Economia
Il crac da un miliardo dei dentisti berlinesi: quando i fondi pensione giocano a fare gli hedge fund
Il fondo pensione dei dentisti di Berlino ha bruciato 1,1 miliardi di euro in investimenti azzardati. Scopri perché l’industria previdenziale tedesca da 300 miliardi trema sotto il peso della crisi immobiliare e della mancanza di vigilanza.
I dentisti berlinesi hanno affidato 2,2 miliardi di euro dei propri risparmi previdenziali a un gruppo di colleghi, professionisti con un’indubbia esperienza nell’otturazione delle carie, ma con competenze decisamente più sfumate nella gestione dei capitali. Oggi, la metà di quel patrimonio è letteralmente evaporata.
Il caso del fondo pensione VZB (l’acronimo tedesco per il fondo di previdenza dei dentisti di Berlino) sta scuotendo le fondamenta del sistema previdenziale professionale tedesco, portando alla luce le fragilità di un’industria da 300 miliardi di euro. Un tracollo che solleva interrogativi pesanti sulla gestione e sulla regolamentazione di uno dei pilastri del risparmio europeo, , e che ci ricorda una lezione fondamentale: la finanza non è un hobby.
Quale fondo è andato in crisi e perché?
Il protagonista in negativo di questa vicenda è il VZB (Versorgungswerk der Zahnärztekammer Berlin). Guidato da un comitato amministrativo composto da mezza dozzina di dentisti e chirurghi orali, il fondo ha deciso di abbandonare la tradizionale prudenza teutonica per lanciarsi in investimenti ad alto rischio.
Oltre il 70% degli asset è stato dirottato verso prestiti privati, partecipazioni in società non quotate e investimenti immobiliari speculativi. Le scelte di portafoglio sembrano uscite da un manuale su come non investire i risparmi di una vita: da un’azienda californiana di riciclo della plastica (rPlanet Earth), a un allevamento di gamberetti nel nord della Germania, fino a una startup assicurativa berlinese. Investimenti spinti dalla moda, senza studi sufficienti alla loro base, per cui molte di queste realtà sono andate in affanno o sono fallite.
Il caso più eclatante è proprio quello di rPlanet Earth. Nel 2015 il VZB ha iniziato a investire nella società californiana, per poi iniettare ulteriori capitali e concedere prestiti anche quando l’azienda era chiaramente in difficoltà, in un classico tentativo di coprire le perdite con nuovi fondi. Oggi, l’impianto californiano è chiuso per mancanza di domanda e concorrenza a basso costo, ma il fondo berlinese si ritrova a dover svalutare l’investimento del 93%, incassando una perdita di circa 126 milioni di euro solo su questa operazione. Come il VZB sia arrivato in California a riciclare plastica, invece che investire in un sicuro e tranquillo impianto tedesco è un mistero che chiariranno le indagini.
Complessivamente, il “buco” stimato per il VZB ammonta a 1,1 miliardi di euro. Un disastro che ha spinto il fondo, ora sotto una nuova gestione, a intentare cause legali contro gli ex revisori dei conti, i consulenti e i membri uscenti del comitato amministrativo.
Il quadro sistemico: i pericoli dei fondi pensione professionali
Il disastro berlinese non è un fulmine a ciel sereno, ma il sintomo di un malessere più profondo che affligge i Versorgungswerke, i fondi pensione di categoria tedeschi. Queste entità (oltre 90 in tutto il Paese) sostituiscono le pensioni statali per liberi professionisti come medici, notai o architetti.
Storicamente avversi al rischio, questi fondi si accontentavano di rendimenti a singola cifra, , ma garantiti da titoli di Stato e obbligazioni ad alto rating. Tuttavia, gli anni dei tassi di interesse negativi voluti dalla BCE hanno spinto questi gestori, spesso privi delle sofisticate infrastrutture di risk management delle grandi banche d’affari, a cercare disperatamente rendimenti in lidi sconosciuti e pericolosi: il private debt e il mercato immobiliare commerciale.
I pericoli insiti in questa struttura sono molteplici e ben definiti:
- Carenza di competenze tecniche: I fondi sono supervisionati da membri della professione stessa. Un eccellente farmacista non è necessariamente un esperto di derivati immobiliari.
- Vigilanza frammentata: I fondi professionali sono controllati dai singoli ministeri statali (Länder), , ma non dalla BaFin, l’autorità nazionale di vigilanza sui mercati finanziari, che possiede gli strumenti reali per valutare i rischi complessi.
- Accesso svantaggiato ai mercati alternativi: I piccoli fondi subiscono commissioni altissime da parte degli intermediari e non hanno le risorse per attrarre i migliori talenti finanziari, finendo per acquistare prodotti complessi senza comprenderne a fondo la struttura.
Come ha riassunto in modo lapidario un avvocato di Monaco: “Questo è denaro tedesco stupido. Queste perdite sono ciò che accade se hai molti soldi, ma non sei un professionista degli investimenti”.
Non solo dentisti: il contagio immobiliare
Il VZB rappresenta un caso estremo, ma non isolato. La fine dell’era del denaro a costo zero e il conseguente rialzo dei tassi hanno fatto esplodere la bolla immobiliare tedesca (e internazionale), colpendo duramente i bilanci di numerosi enti previdenziali.
Ecco una sintesi delle perdite dichiarate di recente da altri fondi:
| Fondo Pensione | Perdita/Svalutazione Dichiarata | Settore di Investimento |
| Dentisti di Berlino (VZB) | ~ 1,1 miliardi di € | Private equity, prestiti, immobili |
| BVK (Baviera – gestore multiplo) | Fino a 853 milioni di € | Immobiliare USA (es. TransAmerica building) |
| Medici della Renania del Nord | 175,8 milioni di € | Fondi immobiliari |
| Farmacisti dello Schleswig-Holstein | ~ 86 milioni di € | Debito immobiliare subordinato, bond Wirecard |
| Medici dello Schleswig-Holstein | 64 milioni di € | Finanziamenti immobiliari |
Persino il colosso BVK (Bayerische Versorgungskammer), con i suoi 117 miliardi di asset in gestione e una struttura ben più professionale, ha dovuto lanciare un profit warning su potenziali perdite per centinaia di milioni legate a investimenti immobiliari negli Stati Uniti. I farmacisti dello Schleswig-Holstein, invece, si sono bruciati con i prestiti mezzanini per sviluppi immobiliari residenziali finiti in insolvenza. Hanno comprato complessi prodotti finanziari credendo di acquistare mattoni reali. Il risultato è stato devastante.
Le prospettive e l’intervento della politica
Il crollo di queste operazioni riapre il dibattito su come debba essere riformato il risparmio previdenziale in Germania. Il Cancelliere Friedrich Merz ha recentemente ribadito la volontà di attuare un “cambio di paradigma” per rendere il sistema più sostenibile, puntando maggiormente sulle pensioni private e aziendali. Tuttavia, disastri come quello del VZB minano la fiducia pubblica nello strumento stesso del fondo pensione privato se non adeguatamente regolamentato.
La richiesta di far passare i fondi professionali sotto la giurisdizione della BaFin, l’ente di controllo finanziario tedesco, si fa sempre più pressante. I gestori dei fondi si oppongono, temendo un aumento dei costi operativi che deprimerebbe ulteriormente i rendimenti, ma il prezzo di una vigilanza debole si è dimostrato ben più salato.
Il sistema nel suo complesso rimane solido e in grado di pagare le pensioni correnti, ma i prossimi anni saranno dedicati a leccarsi le ferite, minimizzare le perdite e smaltire i portafogli tossici. L’illusione che bastasse un camice bianco per dominare i mercati finanziari globali si è infranta contro il muro della realtà economica.
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