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IL MORALE DEI CONSUMATORI TEDESCHI AL MINIMO. CHE FARA’ LA BCE

 

 

L’indice di fiducia dei consumatori GfK tedeschi raggiunge un minimo a partire dal 2017. Si tratta di un valora particolarmente basso, influenzato dall’andamento mondiale e dalle incertezze economiche e che ha una ricaduta sull’economia reale.

Il valore 9,7 è preoccupante perchè accompagnato da una bassa propensione agli acquisti da parte dei consumatori, caduta ad un minimo da 4 anni, passando da 53,6 a 43,7. Questa forte caduta sembra indicare un prossimo calo negli acquisti da parte dei consumatori tedeschi.

Questi dati sono accompagnati a dati poco entusiasmanti sul tasso di crescita francese:

Il secondo trimestre del PIL francese è cresciuto solo dello 0,2%, un valore basso che non vedevamo dallo scorso luglio. Anche questo un dato non brillante.

I dati austriaci mostrano un andamento simili, con un minimo di crescita negli ultimi 4 anni, ed addirittura la Svezia mostra una crescita negativa:

Sono dati un contrasto con la crescita, leggermente superiore alle attese, degli USA, dove si è comunque avuto un tasso di crescita del PIL del 2,1% spinto da consumi privati e spesa pubblica. In Europa manca la spinta dei consumi e della spesa pubblica, quindi i risultati sono ovvi.

La mancanza di una politica fiscale adeguata richiederà una dose extra di politica monetaria espansiva, ancora più distorsiva della precedente, naturalmente sempre che la Corte Costituzionale tedesca, fra oggi e domani, non emetta una sentenza in senso opposto, ritenendo illegittimo il QE e quindi bloccando ogni possibilità di politica economica.

Una bella situazione.

 

 


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