Seguici su

EconomiaEnergiaMaterie prime

Il Dottor Rame si mette il camice: prezzi record tra svalutazione del dollaro e fame di IA

Il rame tocca i 13.000 dollari: tra dazi USA, boom dei data center per l’IA e svalutazione del dollaro, ecco perché il “Dottor Copper” anticipa una nuova era per l’economia globale.

Pubblicato

il

Mentre l’attenzione mediatica si concentra solitamente sull’oro, bene rifugio per eccellenza dei tempi incerti, o sull’argento, il suo cugino più volatile, c’è un altro metallo che sta mandando segnali inequivocabili dai mercati internazionali. Parliamo del rame, il “Dottor Copper“, così chiamato perché è l’unico metallo con una laurea in economia: il suo andamento, storicamente, è in grado di diagnosticare lo stato di salute della produzione industriale globale con una precisione che farebbe invidia a molti analisti di Wall Street.

Oggi il “Dottore” ci dice che la febbre è alta. I prezzi sul Comex hanno toccato il record di 6,20 dollari per libbra, con una certa tendenza verso il 6,3, mentre al London Metal Exchange (LME) si è sfondata la barriera dei 13.000 dollari per tonnellata. Ecco un grafico da Tradingeconomics:

Non si tratta solo di speculazione finanziaria, ma di una tempesta perfetta che unisce geopolitica, svalutazione monetaria e una trasformazione tecnologica che ha fame, anzi bulimia, di materia prima.

Perché il rame non è l’oro (e perché è meglio)

A differenza dell’oro, che brilla nelle casseforti delle banche centrali come difesa contro l’inflazione, il rame deve essere “sporcato”. Viene trafilato, fuso, inserito in cavi elettrici e trasformato in componenti industriali. Se l’oro riflette la paura, il rame riflette la crescita — o almeno il tentativo di essa.

Attualmente, tre fattori stanno spingendo questa corsa senza freni:

  • L’elettrificazione e l’Intelligenza Artificiale: I data center per l’IA sono dei veri e propri “mostri” di rame. Un singolo impianto hyperscale può richiedere fino a 50.000 tonnellate di metallo rosso. Se a questo aggiungiamo le infrastrutture per i veicoli elettrici, la domanda appare strutturalmente superiore all’offerta.

  • Shock dell’offerta e Geopolitica: Le difficoltà estrattive in Cile e Indonesia, unite alle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump negli USA, hanno creato un imbuto. I dazi sulle importazioni di rame raffinato spingono gli acquirenti americani all’accaparramento preventivo, riducendo la liquidità fisica sul mercato globale.

  • Svalutazione del dollaro: Con un biglietto verde meno tonico, le materie prime denominate in dollari tendono naturalmente a salire di prezzo, attirando capitali alla ricerca di asset reali in un mondo di carta moneta sempre più abbondante.

Un mercato in tensione: i numeri della corsa

Per capire l’entità del fenomeno, guardiamo i dati recenti della crescita dei prezzi nel 2025 e l’inizio del 2026:

Mercato / MetalloPerformance 2025Prezzo Corrente (Gen 2026)
Rame (LME)+40%$13.000 / tonnellata
Rame (Comex)+40%$6,20 / libbra
Previsione Q4 2026$11.000 / tonnellata (stima Goldman Sachs)

Questa tabella ci mostra una realtà evidente: siamo in una fase di rally che molti definiscono insostenibile. Goldman Sachs, con il pragmatismo che la contraddistingue, ipotizza una correzione verso la fine dell’anno, legata proprio alle decisioni finali di Washington sui dazi. Se l’incertezza tariffaria dovesse calare, anche la frenesia dell’accumulo potrebbe sgonfiarsi.

Tra reale e finanziario

Il paradosso del rame è che, mentre segnala una forte domanda industriale, il suo prezzo eccessivo rischia di strozzare la stessa crescita che ne alimenta il valore. Un rame troppo caro rende la transizione energetica e il potenziamento delle reti elettriche  estremamente onerosi. Questo porta alk rinvio dei progetti di espansione ad un futuro in cui le cose saranno più chiare e magari l’offerta più abbondante.

Inoltre, la volatilità attuale suggerisce che una componente di “frenesia da asset fisici” stia contagiando il mercato. Gli investitori, scottati da anni di politiche monetarie espansive, cercano rifugio in tutto ciò che ha un peso e una dimensione fisica. Il rame, in questo senso, è diventato il compagno di viaggio di oro e argento, ma con una differenza fondamentale: senza rame, la modernità si ferma. Nulla nega che magari questa frenesia possa spostarsi anche su altri asset.

Il “Dottore” ha emesso il suo verdetto: l’economia mondiale sta cambiando pelle, spostandosi verso l’elettrificazione totale, ma il prezzo da pagare — letteralmente — è molto alto. Resta da vedere se il sistema industriale riuscirà a reggere questi costi o se dovremo attendere una frenata brusca per riportare i piedi (e i prezzi) per terra.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento