una preoccupazione concreta per economisti e governanti. Il recente calo del tasso di natalità nel Regno Unito, sceso ai minimi storici, si inserisce in un quadro che vede la stessa tendenza in paesi come Stati Uniti, Francia, Italia e decine di altre nazioni industrializzate. Le conseguenze economiche di una popolazione che invecchia, con un conseguente rallentamento dell’innovazione e una maggiore pressione sui sistemi di welfare, sono ormai sotto gli occhi di tutti.
La cosa curiosa è che c’è una parte della società che continua a rimanere reticente sul tema: la sinistra progressista. Per i progressisti, la preoccupazione per i tassi di natalità è intrinsecamente legata a posizioni conservatrici, che implicano una limitazione delle libertà individuali, un arretramento dei diritti delle donne e un’adesione a modelli sociali superati. Inoltre, molti sostengono che meno persone sul pianeta significhino anche meno emissioni e, di conseguenza, un beneficio per l’ambiente.
I progressisti sono responsabili del declino demografico?
L’analisi dei dati, tuttavia, suggerisce un quadro più complesso e paradossale. La narrazione secondo cui la preoccupazione per la natalità sia un problema puramente di destra non regge alla prova dei fatti. Anzi, è possibile che, lasciando il tema in mano ai conservatori, i progressisti stiano involontariamente spianando la strada a un futuro più conservatore e meno atteno a prospettive woke.
I progressisti hanno fatto proprie le spinte alla riduzione del CO2 e forse, anche influenzate da questo, hanno ridotto la propria fecondità, in modo voluto o non voluto. Questo nel breve ridurrà magari l’impronta carbonica, ma da un lato, con il tempo, i conservatori prevarranno numericamente, dall’altro una società più vecchia è anche meno innovativa, anche dal punto di vista energetico. I progressisti stanno auto-distruggendosi, e con questo distruggono anche le loro battaglie, che siano rilevanti o meno.
Disparità nei tassi di natalità
Questo ci porta alla seconda parte del paradosso progressista. Diversi studi recenti indicano che il disinteresse della sinistra per il calo delle nascite sta probabilmente spingendo le società in una direzione più conservatrice. L’assunto secondo cui i tassi di natalità stanno crollando in modo uniforme non è corretto. Dagli Stati Uniti all’Europa, le persone che si identificano come conservatrici continuano ad avere quasi lo stesso numero di figli che avevano decenni fa. Il calo è schiacciante e si concentra in modo sproporzionato tra coloro che si collocano a sinistra.
Questo, in effetti, sta spingendo la politica di ogni successiva generazione più a destra di quanto non sarebbe stata altrimenti. Sebbene sia vero che i bambini non ereditino interamente le posizioni politiche dei genitori e che ogni generazione successiva sia storicamente più liberale della precedente su questioni sociali, è anche ben consolidato che i valori dei figli sono fortemente influenzati da quelli dei genitori. Un divario crescente nel tasso di natalità tra destra e sinistra rallenterà quel nastro trasportatore che favorisce il progressismo, con il rischio che le società e i politici diventino meno liberali e meno preoccupati per l’ambiente di quanto non sarebbe stato altrimenti.
Il risultato è un’ironica vittoria per la destra: essa è riuscita a convincere la sinistra che parlare di famiglia e bambini fosse un tema a loro precluso. I progressisti, invece di preoccuparsi di aggiungere nuove impronte di carbonio, dovrebbero invece considerare di dare al mondo le persone che inventeranno le tecnologie e che eleggeranno i governi necessari per raggiungere l’obiettivo di “zero emissioni nette”. Invece i progressisti si interessano di wokism, di LGBTQ+ , di estremismo femminista e di aborto spinto. Tutte cose che sicuramente non aiutano la crescita demografica.

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