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Il Giappone sceglie la spesa: il trionfo della Takaichi lancia il “Takaichi Trade”. Yen debole, borse su e stimoli in arrivo
Giappone, la supermaggioranza di Takaichi accende i mercati: in arrivo massicci stimoli fiscali che spingono le borse e affossano lo Yen, mentre Wall Street offre supporto.

Se c’era bisogno di un segnale chiaro dai mercati asiatici per l’apertura della settimana, questo è arrivato forte e chiaro da Tokyo. Lo Yen oscilla, ma la direzione sembra segnata, mentre le borse asiatiche si preparano a festeggiare. Il motivo? La vittoria schiacciante, definita “storica”, del Primo Ministro Sanae Takaichi alle elezioni giapponesi.
Secondo quanto riportato dalla NHK, il Partito Liberal Democratico (LDP) ha ottenuto da solo una supermaggioranza dei due terzi alla Camera Bassa (465 seggi). Un risultato che non è solo numerico, ma squisitamente politico ed economico: spiana la strada a quella che i mercati hanno già battezzato come la “Takaichi Economics”, ovvero una nuova, massiccia ondata di stimoli fiscali.
Intanto lo Yen si sta indebolendo:
Il “Takaichi Trade”: Debito, Stimoli e Borse
Per chi segue le dinamiche macroeconomiche, il copione è noto, ma sempre affascinante. La vittoria della Takaichi viene letta dagli investitori come un via libera all’espansione del bilancio. Nonostante il debito pubblico giapponese sia già imponente, il mandato elettorale è stato chiaro: spendere per sostenere la crescita, come ha già affermato la stesa Takaichi.
La reazione dei mercati si sta cristallizzando in tre movimenti principali, che potremmo definire il “Takaichi Trade”:
- Indebolimento dello Yen: La prospettiva di una politica fiscale ultra-espansiva, accompagnata da una politica monetaria che dovrà necessariamente accomodarla, mantiene la valuta giapponese sotto pressione. Lo Yen debole, si sa, è musica per le orecchie dei grandi esportatori del Nikkei.
- Rally dell’Azionario: I futures sugli indici asiatici, inclusi Australia e Hong Kong, indicano aperture in rialzo. Gli investitori scommettono che gli stimoli fiscali si tradurranno in utili aziendali, estendendo il “risk-on” (la propensione al rischio) globale.
- Pressione sui Titoli di Stato (JGB): L’unica nota dolente, se così vogliamo chiamarla, è per i detentori di obbligazioni. Più stimoli significano più emissioni di debito, e questo sta mettendo sotto pressione i prezzi dei bond giapponesi, con conseguente rialzo dei rendimenti.
Jason Wong, stratega della Bank of New Zealand, ha sintetizzato bene il concetto: “Takaichi ha ottenuto un forte mandato per portare avanti la sua agenda politica. Questo rafforza le prospettive per uno Yen debole e pressione sui JGB a lungo termine”.
Il contesto globale: Wall Street tira la volata
Non è solo una questione giapponese. L’ottimismo asiatico è alimentato anche dalla chiusura positiva di Wall Street di venerdì scorso. L’S&P 500 ha guadagnato circa il 2%, spinto da dati sulla fiducia dei consumatori migliori del previsto e da un rimbalzo tecnico che ha favorito i titoli ciclici a discapito dei tecnologici.
Tuttavia, la settimana entrante non sarà priva di insidie. Negli Stati Uniti, l’attenzione si sposterà su un calendario macroeconomico intasato, complice il parziale shutdown governativo del mese scorso che ha fatto slittare diverse pubblicazioni. Occhi puntati sui Payroll di gennaio (mercoledì) e sui dati dell’inflazione (venerdì). Al momento, le probabilità che la Fed tagli i tassi il mese prossimo sono stimate sotto il 20%, con i tassi fermi nel range 3,5%-3,75%.
Altri fronti: Thailandia e Materie Prime
Mentre il Giappone vira decisamente verso lo stimolo, anche la Thailandia sembra cercare stabilità. I risultati elettorali indicano che il partito al governo, Bhumjaithai, è in pole position per formare una coalizione, garantendo quella continuità politica che i mercati emergenti, e le relative valute, tendono ad apprezzare.
Infine, uno sguardo alle materie prime: attenzione al ferro. I principali porti dell’Australia occidentale sono stati chiusi e le navi rinfusiere allontanate a causa dell’avvicinarsi di un ciclone tropicale nella regione del Pilbara, cuore pulsante delle operazioni minerarie e di gas. Un evento che potrebbe creare volatilità sui prezzi nelle prossime sedute.
In sintesi, la settimana si apre all’insegna del rischio e della spesa pubblica. Il Giappone ci ricorda ancora una volta che, quando l’economia rallenta, la risposta politica è sempre la stessa: aprire i cordoni della borsa. E ai mercati, per ora, va bene così.








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