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IL GOVERNO DELLA REPRESSIONE: ADDIO FORFETTARIO

 

Un governo che si pone come nemico di qualsiasi attività economica perchè vista con sospetto di evasione fiscale non poteva che vedere il regime semplificato, forfettario, dei minimi come un nemico giurato, perchè permetteva, e permette ancora ora, la sopravvivenza di molte partite IVA con un carico burocratico minimo e senza grossi rischi di ritorsione da parte dei vari persecutori fiscali. Il fatto di essere “Semplice” e “Forfettario” poneva un patto utile per entrambe le parti: tu , partita IVA, accetti di dichiarare quello che dico io sul fatturato ed io, Stato, non ti rompo le scatole. Questo negli ultimi 6-8 mesi aveva permesso un notevole aumento dell’occupazione nella sua componente di lavoro autonomo. Lo stato incassava soldi , sotto forma di tasse e contributi previdenziali, in modo semplice ed impegnano al minimo le proprie risorse per i controlli.

Dato che era una mossa logica e conveniente non poteva che essere nemica dell’attuale governo. Come riporta il Sole il governo pensa ad una semplice, sconvolgente ed inutile modifica del regime dei forfettari: non saranno più forfettari, ma analitici. questo significa che il patto alla base del forfettario viene a cadere. Ora la partita IVA cercherà di detrarre il massimo possibile, per dichiarare meno, ed l’Ufficio delle Entrate avrà il diritto di perseguirla con i propri accertamenti, sempre stressanti, costosi per entrambe le parti e che non è detto portino dei risultati positivi.

Perchè passare dal forfettario all’analitico? Semplicemente perchè si considera ogni singola partita IVA un nemico da distruggere. La mossa non ha nessuna altra ragione logica se non un disprezzo per chi tenta di sopravvivere in proprio, fatto confermato poi da tutto il costrutto di questa finanziaria regressiva e rinunciataria.


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