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IL DECRETO ECONOMICO APRILE (CHE USCIRA’ A MAGGIO): TECNICISMO, MA POCHE NOVITA’ e qualche brutta sorpresa…

Abbiamo avuto occasione di dare un occhio alla bozza del famoso “Decreto economico aprile”, quello che sarebbe dovuto uscire circa due settimane fa e che, invece, di rimando in rimando, uscirà adesso a maggio. Quindi avremo il colpo di genio del “Decreto aprile” con il mese che dura sino a Maggio. Contento Conte, contenti tutti.
Fatta questa premessa , Conte ha promesso mari e monti, ma cosa c’è di nuovo veramente? Ad occhio il 70% è costituito dalla prosecuzione delle misure già prese nell’ambito della Cassa Integrazione e dei 600 euro per le partite IVA, che viene prolungato di un altro mese. Qualche novità c’è:
- Reddito di Emergenza (REM) da 400 a 800 euro, la cui crescita dipende dal numero di persone del nucleo famigliare. Si tratta di una forma residuale che dovrebbe coprire, per 3 mesi, quelle figure che sono rimaste fuori dal dal reddito di cittadinanza,dai 600 euro, in varie forme, o dalla cassa integrazione. Un modo per non obbligare tutti coloro che facevano dei lavoretti temporanei a dichiararsi evasori totali per prendere i 600 euro;
- un extra sino a 1000 euro (che sostituisce i 600 euro) per i professionisti che abbiano avuto un calo del fatturato di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo del 2019.
- una serie di misure per il terzo settore e per i lavoratori domestici, rimasti esclusi dalle norme precedenti
Però viene anche l’amaro. La sospensione dei versamenti dei contributi e delle imposte viene a proseguire fino a giugno, ma poi il non versato dovrebbe essere versato in una sola rata o in quattro rate mensili, a partire da luglio. Quindi chi appena sta uscendo dalla crisi si troverebbe a dover pagare doppi contributi per 4 mesi. Alla faccia dell’aiuto alla ripresa, sarebbe invece una bella pugnalata.
Ora quella che abbiamo visto è una bozza, ma, come le proposte precedenti, è una specie di contentino, di elemosina prolungata. Il rilancio economico è tutto ancora da vedere. Alla fine sono solo degli aggiustamenti secondari. L’esatto opposto di quello di cui avrebbe bisogno l’economia nazionale.
