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Il gas nel Mediterraneo come scudo: la strategia energetica e geopolitica di Mitsotakis
La Grecia firma storici accordi per il gas naturale nel Mediterraneo: il premier Mitsotakis trasforma l’energia in uno scudo contro le minacce esterne, garantendo sicurezza nazionale, entrate per lo Stato e autonomia europea, mentre vara riforme su lavoro e welfare.

Come riportato dal quotidiano greco Protothema, il Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis (leader di Nuova Democrazia, PPE) ha delineato, nel suo consueto resoconto domenicale, una traiettoria economica ed energetica di estremo interesse per la Grecia e per l’intera architettura di sicurezza europea. L’asse portante di questa visione non è solo la legittima ricerca dello sviluppo industriale, ma l’uso strategico delle risorse naturali come vero e proprio baluardo per la sicurezza nazionale in uno scacchiere mediterraneo sempre più turbolento.
Idrocarburi: sovranità, deterrenza e Ppragmatismo fiscale
Il governo ellenico ha recentemente siglato intese cruciali con il consorzio Chevron–Helleniq Energy, concedendo i diritti esclusivi per l’esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi nelle aree marittime a sud del Peloponneso e di Creta. Dal punto di vista macroeconomico, l’operazione rappresenta un vero manuale di pragmatismo: lo Stato greco si assicura circa il 40% dei profitti in caso di scoperta e produzione di giacimenti, ma senza dover impiegare un solo euro di spesa pubblica in queste fasi esplorative ad alto rischio. Un approccio che permette di massimizzare le future entrate statali proteggendo i bilanci correnti, liberando così risorse preziose per il welfare e la spesa anticiclica.
Le parole del Primo Ministro sono inequivocabili e tracciano un perimetro netto attorno alle acque greche: “Stiamo finalmente utilizzando attivamente le potenziali riserve di gas naturale nel quadro di alleanze strategicamente importanti che mettono in risalto la nostra posizione geopolitica nella regione più ampia, garantendo al contempo la nostra sicurezza contro chi mette in discussione i nostri diritti sovrani”.
Il messaggio, rivolto senza troppi misterismi ai vicini più inquieti del Mediterraneo Orientale, trasforma le trivelle in strumenti di diplomazia dura. Lo sfruttamento del gas a Creta e nello Ionio (dove le prime esplorazioni nel “Blocco 2” sono previste a inizio 2027) cessa di essere una mera questione commerciale, ma assurge a strumento di deterrenza. Per Mitsotakis, l’energia è l’alfabeto con cui scrivere la sicurezza nazionale.
Non Solo Gas: Lo Stato Interviene tra Lavoro, Welfare e Diplomazia
L’agenda di Atene, tuttavia, non si esaurisce nelle profondità marine. Il resoconto domenicale illustra un governo che si muove su più fronti per modernizzare l’infrastruttura statale e il mercato del lavoro, intervenendo chirurgicamente laddove il libero mercato, lasciato a se stesso, mostra le proprie inevitabili crepe. L’esecutivo dimostra di non voler rinunciare alla programmazione, ma di volerla attuare con strumenti moderni:
- Geopolitica e commercio globale: Gli incontri bilaterali a Nuova Delhi con Narendra Modi mirano a consolidare il Corridoio Medio Oriente-India-Europa (IMEC). La Grecia sfrutta abilmente la sua geografia per candidarsi a porta d’accesso dell’Indo-Pacifico verso i mercati europei, supportata dall’apertura di due nuovi consolati a Mumbai e Bangalore entro il 2026. Si passa da porta della Cina a quella dell’India, che però porta anche collegamente militari e strategici.
- Mercato del lavoro e sburocratizzazione: Il lancio di ERGANI II è una piattaforma digitale volta a ridurre il peso burocratico per le imprese abolendo la modulistica cartacea, ma è allo stesso tempo pensata per aumentare la trasparenza e la protezione per i lavoratori, che ora possono monitorare in tempo reale la propria posizione contrattuale. Vedremo se funzionerà.
- Economia sociale e tutela del credito: Spicca l’intervento statale mirato per la risoluzione dei prestiti in franchi svizzeri. Questa misura offre conversioni in euro a tasso fisso e un taglio del debito (haircut) fino al 50% per tutelare i ceti più vulnerabili, salvando 50.000 debitori e prevenendo una crisi microeconomica, ma senza gravare sulle casse pubbliche. A questo si aggiunge l’espansione su scala nazionale del programma “Tate di Quartiere”, un sussidio diretto per sostenere la natalità e le famiglie.
- Riforme Istituzionali e Istruzione: L’estensione del voto postale per i greci all’estero in vista delle elezioni del 2027, con una circoscrizione speciale per la diaspora che incentivi il “brain regain”, e l’istituzione di una Scuola Superiore di Arti dello Spettacolo per colmare una lacuna storica nell’istruzione pubblica, valorizzando il patrimonio culturale nazionale. Il voto postale, come sappiamo, è spesso uno strumento di manovra e di frode, ma i greci all’estero sono veramente molti.
- Infrastrutture e Controllo della Spesa: Il rinnovo del parco mezzi pubblici con autobus elettrici a Salonicco e il nuovo tram al Pireo si accompagnano a un rigoroso controllo sui conti. L’auditing sulle frodi nei sussidi sociali (OPEKA) dimostra che lo Stato sociale keynesiano necessita di legalità per stare in piedi.
La sintesi di queste manovre restituisce l’immagine di uno Stato che fa lo Stato: regola, protegge le fasce deboli e usa i grandi capitali privati esteri per blindare i propri confini, ma mantenendo ben saldo il timone della direzione economica nazionale. Ovviamente queste sono le premesse di Mitzotakis, bisogna vedere se riuscità a metterle in pratica. Però l’esaltazione dell’importanza del gas naturale prodotto internamente è un segnale fortissimo per un’Europa confusa sul tema energetico. Chissà se un giorno vedremo sfruttato anche il gas naturale nel nostro mar Ionio, magari per rilanciare l’industria in Puglia e Calabria…







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