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Il “Grande Fratello” Green colpisce in Germania: Toyota e Lexus spengono il riscaldamento a distanza per decreto
In Germania una norma anti-inquinamento costringe Lexus e Toyota a disattivare via software il pre-riscaldamento delle ibride. I clienti restano al freddo e senza rimborsi: è la prova della vulnerabilità delle auto moderne controllate da remoto.

Immaginate di svegliarvi in una gelida mattina berlinese, pronti ad affrontare la giornata. Prendete il vostro smartphone, aprite l’app della vostra costosa auto ibrida per attivare il pre-riscaldamento – una funzione che credevate di aver pagato profumatamente al momento dell’acquisto – e trovate una sorpresa. Non un guasto tecnico, ma un messaggio che vi informa che il comfort è stato sacrificato sull’altare della burocrazia climatica.
È esattamente quello che è successo a Stephan P., un lettore del quotidiano Bild, e a oltre 100.000 proprietari tedeschi di Toyota e Lexus. Un clic centralizzato, e il caldo è sparito. Benvenuti nella nuova era dell’auto connessa, dove la proprietà è un’illusione e la demagogia ambientale comanda. La funzione serviva anche a togliere il gelo dai vetri dell’auto prima di salirvi.
Il fatto: l’ambiente prima del cliente
La vicenda è tecnica, ma le implicazioni sono squisitamente politiche ed economiche. Toyota, casa madre di Lexus, ha disattivato da remoto la funzione di “pre-condizionamento” per i veicoli ibridi e a combustione tradizionale in Germania.
Il motivo? La legislazione tedesca. Secondo il portavoce di Toyota, Ralph Müller, i legislatori considerano l’accensione del motore termico per scaldare l’abitacolo a veicolo fermo come un’inutile emissione di gas nocivi e un funzionamento del motore al minimo, pratica vietata.
Ecco la distinzione tecnica che ha fatto scattare la tagliola:
- Veicoli Elettrici (BEV) e Plug-in: Possono continuare a usare la funzione perché il riscaldamento è alimentato dalla batteria ad alto voltaggio.
- Ibridi Full e Motori Termici: Per scaldare l’abitacolo devono accendere il motore termico. Risultato? Funzione bloccata via software.
Il paradosso burocratico
Qui la situazione scivola nel ridicolo, o meglio, nel tipico paradosso della regolamentazione europea. Toyota, per evitare multe agli utenti e proteggere l’ambiente (o meglio, proteggersi legalmente), ha spento tutto. Ma qual è l’alternativa proposta dalla casa giapponese?
L’installazione aftermarket di un riscaldatore ausiliario tradizionale (tipo Webasto). Il portavoce Müller ammette candidamente l’assurdità della situazione: questa soluzione è legale, ma aggiunge 10 kg di peso all’auto e non dispone dei sofisticati sistemi di depurazione dei gas di scarico presenti nel motore moderno del veicolo, ma comunque brucia carburante.
In sintesi: per rispettare la legge “Green”, si spinge l’utente a installare un dispositivo più pesante e potenzialmente più inquinante, purché burocraticamente accettabile. Una logica perfettamente coerente con la mentalità tedesca ed europea.
La vulnerabilità dell’auto connessa
Al di là del disagio termico, questa vicenda apre uno scenario inquietante, che su queste pagine denunciamo da tempo. L’auto moderna, iper-connessa e dipendente dal software della casa madre, non è più un bene di vostra esclusiva proprietà. È un servizio soggetto a revoca.
Oggi vi tolgono il riscaldamento perché “inquina troppo” da fermo. E domani? Ecco cosa ci insegna questo caso:
- Fragilità contrattuale: Toyota si difende citando i termini di servizio, dove si specifica che le “funzioni gratuite” dell’app possono essere sospese. Nessun rimborso, nessun risarcimento, nemmeno un tagliando omaggio per il povero Stephan P., che ora dovrà comprare una scopa per togliere il ghiaccio dal parabrezza della sua Lexus LBX, oppure un riscaldatore interno.
- Controllo remoto statale: Se un’azienda può disattivare una funzione per adeguarsi a una norma sul minimo del motore, cosa impedirà in futuro di spegnere l’intera auto se avete superato la vostra “quota CO2” mensile o se la vostra auto è considerata troppo vecchia per circolare in una determinata zona?
Ci stiamo dirigendo verso un mondo in cui la tecnologia, invece di liberarci, diventa lo strumento perfetto per l’applicazione capillare e immediata di qualsiasi capriccio legislativo.
I clienti Lexus, che hanno pagato per un bene di lusso, si ritrovano trattati come sudditi. Forse non è un caso se qualcuno inizia a guardare con nostalgia alle vecchie Golf serie III: niente connessione, niente app, niente aggiornamenti OTA, ma la certezza che, se giri la chiave, la macchina parte e fa quello che dici tu. Finché ce lo lasceranno fare. Poi non stupiamoci se i cittadini non comprano auto nuove.
Domande e risposte
Perché Toyota ha disattivato il riscaldamento a distanza sulle auto ibride? La decisione deriva dalla necessità di conformarsi alle normative tedesche (e potenzialmente di altri paesi europei) che vietano di tenere il motore acceso al minimo quando l’auto è ferma, considerandolo un inutile inquinamento ambientale. Poiché negli ibridi non plug-in il riscaldamento richiede l’accensione del motore termico, la funzione è stata ritenuta incompatibile con la legge.
I proprietari delle auto coinvolte riceveranno un risarcimento? No. Toyota ha specificato che la funzione di pre-climatizzatore tramite app è considerata un “servizio gratuito” aggiuntivo. I termini di servizio prevedono la possibilità che tali funzionalità vengano sospese o interrotte. Di conseguenza, la casa produttrice ha respinto le richieste di compensazione, sconti o interventi in garanzia avanzate dai clienti insoddisfatti.
Esiste un modo legale per riscaldare l’auto prima di partire in Germania? Sì, ma è paradossale. È ancora legale utilizzare riscaldatori ausiliari indipendenti (installati after-market) che bruciano carburante per scaldare l’abitacolo senza accendere il motore principale. Toyota stessa suggerisce questa alternativa, ammettendo però che questi dispositivi aggiungono peso al veicolo e hanno sistemi di filtraggio dei gas di scarico spesso inferiori a quelli del motore dell’auto stessa.









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