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Il Crepuscolo di Merz: la Germania tra immobilismo e crisi di fiducia
Germania al bivio: il Cancelliere Merz tocca il minimo storico di consensi (21%) mentre l’industria frena a causa dei costi energetici e del conflitto in Iran. L’AfD vola al 25% tra i timori per fisco e pensioni.

Di fronte ai numeri dell’ultimo Deutschlandtrend, la domanda non è più se il governo di Friedrich Merz sia in difficoltà, ma se esista ancora una Germania capace di credere nel proprio futuro. A meno di un anno dal suo insediamento nel maggio 2025, il Cancelliere “di ferro” sembra essersi arrugginito prematuramente sotto il peso di una realtà economica che non fa sconti e di una coalizione, quella tra CDU/CSU e SPD, che pare aver smarrito la bussola del pragmatismo.
Un Record di sfiducia: Merz al minimo storico
I dati pubblicati da ARD sono implacabili: l’84% degli intervistati si dichiara insoddisfatto dell’operato del governo. È un primato negativo che pesa come un macigno, specialmente perché la flessione non risparmia nemmeno i leader. Merz crolla al 21% dei consensi (-8), seguito a ruota dal vice-cancelliere Lars Klingbeil (SPD), che precipita al 18%.
Ma cosa è andato storto? L'”Epoca delle riforme” promesso da Merz si è trasformato in un inverno di paralisi politica. Il timore di scontentare l’elettorato prima delle elezioni regionali in Baden-Württemberg e Renania-Palatinato ha portato il governo a mettere i remi in barca, proprio quando la tempesta richiedeva una navigazione decisa.
L’Economia in ostaggio: tra Iran e deindustrializzazione
La Germania non è più la locomotiva d’Europa; oggi è un gigante stanco che cerca di non scivolare ulteriormente. Dopo tre anni di recessione e uno di stagnazione, l’industria tedesca — cuore pulsante del Paese — continua a contrarsi, delocalizzando produzione e posti di lavoro.
A peggiorare un quadro già fosco è intervenuto lo scenario geopolitico. Il conflitto in Iran ha polverizzato i timidi segnali di ripresa, riportando lo spettro dell’inflazione energetica. In questo contesto, l’approccio keynesiano che molti invocano per sostenere la domanda si scontra con una sfiducia strutturale: il 70% dei cittadini non crede che il governo sia in grado di raddrizzare la barra economica.
Le Forze in Campo: il sorpasso dell’AfD?
Se si votasse oggi, la Grosse Koalition (GroKo) sarebbe un lontano ricordo. Le percentuali raccontano una Germania polarizzata:
| Partito | Consenso Attuale | Variazione |
| CDU/CSU | 26% | -2% |
| AfD | 25% | +2% |
| Verdi | 14% | +1% |
| SPD | 12% | -2% |
| Linke | 10% | +1% |
L’ascesa dell’AfD, ormai a un incollatura dai conservatori, riflette un malessere profondo. Al tempo stesso, l’elettorato chiede soluzioni radicali sulla pressione fiscale: il 76% dei tedeschi sarebbe favorevole a un alleggerimento per i redditi medio-bassi compensato da una maggiore tassazione per i più abbienti. Un segnale chiaro: la giustizia sociale non è un optional quando il potere d’acquisto evapora.
Riforme e previdenza: la sfida demografica
Il nodo gordiano resta la previdenza. Con una popolazione che invecchia rapidamente, il sistema attuale è insostenibile. Il governo propone di abolire lo Splitting fiscale per i coniugi, cessando la divisione dei redditi fra marito e moglie a scopo fiscale, portando quindi a un aumento indiretto della tassazione. Merz e Klingbeil poi puntano sulla facilitazione del riconoscimento delle qualifiche straniere (misura approvata dal 74% dei cittadini per contrastare la carenza di manodopera). Tuttavia, quando si parla di tagli ai benefici sociali o di riforme del sistema sanitario, il consenso si sgretola.
L’ironia, in questo scenario, è quasi amara: la Germania di Merz, nata per riportare ordine e rigore conservatore, si ritrova bloccata in un limbo di burocrazia e indecisione, mentre l’economia reale chiede ossigeno e investimenti. Voler fare un governo con la SPD cancella la possibili di ogni vera profonda riforma e discontinuità con le esperienze precedenti. Senza una vera scossa, il rischio è che il “modello tedesco” diventi solo un capitolo nei libri di storia economica.







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