Finanza

Il lato oscuro del credito cooperativo tedesco: il caso Volksbank Brawo e i rischi per l’economia reale

Oltre 400 società controllate tra cui palestre, pizzerie e ville a Maiorca. L’istituto tedesco non ha ancora presentato il bilancio 2024 e finisce sotto osservazione. I rischi per l’economia e per le imprese.

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Se siete tra coloro che immaginano il sistema bancario tedesco come un inossidabile monolite di rigore prussiano, forse è il caso di rivolgere lo sguardo verso la Bassa Sassonia. Qui, nel cuore industriale della Germania, la Volksbank Braunschweig Wolfsburg (Brawo) sta dimostrando come anche i modelli apparentemente più solidi possano celare fragilità strutturali degne di un romanzo finanziario, come riporta Handlesblatt.

Non parliamo di un piccolo istituto di provincia. Con 6.500 dipendenti, ricavi annui per 400 milioni di euro e il secondo posto per dimensioni nel mondo cooperativo tedesco dopo colossi come DZ Bank, la Brawo è un attore di primo piano. Eppure, a inizio 2026, l’istituto non ha ancora presentato un bilancio consolidato certificato per il 2024. Il motivo ufficiale? Complicazioni legate alla liquidazione di Jitpay, una start-up di logistica acquisita e poi chiusa nell’ottobre 2025. Una giustificazione che, nei corridoi della finanza di Francoforte, solleva ben più di un sopracciglio.

Un modello di business “creativo”

Ciò che preoccupa maggiormente gli analisti non è solo il ritardo contabile, ma l’architettura stessa dell’istituto. Mentre le banche cooperative (le storiche Volks- und Raiffeisenbanken) nascono per sostenere l’economia locale, le piccole e medie imprese e le famiglie, la Brawo ha sviluppato una galassia di oltre 400 società controllate e partecipate.

Le attività di questa banca rasentano il surreale per un istituto di credito tradizionale:

  • Immobiliare di lusso: Sviluppo di ville esclusive con vista mare sull’isola di Maiorca tramite la controllata Blueorange. Una banca che investe direttamente nell’immobiliare si espone a un rischio improprio.
  • Intrattenimento e ristorazione: Proprietà del “Hugo’s Pizza-Bar-Lounge”, locale alla moda di Monaco di Baviera noto per le pizze al tartufo e le feste esclusive. Solo per la pizz al tartufo meriterebbe la chiusura, ma una banca non dovrebbe gestire locali pubblici, ancorché di lusso.
  • Sport e benessere: Controllo del gruppo Fitnessland con 27 palestre, oltre a sponsorizzazioni pesanti nel calcio (Eintracht Braunschweig) e nel tennis. Se la sponsorizzazione calcistica ha giustificazioni di marketing, queste non sono presenti per il controllo di una catena di palestre.

Tabella 1: Confronto dei Modelli Bancari

Caratteristica Volksbank Tradizionale Volksbank Brawo
Area di operatività Regionale / Locale Nazionale e Internazionale (es. Spagna)
Focus del credito PMI locali, mutui residenziali Sviluppo immobiliare, Venture Capital
Partecipazioni Limitate, funzionali al business Oltre 400 (Ristoranti, palestre, birrerie)
Governance Diffusa, legata al territorio Fortemente accentrata (CEO in carica dal 2006)

La governance del “Re Sole”

Al vertice di questa struttura siede dal 2006 Jürgen Brinkmann. Definito da molti colleghi del settore come un “Re Sole” fuori tempo massimo, Brinkmann incarna una gestione personalistica che mal si concilia con gli standard di governance moderni. A destare ulteriore imbarazzo è la presenza della moglie del CEO nel ruolo di co-amministratrice del ramo ristorazione del gruppo, una scelta che la banca difende parlando di “tutela degli interessi degli azionisti”, ma che evidenzia un preoccupante cortocircuito nei controlli interni.

La banca si difende sostenendo di avere ampie riserve occulte nel settore immobiliare e un’esposizione creditizia sotto i limiti di guardia (170 milioni di euro per singolo affidamento). Tuttavia, l’associazione di categoria BVR (l’ente di tutela delle banche cooperative) ha già classificato la Brawo come “caso di prevenzione”, mettendola di fatto sotto stretta osservazione.

La fragilità del sistema e le ricadute sull’economia tedesca

Il caso Brawo non è un fulmine a ciel sereno. Negli ultimi due anni, il sistema cooperativo tedesco ha dovuto salvare cinque istituti iniettando circa 1,5 miliardi di euro, spesso a causa di investimenti immobiliari azzardati.

Da un punto di vista strettamente macroeconomico, e con un approccio keynesiano, questa situazione rappresenta un grave rischio di misallocation del capitale. Quando una banca regionale drena liquidità dai depositi locali per finanziare ville a Maiorca o pizzerie a Monaco, sottrae risorse vitali all’economia reale del proprio territorio. Il Mittelstand, l’ossatura delle PMI tedesche, fa storicamente affidamento su queste banche per finanziare l’innovazione e la transizione industriale.

Se la Brawo dovesse subire una stretta regolamentare severa o un declassamento, le ricadute sarebbero repentine:

  1. Contrazione del credito (Credit Crunch): La necessità di ricapitalizzare o coprire le perdite porterebbe a una drastica riduzione dei prestiti alle aziende sane della Bassa Sassonia.
  2. Effetto contagio sulla fiducia: Il sistema delle banche cooperative si basa sulla solidarietà interna. Un salvataggio oneroso della Brawo eroderebbe i fondi di garanzia del BVR, diminuendo la capacità del sistema di assorbire futuri shock.
  3. Frenata degli investimenti: In un momento in cui l’industria tedesca necessita di massicci capitali per affrontare la crisi energetica e tecnologica, il blocco di un attore che muove miliardi di euro si tradurrebbe in un moltiplicatore negativo per la crescita regionale e, a cascata, nazionale.

Il rigore tedesco, a quanto pare, non abita più in filiale. E il conto di questa spregiudicatezza, come spesso accade, rischia di essere pagato dall’economia reale.

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